Rabu, 23 November 2016

Referendum, Renzi: "Carta va rispettata". Berlusconi: "Se vince 'no', ok a tavolo con il premier" - La Repubblica

ROMA - Il conto alla rovescia verso il referendum costituzionale[1] prosegue e la tensione cresce. Mentre dal Movimento 5 stelle, impegnato a fare i conti con la grana delle firme false a Palermo e Bologna, piovono accuse e insulti e il clima si fa caldo anche all'interno della Rai, dove tre consiglieri hanno chiesto al presidente Monica Maggioni un controllo sul rispetto della par condicio, ipotizzando che venga favorito il 'sì', il presidente del Consiglio garantisce che "non ci saranno le cavallette. In caso di vittoria del 'sì' ci sarà un sistema più semplice e che funziona, se vincerà il 'no' non cambierà nulla. Non ci sarà un sistema antidemocratico, né nell'uno, né nell'altro caso. Basta", dice, cercando di mettere un po' di tregua alle polemiche.

Rispetto pe r la Carta. "La Costituzione va rispettata sempre sia da chi vuole cambiarla sia da chi vuole tenerla, l'art.138 dice che ci vuole un voto referendario sulla riforma. Alla sfida bisogna andare con leggerezza e con un sorriso. Ho detto ai miei: basta replicare alle accuse, rispondiamo nel merito", ha aggiunto il premier, che da un lato si rammarica per il clima "di polemiche, di accuse", ma dall'altro, sottolinea "è la democrazia. Cerchiamo di essere chiari: chi dice 'peccato che così si divida l'Italia' allo stesso tempo dicono 'è un Paese dove non si vota mai'". "La vera sfida è di metodo: la Costituzione prevede il referendum".

Comunque, prosegue il premier, l'Italia è "una squadra composta da giocatori fortissimi che per anni hanno scelto di non passarsi la palla". Però, "se questo Paese si mette in moto e prova a giocare nello stesso campo di gioco - ha aggiunto - può giocare contro chiunque".

Cavaliere: "Col 'no', ok a tavolo col prem ier". È disposto ad aprire una discussione con Renzi, in caso di vittoria del 'no', per discutere una nuova legge elettorale, Silvio Berlusconi che, ospite stasera a Matrix dice: "È indispensabile sedersi al tavolo per fare una nuova riforma e una nuova legge elettorale[6]". L'ex premier spiega quali sono stati i punti sui quali si è creata maggiore distanza con il segretario del Pd: "Noi avevamo collaborato alla riforma della Costituzione e alla legge elettorale, ma Renzi voleva solo un abito su misura. Gli eventi sopraggiunti hanno fatto sì che questo vestito si adatti meglio a Grillo e questo perché Renzi aveva su di sé il 56% di fiducia che ora è scesa al 26%. Oggi tutti i sondaggi danno il Pd tra il 28-32% per cui non gli è più possibile vincere al ballottaggio. Se si votasse con questa legge elettorale, ci troveremmo un uomo solo al comando che potrebbe essere il padrone dell'Italia e degli italiani, la deriva autoritaria è implicita in questo referendum legato alla legge elettorale".

E torna sui motivi della rottura del Patto del Nazareno[7], avvenuta alla fine sul nome del presidente della repubblica ma "questo non vuol dire che Mattarella non mi piaccia". Quello che mi preoccupa è che "Renzi lavora per sé, lavora non in modo condiviso". Poi aggiunge: "Con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, abbiamo parlato della situazione italiana e se vince il 'no' non cambia nulla, non succederà nulla e si apre la possibilità di una riforma della costituzione molto diversa e positiva".

Toni troppo accesi. Come Renzi, anche Berlusconi è vittima degli attacchi in campagna elettorale? "Siamo ugualmente vittime, su questo c'è una possibilità di avvicinamento anche se io ho subito molto di peggio...", afferma l'ex Cavaliete. "Anch'io sono preoccupato per i toni" della campagna elettorale, anche se, a paragone delle presidenziali americane[8], ha sostenuto l'ex premier, è quasi elegante. "Renzi troppo cattivo e io troppo buono? Sono vere entrambe le cose", ha detto.

Alfano: "Se Berlusconi vota 'no' è solo per far cadere Renzi".   Non è convinto delle ragioni che portano Berlusconi a votare 'no' Angelino Alfano, secondo il quale se l'ex premier boccia il referendum, dietro non c'è il superamento o meno del bicameralismo perfetto, ma la volontà di far cadere il segretario del Pd: "Non vedo altra ragione se non tentare di far cadere governo Renzi", ha detto il ministro dell'Interno a Radio Capital. "Senza dirci parole di circostanza, non è più in ballo la proposta, ma il proponente, per Forza Italia", ha aggiunto. "I partiti che sostengono il 'no' sono intorno al 35% nei sondaggi, quelli che sostengono il 'sì' sono al 50%, questi 12 punti di stacco sono circa 4 milioni di elettori", ha proseguito Alfano. Che ribadisce il suo disaccordo a legare l'esito delle urne alla vita dell'esecutivo: il governo "non deve cedere il passo se vince il 'no' perché non c'è alternativa a questo governo, a meno che non si immagini un governo con Berlusconi e Grillo, Salvini e Di Battista". 

A chi, poi, gli fa notare come molti lo accusino di non voler perdere la poltrona, Alfano risponde: "La mia è di chiodi per la fatica che faccio...Il 'sì' sta già insieme nella sostanza al governo, il 'no' non rappresenta un'alternativa di governo, non si può unificare oltre che dire 'no', perché sono troppo diversi tra di loro. L'area del 'sì' governa già da 1.000 giorni".

Bersani: "Pronto ad altre 20 fiducie a Renzi". Anche l'ex segretario Pd, Pier Luigi Bersani, così come il ministro per i Beni culturali[9], Dario Franceschini, è convinto che Renzi debba restare a Palazzo Chigi, anche se vince il 'no': "Ho dato 50 fiducie tranne che sulla legge elettorale a questo governo, sono pronto a darne un'altra ventina...il governo deve andare avanti comunque". "Non chiedo - ha ribadito Bersani - che vada a casa se vince il no, il governo deve restare e occuparsi di temi sociali ed economici e lasciare che il Parlamento lavori a una nuova legge elettorale che è indispensabile. Bisogna prendersi quell'anno di tempo da qui al 2018 perché il sistema si rimetta un attimo in ordine". Ma in caso Renzi, sull'onda della vittoria del 'no' decida di lasciare la presidenza del Consiglio "il presidente della Repubblica - ha osservato Bersani - ha davanti una maggioranza. Non ci sono grandi problemi per mandare avanti la legislatura e il governo".

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References

  1. ^ referendum costituzionale (www.repubblica.it)
  2. ^ Palermo (palermo.repubblica.it)
  3. ^ Bologna (bologna.repubblica.it)
  4. ^ accuse e insulti (www.repubblica.it)
  5. ^ all'interno della Rai (www.repubblica.it)
  6. ^ legge elettorale (www.repubblica.it)
  7. ^ Patto del Nazareno (www.repubblica.it)
  8. ^ presidenziali americane (www.repubblica.it)
  9. ^ così come il ministro per i Beni culturali (www.repubblica.it)

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