Senin, 31 Oktober 2016

Terremoto, prima notte di freddo e scosse. Gli sfollati: restiamo qui, dateci le tende - Il Sole 24 Ore

È stata una notte di freddo e scosse quella vissuta dalle popolazioni di Umbria, Marche e Lazio colpite dal nuovo terremoto, che hanno dormito in auto, nelle strutture di accoglienza allestite dalla Protezione civile o, per chi ha accettato di spostarsi, negli alberghi sul Trasimeno. Centinaia le nuove scosse registrate durante la notte: la più forte, di magnitudo 4.2, rilevata alle 2.27 in provincia di Perugia.
Al momento sono oltre 15mila gli sfollati assistiti dalla Protezione civile. Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha assicurato che «subito ci saranno case prefabbricate per chi fugge» dai luoghi colpiti dal sisma. E il commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, avverte: «Tutti i test di agibilità sono da rifare». Intanto, oggi pomeriggio è atteso il consiglio dei ministri straordinario convocato dal premier Matteo Renzi, che deciderà i nuovi interventi per la ricostruzione.

Oltre 15mila persone assistite
Secondo i dati forniti dalla Protezione civile, oltre 500 persone al momento sono accolte in strutture alberghiere nell'area del Trasimeno e oltre 4mila negli alberghi sulla costa adriatica. A queste si aggiungono circa 3mila persone nella Regione Umbria e altre 7mila nelle Marche ospitate in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale.
I dati, avverte la Protezione civile, sono da considerarsi in continua evoluzione e aggiornamento. Rimangono, inoltre, tra gli assistiti a seguito del sisma del 24 agosto, oltre 1.100 cittadini ospitati in alberghi e strutture ricettive – prevalentemente a San Benedetto del Tronto –, presso le abitazioni del progetto "Case", nel comune dell'Aquila o nei Map localizzati in altri comuni dell'Abruzzo,ma anche nelle residenze sanitarie assistenziali nelle quattro regioni colpite dal sisma.

«Ridateci le tende, restiamo qui»
«Scrivetelo che devono darci le tende. I cittadini di Norcia sono abituati al freddo, non ci spaventa. Preferiamo avere una tenda e restare vicino alle nostre case». A parlare è il signor Adolfo, un abitante di Norcia in fila, come molti altri, per una colazione calda alla mensa della protezione civile. «Io ho perso due case, ma voglio restare qui - continua Adolfo - anche perchè le tende di adesso non sono 'teli' come quelle di una volta. Sono riscaldate, ci staremmo benissimo». La posizione di Adolfo è quella della maggior parte degli abitanti di Norcia, che sulle tendopoli hanno protestato contro il sindaco della città umbra, Nicola Alemanno.
La Regione assicura comunque che già nelle prossime ore saranno montate tensostrutture collettive dove la comunità potrà passare la notte. Uno strumento che si aggiunge al trasferimento negli alberghi del Trasimeno e al contributo per l'autonoma sistemazione.
Una situazione che la presidente della regi one Umbria, Catiuscia Marini sta affrontando in un incontro a Cascia con il capo della protezione civile Fabrizio Curcio e il commissario governativo Vasco Errani. Vertice che si sposterà poi negli altri centri colpiti dal sisma.
Le strutture di accoglienza collettive sono già in arrivo e nelle prossime ore sarà deciso dove collocarle. Per affrontare il problema degli sfollati con anche questo strumento che si aggiunge al trasferimento negli alberghi del Trasimeno e al
contributo per l'autonoma sistemazione.

Un fermo immagine tratto da un video dell'Ingv nostra la propagazione delle onde sismiche, 30 ottobre 2016. ANSA

Alfano: subito case prefabbricate per chi fugge
«La cosa più importante ora è che gli sfollati raggiungano destinazioni più sicure dove sistemarsi in modo idoneo» ha detto il ministro Alfano in un'intervista al Messaggero, spiegando che «certamente, non è semplice affrontare questo tema, perchè presenta tante implicazioni delicate, anche psicologiche delle quali terremo conto e ci faremo carico in ogni modo possibile».
«Ci sono dispositivi di reazione del nostro sistema di soccorsi pronti per l'operatività in ogni parte del Paese e a maggior ragione per la Capitale - ha aggiunto - Roma ha risentito del sisma di ieri in maniera molto acuta. Ovviamente gli interventi si sono concentrati nella zona umbro-marchigiana e in quella reatina. E in confronto a quelle regioni non si può parlare di emergenza a Roma». Per la ricostruzione «metteremo a disposizione tutti i fondi necessari».

Gli aggiornamenti via Twitter dei Vigili del fuoco

Errani: test di agibilità da rifare
«Se dopo un terremoto ne arriva un altro e poi un altro di magnitudo 6.5, devi rifare tutti i controlli e le schede Aedes per l'agibilità dei fabbricati» ha detto il commissario per la ricostruzione Errani a Repubblica, sottolineando che «il lavoro fatto adesso va qualificato e rafforzato. Ma non è stato tutto sprecato, non partiamo da zero. Io non mi scoraggio, tra le gente c'è paura e preoccupazione e per questo bisogna esserci, parlare, per dare la spinta».

Ora, aggiunge, «si riparte da uno scenario profondamente diverso». Oggi «ci sarà il Consiglio dei ministri, il presidente del Consiglio ha già confermato che tutto ciò che sarà necessario verrà messo in campo. Prima di impostare nuovamente il lavoro per le verifiche di agibilità pensiamo alle persone: dobbiamo far comprendere che tutto è pensato per far rinascere le comunità quanto prima».

A Roma scuole chiuse e chiese inagibili
Nella Capitale oggi scuole chiuse per disposizione del sindaco Virginia Raggi, che ieri ha emesso un'ordinanza in via cautelare per permettere di svolgere i controlli sullo stato di agibilità e sicurezza delle strutture.
Inagibili anche due chiese del centro storico di Roma e uno ai Castelli romani, chiuse in via precauzionale dai vigili del fuoco in seguito al terremoto. In mattinata chiuso al traffico anche Ponte Mazzini, nel centro della città, per una crepa e una perdita d'acqua. Secondo quanto riferito dalla polizia municipale - intervenuta sul posto insieme con pompieri e personale Acea - «fino a nuovo ordine» il ponte è interdetto ad auto, pedoni e autobus per accertamenti tecnici.

