Questo per quanto riguarda "l'insulto". Quanto alla "menzogna" contestata a Renzi, riguarda lo stipendio di Alessandro Di Battista: "Credo prenda meno di 16 mila euro al mese, perché qualcosa restituisce, ma credo abbia preso una media di diecimila euro al mese, il doppio di quello che prendo io" aveva affermato il premier ieri durante la consueta diretta Facebook #matteorisponde. "Falso - risponde oggi il M5s -, (Renzi) guadagna il doppio. Basta cercare su Google e troverete che il presidente del Consiglio guadagna 10.000 euro lordi al mese, i parlamentari del M5S se lo tagliano, prendono uno stipendio di 5.000 lordi e il resto lo versano al microcredito per le imprese".
Ma il Movimento mette nel mirino anche il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, per farne il marchio di garanzia di una riforma" è l'accusa, "scritta dalla casta per la casta sostenuta dalla casta. Do you remember Napolitano? La riforma è la sua e lui è in Parlamento dal 1953. Tutto si può dire di Napolitano ma che lui sia contro la Casta va al di là di ogni immaginazione".
Renzi replica da Livorno, durante un'inizi ativa per il Sì: "Ora Grillo ha detto che siamo una scrofa ferita. Se eravamo una scrofa sana cambiava qualcosa per lui? Quando ci dice serial killer, rispondiamo: bene, superiamo il Cnel, il bicameralismo paritario. Quando ci dice scrofa ferita prima si chiama il veterinario poi si dice: bene, il Cnel, il bicameralismo... Perché sulla scheda non c'è scritto volete essere una scrofa ferita Sì o No. Se dite No, non si cambia per sempre. Non fatevi fregare, leggete il quesito". "Hanno bisogno di fare polemica e di attaccare tutti - aggiunge - altrimenti nel merito non sanno cosa dire, perchè se si entra nel merito non c'è discussione: se entrano nel merito votano sì anche loro".
Renzi torna sulla polemica anche a Pisa, con un invito alla responsabilità in cui non si risparmia una punta di ironia. "Tra 12 giorni si decide il futuro del Paese - è il richiamo del premier -. Stiamo cercando di non alimentare lo scontro. Da parte dei leader del fronte del No c'è gar bo, eleganza. Ma al solito garbo di Grillo, volendo bene anche alle scrofe sane, non solo ferite, rispondiamo con un messaggio di leggerezza e tranquillità. Non stiamo dividendo il Paese. Non è una guerra, si chiama democrazia. E se continuano a cercare la rissa dobbiamo essere calmi, tranquilli".
Lo stesso Renzi aveva praticamente anticipato la stessa risposta commentando a Piombino la precedente uscita di Grillo sui "serial killer[3]". "Ieri c'è stata l'ennesima polemica, oggi quelli del No dicono che se perdono faranno ricorso. Noi non faremo ricorsi e controricorsi, faremo una battaglia con il sorriso e parliamo del merito. Loro hanno paura di p arlare del merito perché se si capisce che la domanda è sul rendere il Paese più semplice non ce n'è per nessuno. Il tentativo è di buttarla in rissa, la nostra reazione è calma e gesso, sorrisi e tranquillità".
Il ricorso a cui fa riferimento Renzi è quello paventato dal fronte del No se al referendum costituzionale[4] del 4 dicembre dovesse vincere il Sì grazie al voto decisivo degli italiani all'estero[5]. E' il costituzionalista Alessandro Pace[6], presidente del Comitato per il No, ad annunciare l'ipotesi in conferenza all'associazione stampa estera: "Se il voto dei cittadini italiani all'estero dovesse rivelarsi determinante per la vittoria del Sì - afferma - allora impugneremo questa consultazione davanti all'ufficio centrale del referendum, che è un organo giurisdizionale, e si andrebbe davanti alla Corte Costituzionale". A proposito di ricorsi, il Tar del Lazio ha depositato oggi la sentenza con cui il 16 novembre, in udienza a porte chiuse, i giudici della seconda sezione bis hanno rigettato quello presentato dal presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, sul quesito referendario: "Inammissibile per difetto assoluto di giurisdizione".
Sul voto degli italiani all'estero "la buttano in caciara perché non sono sicuri di vincere", è il commento del titolare della Farnesina, il ministro Paolo Gentiloni.
La riforma Boschi è "eversiva della Costituzione", aggiunge ancora Pace, sostenendo che "manda all'aria la struttura" della Carta e "qualora il 4 dicembre i cittadini dovessero confermare la legge Boschi avremmo un'altra Costituzione, verrebbe radicalmente modificata la forma di governo". Sono 704 i comitati per il No che operano sul territorio, 100 quelli formati dagli studenti e 35 comitati per il No all'estero.
[1][2]Ref erences
- ^ accozzaglia (www.repubblica.it)
- ^ scusandosi (www.repubblica.it)
- ^ serial killer (www.repubblica.it)
- ^ referendum costituzionale (www.repubblica.it)
- ^ degli italiani all'estero (www.repubblica.it)
- ^ costituzionalista Alessandro Pace (www.repubblica.it)
- ^ il ricorso all'Agcom (www.repubblica.it)
- ^ il termine "accozzaglia" (www.repubblica.it)
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