Sabtu, 12 November 2016

Elezioni Usa, Hillary Clinton: "Ho perso per colpa dell'Fbi" - La Repubblica

NEW YORK – Prima c'era stato il fair-play ufficiale, gli auguri al presidente-eletto Donald Trump, per il bene della nazione. Ma quando Hillary Clinton si è trovata in un consesso più intimo, parlando ai grandi donatori della sua campagna elettora ha vuotato il sacco: ha incolpato della sua sconfitta il direttore dell'Fbi James Comey, repubblicano. Quasi un golpe, insomma, da parte del capo del più importante corpo di polizia. Un uomo peraltro legato a Rudolph Giuliani e già viceministro di Giustizia nell'Amministrazione Bush.

La tesi era già stata avanzata da alcuni collaboratori della candidata, ma per la prima volta è stata lei stessa a sfogarsi, secondo le voci raccolte dal sito Politico.com fra i ricchi donatori che hanno partecipato alla "conference call". L'incontro - non dal vivo bensì in teleconferenza - era l'occasione per un ultimo ringraziamento di Hillary a coloro che avevano generosamente finanziato la sua campagna. A loro ha detto: la seconda lettera di Comey al Congresso (quella del 28 ottobre[4], che smentiva le conclusioni già raggiunte a luglio) ha spostato gli ultimi indecisi in favore di Trump. Un intervento a gamba tesa, poi parzialmente corretto dallo stesso Comey: pochi giorni dopo[5] il capo dell'Fbi ha concluso che nelle nuove email (non di Hillary ma di Anthony Weiner, marito della sua assistente Huma Abedin) non c'era nulla di nuovo, tantomeno di che riaprire le indagini o incriminare la candidata. Troppo tardi. Il danno ormai era fatto.

E' verosimile che l'Fbi sia stato il vero arbitro di questa elezione-shock? Non lo si può escludere. Il risultato delle votazioni è stato molto risicato. In effetti in voti assoluti ha vinto Hillary[6] è solo nel conteggio dei grandi elettori che formano il "collegio elettorale" che Trump l'ha battuta. Come ricordato oggi da un editorialista del Wall Street Journal (che cito nel mio blog[7]) quello di Trump è tutt'altro che un trionfo: ha avuto meno voti di Mitt Romney nel 2012[8]. Il sistema elettorale americano si presta a queste distorsioni, anche nel 2000 in voti assoluti arrivò primo Al Gore[9]. E' possibile che in alcuni Stati chiave le mosse spregiudicate e controverse dell'Fbi abbiano spostato voti all'ultimo, in una situazione in cui la percentuale di indecisi era eccezionalmente elevata. Ma non lo sapremo mai, e i rimpianti di Hillary Clinton ormai interessano poco un partito democratico che deve preparare rivincite con nuovi volti e una nuova generazione di leader.

ELEZIONI USA: LO SPECIALE[10]

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