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Sisma, la conta dei danni a Roma: chiuso ponte Mazzini e sgomberi al Flaminio - La Repubblica

Ponte Mazzini chiuso, due chiese inagibili in centro, Tangenziale e sottopasso del Gianicolo ancora impercorribili: nella Capitale continua la conta dei danni provocati dalla scossa di terremoto[1] che domenica mattina ha fatto tremare tutto il centro Italia. In serata arriva l'ordine di sgombero per lo studentato Santa Caterina e un palazzo al Flaminio. E la chiusura delle strade ha mandato in tilt la circolazione[2]. Ieri sera la rottura di una tubatura ha provocato un allagamento nei locali antincendio della stazione della metro Termini e i tecnici sono al lavoro per stabilire e non si esclude che l'allagamento conseguente ad una rottura delle tubature sia stato causato dal sisma.

Palazzi sgomberati. Crepe profonde e scale lesionate: evacuati due palazzi a San Lorenzo e in zona Flaminio. Così l'ordine di sgombero è arrivato in serata anche per gli edifici della capitale. Sono i primi a non aver retto alle scosse del terremoto che domenica mattina ha fatto tremare il centro Italia. E si teme che l'elenco, nelle prossime ore, possa allungarsi. Da 48 ore infatti i pompieri sono impegnati nelle verifiche statiche di edifici e palazzi. Un susseguirsi di interventi per scongiurare il pe ggio e per escludere danni alle fondamenta o a muri portanti. Il primo a essere dichiarato inagibile dalle squadre dei pompieri è stato l'edificio di piazzale Aldo Moro, al civico 9: lo studentato Santa Caterina dove i periti hanno riscontrato una crepa di diversi centimeti sulla facciata che ha tagliato l'edificio da parte a parte. "Una lesione importante che non rende sicuro il palazzo" hanno spiegato. La fessura si sarebbe aperta nel primo terremoto dello scorso mercoledì e si sarebbe allargata domenica. Ancora, nella zona del Flaminio torna la paura: in via Perin del Vaga, al civico 4, una crepa ha aperto la parete di una scala interna. Il palazzo, di 7 piani con 28 appartamenti, è stato evacuato. A chiedere un intervento dei pompieri sarebbero stati i residenti dello stabile. Anche in questo caso dalle perizie e dai controlli sarebbero emersi problemi statici.

Le scuole e le chiese Oggi le scuole restano chiuse per consentire le verifiche[3]. Nella notte la chiesa di San Francesco nel rione Monti e la basilica di piazza San Eustachio al Pantheon, nel centro storico, sono state dichiarate inagibili a scopo precauzionale dopo i sopralluoghi dei vigili del fuoco in seguito al sisma. Al momento della scossa a San Francesco di Paola il gruppo di preghiera stava terminando l'incontro mattutino quando:"Improvvisamente ha cominciato a tremare tutto e dalle volte sono caduti parti di muro e polveri". I responsabili della chiesa hanno già chiamato i tecnici ma in attesa del controllo resterà tutto chiuso. Chiuso dalle 10 ponte Mazzini a causa delle verifiche dopo una crepa e una perd ita d'acqua. Verifiche anche sul cavalcavia di viale del Cappellaccio, sulla via del Mare, "Via del Mare, altezza cavalcavia di viale del Cappellaccio difficoltà di circolazione causa intervento di verifica strutturale", scrive in un tweet la Polizia locale di Roma Capitale. Resta chiusa la Tangenziale Est da Largo Passamonti in direzione Viale Castrense (S.Giovanni): nelle uscite del Verano e sulla rampa di accesso da via Prenestina, sono necessarie ulteriori verifiche perché la violenta scossa avrebbe infatti aperto diverse crepe sui piloni su cui i periti stanno lavorando per escludere crolli e cedimenti. Il blocco della strada ha provocato code sul tratto urbano della A24, congestionata anche l'area del Verano. Anche la Galleria Pasa, Principe Amedeo Savoia Aosta, che sottopassa il Gianicolo fuori dal Vaticano, tra porta Cavalleggeri e porta Santo Spirito, per accertamenti tecnici è stata chiusa in direzione Gregorio VII. Nella serata di ieri cinque famiglie sono state evacuate a Genazzano, in provincia di Roma. Collegato al terremoto potrebbe essere anche l'allagamento avvenuto nella tarda serata di ieri nei locali antincendio della stazione metro Termini. Secondo quanto riferito dai vigili del Fuoco, si è trattato di un problema tecnico dell'impianto, su cui l'Atac ha avviato una commissione per verificarne le cause. Ma non si esclude che la rottura delle tubature che ha causato la perdita sia stata provicata dal sisma. Intanto sono oltre 75 gli interventi effettuati dalle 8 di stamattina dai vigili del fuoco di Roma mentre in coda ce ne sono alcune centinaia. Un'alta percentuale di richieste per intervento riguardano verifiche di  stabilità e lesioni su tramezzi e cornicioni caduti o pericolanti. Il Comando dei pompieri, considerato lo stato di necessità, ha aumentato del 25 per cento le unità di personale operativo.

