Intanto prendono il via oggi i briefing del Pentagono al team di transizione del presidente eletto, Donald Trump. Lo ha reso noto il portavoce del dipartimento della Difesa americano, Peter Cook
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Il presidente eletto Donald Trump ha offerto all'ex generale Michael Flynn il ruolo di consigliere per la sicurezza nazionale. La notizia, fatta trapelare dal team di transizione nella serata di ieri, e' rimbalzata sui principali media americani.
Il 57enne Flynn e' stato advisor di Trump durante la campagna elettorale, dimostrandosi un "perfetto surrogato" - per usare un'espressione del Politico - contro la democratica Hillary Clinton, attaccata per aver messo a rischio informazioni classificate con l'utilizzo di un server di posta privato quando era segretario di Stato.
Ci sarebbe Flynn dietro il disprezzo di Trump per l'accordo sul nucleare iraniano e la strategia aggressiva nei confronti dell'Islam radicale. La nomina a consigliere per la sicurezza nazionale non richiede il via libera del Senato e cio' giocherebbe a suo fa vore perche' si tratta di un personaggio controverso. I democratici lo accusano di essere islamofobo e simpatizzante del presidente russo Vladimir Putin.
Registrato tra gli elettori democratici, vanta 33 anni di carriera militare, con posizioni di primo piano, dalla guida di missioni Nato in Afghanistan e in Iraq fino alla direzione della Dia (Defence Intelligence Agency) dal 2012 al 2014, quando e' stato licenziato dal presidente Barack Obama.
Nel suo saggio "The Field of Fight", scritto insieme allo storico Michael Ladeen, Flynn descrive se stesso come poco devoto al politicamente corretto e accusa Obama di avergli dato il benservito perche' si era permesso di dire che gli Usa stavano perdendo terreno contro il terrorismo. Pochi minuti dopo la diffusione della notizia sul ruolo offerto all'ex generale, Yahoo News ha scritto che Flynn ha iniziato a ricevere i bollettini classificati sulla sicurezza nazionale dalla scorsa estate, mentre e' titolare di una societa' di consulenza di intelligence che fornisce servizi a societa' straniere, la Flynn Intelligence Group (Fig), fondata nel 2014, dopo aver lasciato la Dia, ins ieme a Bijan R. Kian, figura di spicco della comunit iraniana negli Usa.
Al via i briefing del Pentagono per la transizione
Prendono il via oggi i briefing del Pentagono al team di transizione del presidente eletto, Donald Trump. Lo ha reso noto il portavoce del dipartimento della Difesa americano, Peter Cook. "Rappresentanti del team di transizione del presidente eletto hanno contattato il dipartimento per organizzare i briefing iniziali e il primo è in programma oggi", ha detto Cook, confermando la piena disponibilita' del ministero guidato da Ashton Carter a favorire "una transizione efficiente
Abe: "Ho molta fiducia" in Trump. Primo incontro del presidente eletto con un leader internazionale
Trump inizia in modo informale il suo giro di incontri con i leader internazionali. E lo fa nella sua casa, la Trump Tower, nel cuore di Manhattan, con il primo ministro giapponese, Shinzo Abe. I due leader si sono visti per circa un'ora e mezza nella serata di ieri, parlando dei principali temi legati alla collaborazione dei due stati. Abe alla fine dell'incontro ha detto di avere "molta fiducia" in Donald Trump parlando di "una atmosfera calorosa".
