Rabu, 23 November 2016

Parlamento Ue contro Russia: "Finanzia gli antieuropeisti". Putin: "Degrado politico occidentale" - La Repubblica

LA PRESSIONE propagandistica della Russia e dei gruppi jihadisti sull'Unione europea "sta crescendo". Il Parlamento europeo lo ha messo nero su bianco in una risoluzione approvata oggi a Strasburgo, in cui si accusa apertamente il Cremlino di finanziare "partiti e altre organizzazioni all'interno della Ue" di ispirazione antieuropea. Il presidente russo Vladimir Putin, citato dall'agenzia Tass, risponde: l'approvazione di una risoluzione per contrastare "la propaganda di Paesi terzi", compresa ovviamente la Russia, "significa che siamo testimoni di un degrado politico della democrazia nei Paesi occidentali".

"Il governo russo - si legge nel documento votato dall'assemblea di Strasburgo - sta utilizzando un ampio ventaglio di strumenti come think tanks, tv multilingua come Russia Today[1], pseudo-agenzie di stampa e service come Sputnik, social media e troll sul web per sfidare i valori democratici e dividere l'Europa" e "dare l'impressione che gli Stati orientali dell'Unione europea sono fallimentari". Stati orientali, si aggiunge, "dove i media nazionali sono spesso deboli e incapaci di resistere alla potenza dei media russi". In disinformazione e propaganda, prosegue la risoluzione, "la Russia investe considerevoli risorse finanziarie, stanziate direttamente dallo Stato o da imprese e organizzazioni controllate dal Cremlino".

Il Parlamento europeo, inoltre, "deplora il sostegno russo alle forze anti-europee nell'Unione, soprattutto in relazione ai partiti di estrema destra, alle forze populiste e ai movimenti che negano i valori fondamentali delle democrazie liberali". La risoluzione sottolinea la necessità per l'Europa di contrastare queste "campagne di disinformazione" e suggerisce di rafforzare la task force per la comunicazione strategica dell'Ue già al lavoro a Bruxelles e di investire di più per promuovere consapevolezza, educazione, media online e locali, giornalismo investigativo e alfabetizzazione nel campo informativo. Esigenza sottolineata anche da Federica Mogherini, responsabile della diplomazia Ue, prima e dopo il voto a Strasburgo: "Dobbiamo dare la parola a chi ha beneficiato delle nostre politiche, mettere l'accento sulle storie positive, semplificare i messaggi e parlare della vita vera".

La risoluzione è stata approvata con 304 voti a favore, 179 contrari e 208 astensioni. La relatrice Anna Fotyga, eurodeputata del partito polacco Prawo i Sprawiedlivosc (Diritto e Giustizia, Pis, componente del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei) e presidente della subcommissione Sicurezza e Difesa del Parlamento Europeo, ha ricondotto l'opera di "disininformazione e manipolazione da parte della Federazione russa" di cui "molti Paesi sono pienamente consapevoli" alla posizione dell'Unione contro "l'annessione della Crimea e l'aggressione all'Ucraina orientale" attraverso il sostegno ai separatisti filorussi [2]da parte di Mosca nel 2014. E alle conseguenti sanzioni economiche adottate da Ue e Usa[3] contro la Russia nel 2014. "Anche questo rapporto - ha aggiunto Fotyga -, mentre era in via di preparazione, è finito nel mirino di una propaganda ostile".

Il mese prossimo l'Unione Europea sarà chiamata a estendere le sanzioni contro la Russia, che già includono restrizioni poste all'accesso delle banche russe ai mercati monetari. Il documento approvato a Strasburgo segna evidentemente un punto a favore di chi propende per la linea dura contro il Cremlino rispetto a Paesi membri Ue, come l'Italia [4]e l'Ungheria, che avevano con la Russia un forte scambio co mmerciale e sentendosi danneggiati (Berlusconi durante le registrazioni di Matrix: "Sanzioni a Russia è masochismo per gli imprenditori", ndr) vorrebbero porre fine alle sanzioni per la loro "inefficacia". E quanto meno evitarne di nuove[5] per i bombardamenti russi su Aleppo. Ma la risoluzione di Strasburgo potrebbe suggerire anche sanzioni contro i media russi, come l'agenzia Sputnik e il canale Russia Today.