Intanto oggi le scuole di Roma e provincia rimangono chiuse per verificare che il terremoto che ieri mattina ha svegliato la città non abbia provocato danni. Ma per la vigilia dell'1 novembre, Ognissanti, molte scuole avevano già in programma di non aprire e fare ponte: oltre il 50%, quindi, gli istituti che sarebbero comunque rimasti chiusi. la percentuale supera il 60% in alcuni municipi, come il II e il IX. Ed è polemica: chi aprirà i cancelli se si era già predisposto di fare ponte?, chiedono le insegnanti. Mentre alcuni consiglieri sono allertati per le superiori. Anche l'Università La Sapienza di Roma è chiusa, in via cautelare, per permettere "verifiche tecniche sulle strutture degli edifici dell'Ateneo" dopo le forti scosse di terremoto che hanno interessato l'Italia centrale. Il rettore Eugenio Gaudio - si legge sul sito dell' ateneo - "a seguito della decisione già assunta dall' Amministrazione di chiudere il Rettorato, gli uffici e le Segr eterie nel ponte di Ognissanti per consentire a studenti e personale di usufruire della festività, ha stabilito di estendere la chiusura anche alle eventuali attività didattiche e di ricerca". I controlli, secondo quanto previsto anche per le scuole di Roma, saranno condotti nella giornata di oggi e, se necessario, di domani, "in modo da garantire la regolare riapertura mercoledì 2".

Problemi pure per una vecchia crepa che si è aperta dopo il restauro a

Sant'Ivo alla Sapienza del Borromini[4]: «In via cautelativa è stata predisposta la chiusura per le verifiche statiche della cupola della chiesa, della lanterna e d ell'adiacente palazzo della Sapienza», ha dichiarato la Soprintendenza, che ha disposto subito il cantiere di emergenza che utilizzerà le impalcature di un intervento avviato a giugno scorso per il restauro della lanterna.

Manovra, Bruxelles insoddisfatta di risposte Italia: ma si tratta - Il Sole 24 Ore

Le risposte dell'Italia ai rilievi della Commissione europea sulla legge di bilancio sono motivi di insoddisfazione a Bruxelles. A quanto si apprende i chiarimenti forniti[1] dal ministero dell'Economia nella lettera del 27 ottobre non sono serviti a eliminare le riserve sulla manovra. Non solo. I toni e i contenuti della lettera non sono piaciuti, tanto che la lettera italiana è stata considerata meno costruttiva tra le tutte le richieste di chiarimenti.

Ue: flessibilità sisma fuori da Patto è prevista
In ambienti di Bruxelles si fa notare che la possibilità di investire in prevenzione per la messa in sicurezza degli edifici con misure antisismiche fuori dal Patto di stabilità è prevista dalla comunicazione sulla flessibilità del 13 gennaio 2015,
nell'annesso uno. Quindi, quando si accusa la Commissione Ue di non permettere investimenti antisismici - si afferma nei medesimi ambienti - viene fatto populismo a buon mercato

Bruxelles: lettera di Italia tra le meno costruttive
Cinque governi hanno risposto finora alla richiesta di informazioni e assicurazioni della Commissione europea sulle scelte di bilancio 2017[3]. Secondo quanto si apprende, tre vengono considerate a Bruxelles costruttive, tra cui la risposta finlandese; due invece vengono considerate meno costruttive e si tratta di quella italiana inviata dal ministro Pier Carlo Padoan e di quella cipriota.

Si continua a trattare
Il negoziato continuerà nelle prossime due settimane, ma non c'è atmosfera di rottura. Serpeggia irritazione nella Commissione, praticamente accusata di ostacolare la ricostruzione anti-sismica del paese in nome degli "zerivirgola" di deficit. Tuttavia si lavora a un compromesso e l'idea di usare il Fondo Ue per gli investimenti straordinari (per finanziare il riassetto anti-sismico 'scontando' le spese dai calcoli del deficit strutturale) non circola a caso. Lo spazio per assicurare un minimo di aggiustamento strutturale può dunque essere trovato, questo il messaggio raccolto a Bruxelles. In sintonia, peraltro, con il messaggio che arriva da Berlino: aiutare l'Italia sì, ma senza violare le regole sul debito.

La tabella di marcia
In base alle regole, i Paesi dell'Eurozona devono presentare alla Commissione europea le bozze di legge di bilancio per l'anno successivo entro metà ottobre[4]. Nei 15 giorni successivi l'esecutivo comunitario può chiedere chiarimenti agli Stati membri, cosa successa per Belgio, Cipro, Finlandia, Italia e Portogallo. Le risposte di Cipro e Italia non sono piaciute e per questi Paesi si renderà necessario ulteriore lavoro a livello tecnico e politico. Il tempo stringe, visto che entro la mezzanotte di domani la Commissione dovrà dire se la manovra italiana sarà approvata o no. Entro 15 giorni dalla presentazione delle bozze di bilancio, in caso di "gravi deviazioni" dagli obiettivi di aggiustamento strutturale di bilancio richiesti dal patto di stabilità si può chiedere la revisione della manovra. In caso di deviazioni non gravi si può procedere all'approvazione con riserva, chiedendo correzioni marginali senza dovere stravolgere il piano di bilancio originale. Per l'Italia sembra profilarsi questo secondo scenario, come dimostra l'assenza di nuovi richiami formali.

I rilievi di Bruxelles
Sempre a quanto si apprende a Bruxelles, non è stato gradito il tono del dibattito politico. La richiesta di flessibilità giustificata dalle spese eccezionali dovute al terremoto appare giustificata, ma si invita a fare uso degli strumenti esistenti senza attacchi politici.Dopo aver ricordato che il governo si era impegnato per una riduzione del deficit strutturale dello 0,6% nel 2017, la Commissione nota come gli obiettivi della Finanziaria italiana mostrino invece una deriva del disavanzo strutturale (al netto del ciclo economico e delle una tantum), in aumento dall'1,2% all'1,6%.

Ma l'Italia ribatte che se si tolgono dai calcoli del Patto di stabilità le «spese eccezionali» prodotte dal fenomeno migranti e dal piano di sicurezza anti-sismica, tornato purtroppo di strettissima attualità dopo le forti scosse di terremoto di ieri sera fra Marche e Umbria, il deficit messo in programma dall'Italia per l'anno prossimo si ferma all'1,9% del Pil, cioè mezzo punto sotto il dato di quest'anno.