Il primo ministro giapponese tuttavia non è voluto entrare nei dettagli del colloquio. Per Abe, ovviamente, la preoccupazione più grande è quella di perdere la protezione americana in Asia, dando così più spazio al pericolo Corea del Nord e magari all'avanzata economica della Cina. Nei mesi passati Trump ha ripetuto più volte di essere intenzionato a ritirare le truppe americane dal Giappone e dalla Corea del Sud, ancora un volta per mostrare ai cittadini Usa la sua intenzione di chiudere le frontiere e usare tutte le risorse dello stato all'interno. Il miliardario inoltre ha sostenuto che il Giappone - paese formalmente pacifista - dovrebbe avere una bomba atomica come deterrente nella regione. Ma per il Giappone il problema non è solo militare: il paese ha infatti un interesse importante nell'area di libero scambio stabilito dalla Trans Pacific Partnership che Donald Trump ha promesso di far naufragare. Abbattere le tariffe doganali farebbe aumentare le esportazioni giapponesi verso gli Stati Uniti, dando sollievo all'economia stagnante a causa del costante invecchiamento della popolazione.
La Yellen avverte Trump: "Non tocchi la riforma di Wall Street"
Janet Yellen "boccia" l'abrogazione della riforma della finanza preannunciata da Donald Trump. La Dodd-Frank Act, la riforma varata dal presidente uscente Barack Obama dopo la crisi del 2008, "ha molti aspetti positivi" e non sarebbe opportuno "portare indietro le lancette della regolamentazione finanziaria", dice la presidente della Federal Reserve durante l'audizione davanti alla Commissione economica congiunta del Congresso.
"Si dovrebbe essere felici che ora il sistema finanziario è più sicuro e poggia su basi più solide", sottolinea. Il presidente eletto ha più volte criticato la riforma e anticipato che una volta entrato alla Casa Bianca si impegnerà per rivederne varie parti. In particolare, ha detto Yellen, "non sarebbe opportuno tornare ai precedenti standard sui mutui che hanno portato alla crisi". "Intendo restare alla guida della Fed fino alla scadenza del mandato" Yellen ha poi spiegato che intende restare alla guida della Federal Reserve fino alla scadenza naturale del suo incarico.
''Non vedo'' circostanze per le quali ''non potrei servire l'intero mandato alla Fed. La mia intenzione è restare per i quattro anni del mandato'', ha detto la presidente della Banca centrale americana durante l'audizione davanti al Congresso Usa. L'impegno di Yellen a restare segue le critiche che le sono state mosse dal presidente-eletto, Donald Trump, che l'ha accusata di essere politicizzata, alimentando le indiscrezioni che in caso di una sua vittoria elettorale si sarebbe dimessa.
"I dati rafforzano la possibilità di un aumento dei tassi" Gli ultimi dati arrivati dall'economia Usa "sono coerenti con il mandato della Fed" di rafforzamento del mercato del lavoro e inflazione sotto controllo, ha poi sottolineato la presidente della Federal Reserve. L'enfasi sulle indicazioni giunte dopo l'ultimo vertice del comitato di politica monetaria della Fed sembra quindi rendere più credibile l'ipotesi di un rialzo dei tassi nel prossimo meeting del 13 e 14 dicembre. Se i dati confermeranno lo scenario, ha concluso la Yellen, per la Fed dovrà "forse regolare le proprie prospettive".
"Aggiustamento dell'outlook quando sarà più chiara la politica del nuovo governo" Guardando avanti, la Banca centrale americava valuterà l'impatto della strategia economica della prossima amministrazione, quella del presidente eletto Donald Trump, ha poi detto Janet Yellen. Rispondendo a chi chiedeva se l'elezione di Trump ricadesse tra i motivi di preoccupazione della Fed, Yellen non ha citato direttamente il presidente eletto, limitandosi a considerazioni generali: l'economia continua a rafforzarsi e lo stesso vale per il mercato del lavoro, ma "ovviamente ci sono questioni di politica economica che il Congresso e l'amministrazione valuteranno nei prossimi mesi e quando ci sarà maggiore chiarezza sulla posizione del Governo sulle questioni economiche, la Federal Reserve valuterà il possibile effetto sull'outlook economico e la strategia necessaria per rispondere, eventualmente aggiustando l'outlook", ha detto Yellen, ribadendo che "allo stato attuale delle cose l'economia sta facendo progressi verso il raggiungimento degli obiettivi fissati".
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