La tesi era già stata avanzata da alcuni collaboratori della candidata, ma per la prima volta è stata lei stessa a sfogarsi, secondo le voci raccolte dal sito Politico.com fra i ricchi donatori che hanno partecipato alla "conference call". L'incontro - non dal vivo bensì in teleconferenza - era l'occasione per un ultimo ringraziamento di Hillary a coloro che avevano generosamente finanziato la sua campagna. A loro ha detto: la seconda lettera di Comey al Congresso (quella del 28 ottobre[4], che smentiva le conclusioni già raggiunte a luglio) ha spostato gli ultimi indecisi in favore di Trump. Un intervento a gamba tesa, poi parzialmente corretto dallo stesso Comey: pochi giorni dopo[5] il capo dell'Fbi ha concluso che nelle nuove email (non di Hillary ma di Anthony Weiner, marito della sua assistente Huma Abedin) non c'era nulla di nuovo, tantomeno di che riaprire le indagini o incriminare la candidata. Troppo tardi. Il danno ormai era fatto.
References
- ^ fair-play ufficiale (www.repubblica.it)
- ^ presidente-eletto Donald Trump (www.repubblica.it)
- ^ James Comey (www.repubblica.it)
- ^ quella del 28 ottobre (www.repubblica.it)
- ^ pochi giorni dopo (www.repubblica.it)
- ^ in voti assoluti ha vinto Hillary (www.repubblica.it)
- ^ che cito nel mio blog (rampini.blogautore.repubblica.it)
- ^ Mitt Romney nel 2012 (www.repubblica.it)
- ^ nel 2000 in voti assoluti arrivò primo Al Gore (www.repubblica.it)
- ^ ELEZIONI USA: LO SPECIALE (www.repubblica.it)
- ^ elezioni usa (www.repubblica.it)
- ^ Presidenziali Ua 2016 (www.repubblica.it)
- ^ Fbi (www.repubblica.it)
- ^ hillary clinton (www.repubblica.it)
- ^ James Comey (www.repubblica.it)
- ^ donald trump (www.repubblica.it)
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