Manovra alla Camera, incrocio con decreto fiscale
Quella iniziata oggi si annuncia come una settimana impegnativa alla Camera, dove da mercoledì insieme al decreto fiscale già incardinato arriverà anche la legge di Bilancio. Già si prepara, infatti, un calendario complesso e incrociato visto che la commissione Bilancio, che ha il compito di esaminare la manovra,
sta anche vagliando il decreto insieme alla commissione Finanze. Sul fronte del fisco il faro sarà puntato sulla rottamazione delle cartelle, che va aggiustato in particolare per chiarire che possono partecipare alla procedura agevolata anche i Comuni che non si avvalgono di Equitalia (quindi anche chi si è affidato a concessionari che non emettono 'ruoli'). L'obiettivo rimane quello di chiudere il decreto, anche in Aula, rapidamente, per dare tempi non troppo compressi alla Bilancio per affrontare la manovra.

Verso esame sprint ddl bilancio alla Camera
Il provvedimento per ora è al vaglio degli uffici di Montecitorio. E da mercoledì, alla ripresa dei lavori, sarà disponibile ufficialmente anche per i parlamentari. E il primo 'esame' da superare sarà proprio quello dell'ammissibilità di tutte le misure che andrà valutato, appunto, alla luce delle nuove regole. Anche per la manovra si punta comunque a un esame piuttosto "sprint", vista la volontà di arrivare all'ok dell'Aula entro il 27 novembre, per dare ai parlamentari una settimana di pausa per fare campagna elettorale prima del referendum del 4 dicembre. Poco più di 20 giorni, quindi, nei quali andranno apportate le poche modifiche possibili viste le scarse risorse.

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Terremoto, Cdm, Renzi: "Container prima di natale". Geologi: "Suolo abbassato di 70 cm" - La Repubblica

NORCIA - Finito a Palazzo Chigi il cdm di emergenza sul terremoto. "Da qui a venerdì - ha annunciato Matteo Renzi - ci sarà il nuovo decreto legge il cui spirito sarà: semplificare, accelerare, fare più veloce, non lasciare indietro nessuno". "Nessuna soluzione sarà calata dall'alto, abbiamo scelto il metodo del massimo coinvolgimento", ha assicurato. Renzi ha poi annunciato la volontà del governo di imprimere una accelerazione alle procedure burocratiche della ricostruzione, "sotto il controllo dell'Anac", l'Anticorruzione diretta da Raffaele Cantone, e "nel rispetto delle regole". Per farlo, sono stati estesi "i poteri d'emergenza al capo della Protezione civile" con un "ordinanza che attribuisce poteri straordinari a Fabrizio Curcio". A proposito di velocità delle procedure, il presidente del Consiglio cita la Regione Lazio che "sta concludendo alcune procedure per lo smaltimento delle macerie, per puntellare gli edifici. Mentre l 'amianto è già stato in parte recuperato". Prima del cdm, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni alla Cnn aveva 'invocato' "comprensione dalla Ue". Intanto le popolazioni terremotate si apprestano a passare un'altra lunga notte tra le difficoltà dovute al sisma e al freddo. E tra le polemiche.

Renzi: "Container entro natale". Il premier Renzi ha spiegato che la ricostruzione avverrà in quattro fasi. La prima: nell'immediata emergenza, chiederemo a chi può lasciare il territorio di accettare la proposta di spostarsi qualche settimana. La seconda, intermedia: i container. È meno piacevole della casetta di legno, spendiamo un po' di più, ma ci consente di riportare lì la gente partendo dall'assunto che le tende a dicembre a Norcia e dintorni sono un problema. Terzo: da dicembre, entro primavera estate, si va avanti con la costruzione delle casette di legno. Quarto: la ricostruzione vera e propria pe r mettere le case a regola d'arte.

"Manderemo le forze dell'ordine del Giubileo". "Daremo più spazio decisionale ai sindaci - ha assicurato Renzi - e manderemo nei comuni terremotati più polizia e carabinieri che provengono dalla gestione eccezionale del Giubileo che sta volgendo al termine". Nel nuovo decreto sul terremoto ci saranno "più spazi per il personale agli enti locali che spesso hanno pochissimi dipendenti, a tempo determinato. Vediamo se li prendiamo da graduatorie che già ci sono. Daremo più persone per dare una mano sulle aree colpite".
"Con l'Ue nessun braccio di ferro". "Con l'Europa nessun braccio di ferro, quel che serve sul terremoto lo mettiamo. Sono discussioni fuori luogo, vorrei che questo gran dibattito fosse riportato nella realtà. Non c'è un problema-Ue. Norcia è il luogo di san Benedetto, patrono d'Europa: se passa il messaggio che non ricostruiamo perché c'è un vincolo europeo vuol dire che abbiamo perso la testa tutti". "Stiamo rispettando le regole europee che prevedono clausole eccezionali legate a eventi eccezionali. La mia opinione è che un terremoto 6.5 sia un evento eccezionale. Ed eccezionale è mettere a posto l'edilizia scolastica. Eccezionale è l'immigrazione".
"Ricostruiremo le chiese". Renzi: "Ricostruiremo tutto non solo le case ma anche le chiese. Norcia senza chiesa è senza identità". Sulla stessa linea il commissario Vasco Errani: "Metteremo in sicurezza nei tempi più rapidi possibili i beni culturali. Lo faremo coi sindaci, con l'utilizzo di professionisti e gare e imprese per rendere rapide queste scelte. C'è una faglia emotiva che dobbiamo recuperare, non possiamo lasciare un pezzo del Paese con il rischio di spopolarsi". "La chiesa di San Benedetto a Norcia ritornerà - ha ribadito il premier - tutti noi sappiamo che quei simboli del terremoto devono tornare, così come la chiesa di Assisi".

"Risorse stanziate". "Le risorse sono già stanziate - ha aggiunto il premier - se ce ne sarà bisogno, ne metteremo altre. Ma a meno di 36 ore dall'ultima forte scossa non abbiamo chiaro né a quanto ammontino complessivamente i danni, né il numero de finitivo degli sfollati".