Per il presidente Putin, sanzionare i mezzi di informazione russi come proposto dai legislatori europei testimonia il degrado della democrazia in Europa. "Se venisse presa questa decisione, vorrebbe dire che staremmo assistendo a una chiara ten denza al degrado, nel senso politico di questa parola, della nozione di democrazia nella società occidentale. Mentre ognuno cerca di fare una predica alla Russia sulla democrazia, i legislatori europei ricorrono a una politica di restrizioni, che non è il modo migliore per affrontare eventuali problemi. L'approccio migliore è una discussione aperta, in cui dovrebbero essere presentati argomenti chiari e solidi a sostegno del proprio punto di vista. Spero davvero che prevalga il buon senso e che non si concretizzi nessuna restrizione".

Putin ha anche elogiato proprio il lavoro dei giornalisti di Sputnik e Russia Today, "che hanno incitato le autorità europee a prendere questa decisione. Mi congratulo con loro per aver, evidentemente, fatto il loro lavoro con efficienza e talento". La direttice di Russia Today e Sputnik, Margarita Simonyan, ha definito la risoluzione "un colpo diretto ad alcuni dei più autorevoli media russi e mira a porre fine alle loro attività i n Europa".

Il voto sulla risoluzione degli europarlamentari italiani si è spaccato. Lega Nord, Movimento 5 Stelle e l'Altra Europa hanno votato compatti contro, il Nuovo Centrodestra si è espresso a favore mentre Pd e Forza Italia si sono divisi sul testo, con una chiara predominanza per l'astensione: solo tre eurodem (Simona Bonafé, Silvia Costa e Pina Picierno) hanno appoggiato la risoluzione, il resto si è astenuto. Sergio Cofferati, uscito dal Pd, ha invece votato contro. Ancora più variegato il voto nel gruppo degli eurodeputati di Forza Italia: Salvatore Cicu si è espresso a favore, Alessandra Mussolini e Fulvio Martusciello contro, per tutti gli altri astensione.

Mai come stavolta prevedibile la reazione negativa dei parlamentari europei della Lega Nord, in buona compagnia nella loro opposizione alla risoluzione con gli anti-europeisti inglesi e francesi dell'Ukip e del Front National. Lorenzo Fontana: "Qualcuno non ha capito che la Russia deve esser e un partner importante e non un nemico, ma ormai il mondo sta cambiando, nonostante questa Unione Europea, per fortuna". Mario Borghezio, nel suo intervento in aula: "Pura follia associare l'attuale Federazione Russa e la sua legittima attività di contro-informazione a quella dei terroristi dello Stato islamico. Volete far tornare il mondo alla guerra fredda? Fortunatamente ora al posto di Obama, che con la sua politica estera alimentava i venti di guerra, c'è l'equilibrato Trump che preannuncia finalmente una mano tesa degli Usa verso la Russia".

A proposito del M5s, invece, alla relatrice Fotyga è stato chiesto se, lavorando al rapporto che informa la risoluzione anti-propaganda, gli eurodeputati abbiano riscontrato con prove presunti legami del Movimento con organi filorussi[6]. "Parliamo in generale, ma molte cose sono visibili - la risposta sibillina di Fotyga -: si può vedere, monitorando i dibattiti nei Parlamenti, che ci sono persone che costantemente ripetono la narrativa del Cremlino. Questo è ben noto. Non conosciamo l'esatta natura di questo fenomeno, se si tratta di soldi o di influenza politica: questo lo demandiamo agli Stati membri dell'Ue e alle istituzioni competenti. Al controspionaggio, ma anche al giornalismo investigativo".

References

  1. ^ Russia Today (www.repubblica.it)
  2. ^ sostegno ai separatisti filorussi (www.repubblica.it)
  3. ^ sanzioni economiche adottate da Ue e Usa (www.repubblica.it)
  4. ^ Italia (video.repubblica.it)
  5. ^ evitarne di nuove (www.repubblica.it)
  6. ^ legami del Movimento con organi filorussi (www.repubblica.it)

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