L'ex Cavaliere spiega perché non si fida dell'impegno di Renzi a modificare l'Italicum[2]: "Se questo accadrà benissimo, ma oggi è soltanto una promessa e questo governo di promesse ne ha fatte tante e non le ha mantenute. Magari l'intenzione c'è, ma poi possono succedere tante cose. Magari uno scioglimento delle camere, si andrebbe a votare con questa legge, e ci troveremmo dentro una dittatura, di Renzi e del Pd o di Grillo e del M5s". Rilancia la necessità del proporzionale: "Serve una legge proporzionale con sbarramento, per esempio al 5% per i partiti più piccoli".
Per Berlusconi il governo non cadrà, indipendentemente dall'esito della consultazione del 4 dicembre. "Anche con il No, questo governo non cade" ha detto. "Renzi ha una maggioranza, una maggioranza che non convince ma c'è. Non credo a elezioni anticipate perché tanti parlamentari non hanno la certezza di tornare in parlamento e saranno attaccatissimi alla poltrona".
E spiega perché lui voterà No mentre il presidente Mediaset Fedele Confalonieri si è schierato per il Sì. "Hanno paura di una possibile ritorsione di chi ha il potere. Ho avuto discussioni a questo livello - ha detto a Bruno Vespa - e ho dovuto accettare, essendoci una maggioranza di risparmiatori e di investitori, che certe dichiarazioni del presidente di Mediaset, eccetera, sono attribuibili alla difesa dei risparmiatori. Lasciamo stare Renzi: se a un certo punto il governo dovesse vincere - osserva ancora - ci sarebbero conseguenze negative per le nostre aziende, e anche per le altre". Ironizza anche sul fronte del Sì: "Con lui ci sono gli Alfano, i Verdini, i Cicchitto... Non mi sembra sia il Real Madrid francamente".
Sulla decisione di Stefano Parisi[3] di prendere una strada diversa da quella che il leader FI aveva immaginato per lui, l'ex Cav chiarisce: "Non sono stato io, è stata la verifica di una situazione che si era creata. Chi vuole tenere insieme una coalizione deve avere buoni rapporti con tutti i partiti che la compongono. Io auguro a Parisi di avere successo", augura Berlusconi Al leader di Energie per l'Italia e ricorda: "sarebbe stato un successo portare protagonisti del fare, della trincea del lavoro, della cultura, delle professioni, ne abbiamo bisogno ma - avverte - senza rottamare nessuno. Questo Parisi doveva fare e - rileva - deve fare e sarebbe utile a tutto il centrodestra. Non potevo licenziare chi non ho mai assunto", chiarisce ancora Berlusconi. "Parisi - spiega - non è mai stato mio collaboratore e lui ha sempre detto di non essere di Forza Italia" ma "non si può fare il federatore del centrodestra se si attaccano i dirigenti di Forza Italia o Salvini". E ammette di essere all ricerca di un successore: "Sono alla ricerca costante e disperata di un successore e sono qui proprio perché occorre che il centrodestra trovi qualcuno che contrasti Renzi". Quanto ad un altro predellino, Berlusconi precisa: "Non ne farò un altro"
References
- ^ referendum (www.repubblica.it)
- ^ Italicum (www.repubblica.it)
- ^ Stefano Parisi (www.repubblica.it)
- ^ referendum (www.repubblica.it)
- ^ Italicum (www.repubblica.it)
- ^ riforma elettorale (www.repubblica.it)
- ^ legge elettorale (www.repubblica.it)
- ^ riforma costituzionale (www.repubblica.it)
- ^ porta a porta (www.repubblica.it)
- ^ Silvio Berlusconi (www.repubblica.it)
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