Gentiloni: "Comprensione da Ue". "Penso che sia totalmente realistico che in una simile emergenza abbiamo bisogno di comprensione e aiuto da parte dell'Ue". Lo ha affermato alla Cnn il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. "In due mesi abbiamo avuto diversi terremoti nella stessa area, e questo sta creando una situazione molto difficile per la popolazione in una delle più belle regioni d'Italia". Come ha promesso il premier Matteo Renzi, "ricostruiremo. E contiamo sulla solidarietà europea".

Suolo abbassato fino a 70 cm. I rilevamenti del satellite sulla deformazione del suolo sono appena arrivati. Gli esperti del Cnr e dell'Ingv stanno elaborando le immagini in questo momento. "Ma possiamo già dire - spiega Simone Atzori, ricercatore dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia esperto in geodesia - che in molte zone il suolo si è abbassato di 70 centimetri. La deformazione ha una for ma molto complessa e va da Norcia alla piana di Castelluccio".
 
Intorno alla piana di Castelluccio, ai piedi del Monte Vettore, i satelliti osservano uno spostamento della terra coerente con quello che i geologi hanno riscontrato direttamente con i loro occhi. "Il versante ovest del Monte Vettore – spiega Atzori – è scivolato verso il basso di varie decine di centimetri". Già dopo il terremoto del 24 agosto il suolo si era abbassato di circa 20 centimetri in una zona a forma di occhiale a sud di Castelluccio, fino ad Accumoli.

Polemica per le notti nell'emergenza. Ma è polemica per la prima notte dopo l'ultima devastante scossa[1] di terremoto (la più forte dal 1980[2]), trascorsa dalla popolazione colpita dal nuovo terremoto tra Umbria, Marche e Lazio in auto o nelle strutture di accoglienza. "È stata una notte complicata per i cittadini e per la macchina di assistenza - ha fatto sapere la Protezione civile - le condizioni non sono facili, la viabilità ha subito ancora danni". "Nelle frazioni è difficilissimo arrivare con mezzi ordinari, anche solo il trasporto di una tenda è difficile: ci vogliono più mezzi per farlo". "Sicuramente il tema della viabilità ci vede più impegnati in queste ore, bisogna riuscire a operare in piena sicurezza, e abbiamo visto che il crollo dei massi è ancora possibile".

La contestazione. "Ridateci le tende" è la richiesta che arriva dalla maggior parte degli abitanti di Norcia che ha scelto di rimanere in città pur avendo le case inagibili o non potendo rientrare per la paura o perché all'interno della zona rossa. La Regione assicura comunque che già nelle prossime ore saranno montate tensostrutture collettive dove la comunità potrà passare la notte. "In modo che nessuno sia costretto a rimanere in auto" sottolineano.

Lo sfogo. "Le tende non dovevano essere smontate" affermano a Norcia quelli che si ritrovano per la colazione nella struttura antistante il palasport. Parole urlate anche durante una assemblea con il sindaco Nicola Alemanno.[3] "Non sono più 'solo teli' come una volta - afferma Adolfo, uno degli sfollati - ma ambienti confortevoli e riscaldati. Possono permettere a chi rimane qui di affrontare meglio le difficoltà di queste ore". Una situazione che la presidente della Regione Catiuscia Marini ha affrontato stamattina in un incontro a Cascia con il capo della protezione civile Fabrizio Curcio e il commissario governativo Vasco Errani. Vertice che si è poi spostato negli altri centri colpiti dal sisma.

Castelli, ferita la capitale della ceramica d'Abruzzo. Castelli - una delle più importanti città della ceramica del mondo - era già parte del cratere sismico del terremoto de L'Aquila. La scossa del 30 ottobre ha aggravato una situazione già critica, determinando la necessità di provvedere alla istituzione di una zona rossa con totale interdizione all'ingresso anche pedonale nelle vie dell'intero centro storico. "Si contano ben 37 famiglie sfollate e numerosi crolli; la chiusura del centro storico è stata una scelta obbligata", ha fatto sapere il sindaco Rinaldo Seca.

Catiuscia Marini: "Dobbiamo assistere oltre 5.000 persone". La presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha sottolineato che "in Umbria la situazione resta difficilissima". "Siamo ancora impegnati nella massima emergenza - ha spiegato - per continuare ad assistere la popolazione e garantire tutte le necessità minime per quanti hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni. Purtroppo ora siamo in presenza di numeri che non hanno più nulla a che vedere con il sisma del 24 agosto. Ora invece dobbiamo assistere oltre 5.000 persone".

I tecnici hanno effettuato un sopralluogo per controllare la situazione molto particolare del fiume Nera, all'altezza di Visso, al confine tra Marche e Umbria: una frana di notevoli dimensioni ha interessato la strada e l'alveo creando di fatto un'ostruzione, un bacino, e va controllata, monitorata e gestita.
 
Gli sfollati. La Protezione civile ha fatto sapere che ci sono 15 mila assistiti registrati nelle strutture dell'accoglienza. "Se per il terremoto del 24 agosto[4] ci sono state 70mila istanze per sopralluoghi, adesso questo numero salirà". Oltre cinquecento persone sono accolte in strutture alberghiere nell'area del Trasimeno e oltre quattromila negli alberghi sulla costa adriatica. A queste si aggiungono circa tremila in Umbria e altre settemila nelle Marche ospitate in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale.

Nel Teramano sono circa 3.000 le persone fuori casa. Diciotto i comuni interessati nella provincia più colpita in Abruzzo. Segue quella dell'Aquila con 14 comuni. Secondo il report aggiornato dai comuni teramani, il numero (il provvisorio è 3.261) comprende sfollati e chi è in attesa delle verifiche di agibilità ma anche chi preferisce dormire fuori. Solo 2.000 gli sfollati a Montorio al Vomano.

Problemi alla viabilità nelle zone colpite dal sisma / Difficoltà anche a Roma dopo la scossa di ieri[5][6]

I soccorritori. Prosegue senza sosta l'attività dei soccorritori a Norcia. In città stanno affluendo personale e materiali come coperte, viveri e bagni chimici. In volo anche gli elicotteri di vigili del fuoco e delle altre forze di polizia. Tutto mentre continuano ad avvertirsi scosse di terremoto, anche intense.

Nuove scosse. Nella notte la terra ha continuato a tremare senza sosta. Dopo il primo forte terremoto di ieri mattina sono state registrate oltre 700 scosse dalla rete sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). La piu forte, alle 4.27, di magnitudo 4,2 a 11 chilometri di profondità e a soli 3 chilometri da Norcia. Diverse le scosse avvertite chiaramente dalla popolazione e dagli sfollati. "Dormire? Qui è tutto un dondolio, che ti vuoi dormire? Ha pure gelato stanotte", ha commentato sconsolato il sindaco di Ussita Marco Rinaldi, che è rimasto con soli altri 14 cittadini, più le forze dell'ordine e i volontari a tentare di riposare nel campeggio del paese, senza andare a dormire sulla costa a Porto Recanati o Porto sant'Elpidio come gli sfol lati.
Salvato un cane dalle macerie. I vigili del Fuoco hanno trovato un cane sepolto vivo sotto le macerie di Norcia. E lo hanno soccorso, consegnandolo poi a un veterinaio dell'Enpa (Ente nazionale per la protezione degli animali). L'organizzazione animalista ha condiviso sul suo account Twitter il video del salvataggio e alcune foto che mostrano il cane in una clinica a Rieti
 
LIVEBLOG: L'EMERGENZA MINUTO PER MINUTO
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Terremoto, Cdm, Renzi: "No a soluzioni calate dall'alto". Esperto: "Suolo abbassato di 70 cm" - La Repubblica

NORCIA - Finito a Palazzo Chigi il cdm di emergenza sul terremoto. "Da qui a venerdì - ha annunciato Matteo Renzi - ci sarà il nuovo decreto legge il cui spirito sarà: semplificare, accelerare, fare più veloce, non lasciare indietro nessuno". Renzi ha annunciato la volontà del governo di imprimere una accelerazione alle procedure burocratiche della ricostruzione, "sotto il controllo dell'Enac", e "nel rispetto delle regole". A titolo di esempio il presidente del Consiglio cita la Regione Lazio che "sta concludendo alcune procedure per lo smaltimento delle macerie, per puntellare gli edifici. Mentre l'amianto è già stato in parte recuperato". Prima del cdm, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni alla Cnn aveva 'invocato' "comprensione dalla Ue". Intanto le popolazioni terremotate si apprestano a passare un'altra lunga notte tra le difficoltà dovute al sisma e al freddo. E tra le polemiche.

Renzi: "Containe r entro natale". Il premier Renzi ha spiegato che la ricostruzione avverrà in quattro fasi. La prima: nell'immediata emergenza, chiederemo a chi può lasciare il territorio di accettare la proposta di spostarsi qualche settimana. La seconda, intermedia: i container. È meno piacevole della casetta di legno, spendiamo un po' di più, ma ci consente di riportare lì la gente partendo dall'assunto che le tende a dicembre a Norcia e dintorni sono un problema. Terzo: da dicembre, entro primavera estate, si va avanti con la costruzione delle casette di legno. Quarto: la ricostruzione vera e propria per mettere le case a regola d'arte.

"Manderemo le forze dell'ordine del Giubileo". "Daremo più spazio decisionale ai sindaci - ha assicurato Renzi - e manderemo nei comuni terremotati più polizia e carabinieri che provengono dalla gestione eccezionale del Giubileo che sta volgendo al termine".

"Con l'Ue nessun braccio di ferro". "Con l'Europa nessun braccio di ferro, quel che serve sul terremoto lo mettiamo. Sono discussioni fuori luogo, vorrei che questo gran dibattito fosse riportato nella realtà. Non c'è un problema-Ue. Norcia è il luogo di san Benedetto, patrono d'Europa: se passa il messaggio che non ricostruiamo perché c'è un vincolo europeo vuol dire che abbiamo perso la testa tutti". "Stiamo rispettando le regole europee che prevedono clausole eccezionali legate a eventi eccezionali. La mia opinione è che un terremoto 6.5 sia un evento eccezionale. Ed eccezionale è mettere a posto l'edilizia scolastica. Eccezionale è l'immigrazione".

"Ricostruiremo le chiese". Renzi: "Ricostruiremo tutto non solo le case ma anche le chiese. Norcia senza chiesa è senza identità". Sulla stessa linea il commissario Vasco Errani: "Metteremo in sicurezza nei tempi più rapidi possibili i beni culturali. Lo faremo coi sindaci, con l'utilizzo di professionisti e gare e imprese per rendere rapide queste scelte. C'è una faglia emotiva che dobbiamo recuperare, non possiamo lasciare un pezzo del Paese con il rischio di spopolarsi".

"Risorse stanziate". "Le risorse sono già stanziate - ha aggiunto il premier - se ce ne sarà bisogno, ne metteremo altre. Ma a meno di 36 ore dall'ultima forte scossa non abbiamo chiaro né a quanto ammontino complessivamente i danni, né il numero definitivo degli sfollati".

Gentiloni: "Comprensione da Ue". "Penso che sia totalmente realistico che in una simile emergenza abbiamo bisogno di comp rensione e aiuto da parte dell'Ue". Lo ha affermato alla Cnn il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. "In due mesi abbiamo avuto diversi terremoti nella stessa area, e questo sta creando una situazione molto difficile per la popolazione in una delle più belle regioni d'Italia". Come ha promesso il premier Matteo Renzi, "ricostruiremo. E contiamo sulla solidarietà europea".

Suolo abbassato di 70 cm. I rilevamenti del satellite sulla deformazione del suolo sono appena arrivati. Gli esperti del Cnr e dell'Ingv stanno elaborando le immagini in questo momento. "Ma possiamo già dire - spiega Simone Atzori, ricercatore dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia esperto in geodesia - che in molte zone il suolo si è abbassato di 70 centimetri. La deformazione ha una forma molto complessa e va da Norcia alla piana di Castelluccio".
 
Intorno alla piana di Castelluccio, ai piedi del Monte Vettore, i satelliti osservano uno spostame nto della terra coerente con quello che i geologi hanno riscontrato direttamente con i loro occhi. "Il versante ovest del Monte Vettore – spiega Atzori – è scivolato verso il basso di varie decine di centimetri". Già dopo il terremoto del 24 agosto il suolo si era abbassato di circa 20 centimetri in una zona a forma di occhiale a sud di Castelluccio, fino ad Accumoli.

Polemica per le notti nell'emergenza. Ma è polemica per la prima notte dopo l'ultima devastante scossa[1] di terremoto (la più forte dal 1980[2]), trascorsa dalla popolazione colpita dal nuovo terremoto tra Umbria, Marche e Lazio in auto o nelle strutture di accoglienza. "È stata una notte complicata per i cittadini e per la macchina di assistenza, le condizioni non sono facili, la viabilità ha subito ancora danni", ha spiegato Titti Postiglione della Protezione civile.

La contestazione. "Ridateci le tende" è la richiesta che arriva dalla maggior parte degli abitanti di Norcia che ha scelto di rimanere in città pur avendo le case inagibili o non potendo rientrare per la paura o perché all'interno della zona rossa. La Regione assicura comunque che già nelle prossime ore saranno montate tensostrutture collettive dove la comunità potrà passare la notte. "In modo che nessuno sia costretto a rimanere in auto " sottolineano.

Lo sfogo. "Le tende non dovevano essere smontate" affermano a Norcia quelli che si ritrovano per la colazione nella struttura antistante il palasport. Parole urlate anche durante una assemblea con il sindaco Nicola Alemanno.[3] "Non sono più 'solo teli' come una volta - afferma Adolfo, uno degli sfollati - ma ambienti confortevoli e riscaldati. Possono permettere a chi rimane qui di affrontare meglio le difficoltà di queste ore". Una situazione che la presidente della Regione Catiuscia Marini ha affrontato stamattina in un incontro a Cascia con il capo della protezione civile Fabrizio Curcio e il commissario governativ o Vasco Errani. Vertice che si è poi spostato negli altri centri colpiti dal sisma.

Castelli, ferita la capitale della ceramica d'Abruzzo. Castelli - una delle più importanti città della ceramica del mondo - era già parte del cratere sismico del terremoto de L'Aquila. La scossa del 30 ottobre ha aggravato una situazione già critica, determinando la necessità di provvedere alla istituzione di una zona rossa con totale interdizione all'ingresso anche pedonale nelle vie dell'interocentro storico. "Si contano ben 37 famiglie sfollate e numerosi crolli; la chiusura del centro storico è stata una scelta obbligata", ha fatto sapere il sindaco Rinaldo Seca.

Catiuscia Marini: "Dobbiamo assistere oltre 5.000 persone". La presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha sottolineato che "in Umbria la situazione resta difficilissima". "Siamo ancora impegnati nella massima emergenza - ha spiegato - per continuare ad assistere la popolazione e garantire tutte le necessità minime per quanti hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni. Purtroppo ora siamo in presenza di numeri che non hanno più nulla a che vedere con il sisma del 24 agosto. Ora invece dobbiamo assistere oltre 5.000 persone". La Protezione civile. "È stata una notte complicata per i cittadini e per la macchina di assistenza, le condizioni non sono facili, la viabilità ha subito ancora danni", ha spiegato Titti Postiglione, dell'ufficio emergenza della Protezione civile, nel corso di una conferenza stampa a Rieti.
 
"Nelle frazioni è difficilissimo arrivare con mezzi ordinari, anche solo il trasporto di una tenda è difficile: ci vogliono più mezzi per farlo", ha detto Titti Postiglione. "Sicuramente il tema della viabilità ci vede più impegnati in queste ore, bisogna riuscire a operare in piena sicurezza, e abbiamo visto che il crollo dei massi è ancora possibile", ha aggiunto.

"In questo momento è in atto un sopralluogo dei tecnici per la situazione molto particolare del fiume Nera, all'altezza di Visso, al confine tra Marche e Umbria: una frana di notevoli dimensioni ha interessato la strada e l'alveo creando di fatto un'ostruzione, un bacino, e va controllata, monitorata e gestita", ha spiegato Postiglione. Una situazione, ha continuato, che va monitorata anche perché "abbiamo previsioni meteo favorevoli per i prossimi giorni e ciò facilita le operazioni, ma poi arriveranno le piogge".
 
Per quanto riguarda gli sfollati ci sono "15 mila assistiti" registrati nelle strutture dell'accoglienza, ma "questo numero, che è un numero che fa riferimento alla macchina dell'assistenza e che è già importante, non escludo possa crescere".
 
 "Il danno è estremamente grave e diffuso", ha sottolineato. "Se per il terremoto del 24 agosto[4] abbi amo avuto 70mila istanze per sopralluoghi, adesso questo numero salirà".

Gli sfollati. In particolare, oltre cinquecento sono accolte in strutture alberghiere nell'area del Trasimeno e oltre quattromila negli alberghi sulla costa adriatica. A queste si aggiungono circa tremila persone in Umbria e altre settemila nelle Marche ospitate in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale. Rimangono, inoltre, tra gli assistiti a seguito del sisma del 24 agosto, oltre 1.100 cittadini ospitati in alberghi e strutture ricettive.

Nel Teramano sono circa 3.000 le persone fuori casa. Diciotto i comuni interessati nella provincia più colpita in Abruzzo. Segue quella dell'Aquila con 14 comuni. Secondo il report aggiornato dai comuni teramani, il numero (il provvisorio è 3.261) comprende sfollati e chi è in attesa delle verifiche di agibilità ma anche chi preferisce dormire fuori. Solo 2.000 gli sfollati a Montorio al Vomano.

Problemi alla viabilità nelle zone colpite dal sisma / Difficoltà anche a Roma dopo la scossa di ieri[5][6]

I soccorritori. Prosegue senza sosta e si è fatta stamani ancora più intensa l'attività dei soccorritori a Norcia. In città stan no affluendo personale e materiali come coperte, viveri e bagni chimici. In volo anche gli elicotteri di vigili del fuoco e delle altre forze di polizia. Tutto mentre continuano ad avvertirsi scosse di terremoto, anche intense.

Nuove scosse. Nella notte la terra ha continuato a tremare senza sosta. Dopo il primo forte terremoto di ieri mattina sono state registrate oltre 700 scosse dalla rete sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). La piu forte, alle 4.27, di magnitudo 4,2 a 11 chilometri di profondità e a soli 3 chilometri da Norcia. Diverse le scosse avvertite chiaramente dalla popolazione e dagli sfollati. "Dormire? Qui è tutto un dondolio, che ti vuoi dormire? Ha pure gelato stanotte", ha commentato sconsolato il sindaco di Ussita Marco Rinaldi, che è rimasto con soli altri 14 cittadini, più le forze dell'ordine e i volontari a tentare di riposare nel campeggio del paese, senza andare a dormire sulla costa a Porto Recanati o Porto S.Elpidio come gli sfollat i.
 
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Decapitato a Lumarzo, il nipote Claudio in manette - Il Secolo XIX

I video delle telecamere di sorveglianza davanti alla casa di Borgarelli lo mostrano il giorno del delitto mentre esce di casa con uno strano rigonfiamento nella manica che potrebbe nascondere l'arma del delitto

Lumarzo - «Sono soddisfatta che i carabinieri siano arrivati a questo arresto, ma soffro due volte. Ho perso mio papà e so che a fare tutto questo sarebbe stata una persona alla quale ero legata da tempo. E alla quale papà aveva dato una mano in tutti questi anni». Daniela Crocco spunta dalle case della frazioncina con il compagno e circondata dai cani, un po' suoi e un po' di suo padre Albano Crocco, l'uomo di 68 anni ucciso e decapitato l'undici ottobre scorso nei boschi del paese di Craviasco, a Lumarzo.[1]

Ieri mattina Daniela ha saputo che Claudio Borgarelli, il nipote di suo padre, era stato arrestato[2] con l'accusa di aver assassinato il pensionato, ex infermiere del San Martino. Così ha preso i cani ed è tornata nel bosco: «Sono andata nel punto in cui è stato trovato il corpo. Ho voluto dire a mio papà che avevano arrestato una persona, ma che ora dobbiamo capire cosa succederà».

Daniela ha addosso la giacca di suo padre. Guarda uno dei cani e sorride: «Avevamo iniziato ad addestrarti con papà, ora dovrò finire io ma non so se sarò brava come lui». Parlare di Borgarelli è inevitabile, Daniela lo sa e non si tira indietro, ma soffre.

«Io voglio essere sicura che sia lui - dice muovendo la mano come a mimare la sua volontà di andare in profondità in questa tragedia e nelle motivazioni di chi ne è protagonista - E se è stato lui davvero, che marcisca in prigione. Ma il dolore è doppio, per me».

L'arresto di Borgarelli:

Le foto del nipote con il machete mentre gira per i boschi[3]

Delitto a Lumarzo, il mistero del sacco[4]

Lumarzo, l'ombra di un complice[5]

Delitto di Lumarzo, i cani dell'unità speciale fiutano una pista. Continuano le indagini[6]

Giallo di Lumarzo, nuova accusa al nipote: «Nascose la testa dello zio»|[7]

Video:[8] Uomo decapitato a Lumarzo, il primo racconto di Borgarelli[9] |Claudio Borgarelli e il libro "Verità sepolte"[10]

Perché fra lei e Borgarelli c'era un legame di affetto che si perde nel tempo: «Eravamo amici, io gli sono stata vicina. Sapevo che aveva vissuto un'infanzia difficile e io ci sono stata per lui». La passione per i cani li accomuna: «Ho salvato uno dei suoi quando era stato morso da una vipera. Sono rimasta con lui dal veterinario sino alle 4 del mattino». Crocco e Borgarelli, un uomo di 68 anni e un nipote al quale, a sentire Daniela, l'ex infermiere del San Martino aveva assicurato un aiuto che spesso tocca ai padri per i figli.

«Il terreno su cui Borgarelli ha costruito la casa glielo aveva dato mio padre - aggiunge Daniela - E anche l'abitazione era stato mio papà ad aiutarlo a costruirla. Perché era un bravo muratore, in paese ha fatto lavori per tante persone e anche la nostra casa l'ha tirata su proprio lui». Poi qualcosa si è rotto, fra i due uomini. Il nipote di Crocco ha raccontato di aver litigato con il pensionato dopo che questo aveva scaricato dei detriti su un suo terreno. Aveva anche chiamato la Forestale per spingerlo a levarli di lì.

«Non erano detriti - spiega la figlia - Era materiale con cui mio padre ha allargato la strada davanti alla casa di suo nipote per permettergli di girare meglio la macchina. Così come gli ha spianato la strada che arriva sino all'abitazione, quella sterrata. Vedrete che ci sono dei frammenti di mattonelle lungo il percorso, era terra che mio padre aveva portato lì per aiutarlo, non gli aveva fatto uno sgarbo».

Il racconto che segue sembra delineare l'immagine concreta della frattura tra i due uomini: « A un certo punto Borgarelli ha iniziato a recintare il suo terreno, è spuntato un muretto. Ma quelle fasce è mio papà che gliele aveva date, non so cosa sia capitato a questa persona». Ha alzato delle barriere, non solo materiali. Negli ultimi tempi aveva anche piantato dei paletti per evitare che i veicoli si spingessero oltre lungo la strada nel bosco. «Sì, c'era un problema con un muretto». Quel che emerge dalle indagini lascia intravedere una rabbia enorme, troppo grande per ricondurla solo a questi screzi. O magari no. «Voglio ringraziare i carabinieri di Chiavari. Ci sono stati davvero vicini, alcuni hanno dimostrato un'umanità splendida».

© Riproduzione riservata

DAL WEB:

Terremoto a Roma, Ponte Mazzini chiuso ai bus - Corriere della Sera

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