Rabu, 02 November 2016

Isis, Independent: 'Al-Baghdadi si trova a Mosul' - La Repubblica

BAGDAD - Il 'califfo' Abu Bakr al-Baghdadi, l'autoproclamato leader dello Stato islamico, si troverebbe all'interno di Mosul, dove sono entrate le forze armate irachene. Lo dichiara al britannico Independent, Fuad Hussein, capo di gabinetto del presidente curdo Massoud Barzani facendo riferimento a fonti concordanti di cui disporrebbe il governo di Erbil: "Se sarà ucciso l'intero sistema dell'Isis collasserà".

Che il capo degli jihadisti si trovasse nella città sotto assedio è una voce che circola dall'inizio dell'attacco iniziato il 17 ottobre. "Arriva a dare forza, a motivare i combattenti", avevano detto testimoni, ma non ci sono mai state conferme e che al-Baghdadi potesse essere fuggito era considerata l'ipotesi più probabile. Nessuno dei comandanti dell'Isis esercita il suo stesso carisma o ha la stessa capacità del 'califfo' di attrarre seguaci.

Negli ultimi otto o nove mesi, al-Baghdadi ha evitato di mostrarsi in pubblico. Alcune immagini lo mostrano per le strade di Mosul nei primi giorni dell'offensiva governativa ma molti dubitano sull'autenticità delle foto. Per Hussein, il 'califfo' ha dovuto delegare molte attività ai suoi comandanti a Mosul e nella vicina Tal Afar. Secondo la fonte dell'Independent, la presenza di al-Baghdadi a Mosul potrebbe prolungare di molto la battaglia, perché i suoi uomini combatteranno fino alla morte per proteggerlo. "È ovvio che perderanno - spiega Hussein - ma non sappiamo quanto tempo sarà necessario perché questo accada".

Il 'califfo'. Proprio a Mosul, il terrorista più ricercato al mondo, dato in più occasioni per morto o ferito dalle autorità irachene, si rivelò al mondo. A inizio luglio 2014, poche settimane dopo che l'Isis aveva preso il controllo della città (10 giugno), al-Baghdadi apparve in un video che lo ri traeva nella moschea Al-Nouri mentre pronunciava un sermone in cui ordinava ai fedeli musulmani riuniti di obbedirgli e si autoproclamava "califfo" di un territorio che si estendeva dalla Siria all'Iraq, ovvero dalla provincia di Aleppo fino a quella di Diyala. Nel video al-Baghdadi ringraziava Allah per aver ristabilito il califfato che era stato "perso" per secoli. "Io non vi prometto quello che re e governanti promettono ai loro sudditi, lussuria, sicurezza e piacere. Ma vi prometto quello che Allah promette a quelli che credono in lui", aveva detto riferendosi alla promessa del paradiso. "Se volete sicurezza, rispettate Dio, se volete la vita, rispettate Dio. E se volete un vita onorevole, combattete il jihad in nome di Dio", aveva dichiarato.

MAPPA / VIDEO Infuriano i combattimenti: liberata Bazwaia[2][3]

L'accerchiamento. La rapidità della caduta di Mosul, secondo Hussein, dipende da molti fattori, primo tra tutti la tattica che i jihadisti decideranno di adottare per difendere le loro posizioni. La città, ad esempio, è divisa in due dal fiume Tigri e l'Isis potrebbe decidere di "distruggere i cinque ponti sul fiume", rallentando l'avanzata delle forze governative. Se davvero il 'califfo' si trovasse a MosuI, fuggire ora per al-Baghdad i, così come degli altri leader dell'organizzazione, è molto difficile. L'esercito iracheno e i peshmerga curdi circondano la città da nord, est e ovest, mentre le milizie sciite Hashd al-Shaabi (Forze di mobilitazione popolare) avanzano da ovest, presidiando le vie di fuga verso la Siria e hanno interrotto una via di rifornimento dei miliziani che ancora si trovano a Mosul. Lo hanno annunciato sulla loro pagina Facebook le stesse milizie, precisando di aver preso il controllo di una strada a sud-ovest di Mosul e che si tratta della "prima linea di rifornimento" che viene "tagliata" all'Isis dall'inizio della battaglia per liberare la città. A Tall Afar però per le trappole piazzate, almeno 15 combattenti sciiti sono rimasti uccisi. I feriti sono 30, annuncia un comandante citato da Rudaw.

L'avanzata. I peshmerga curdi hanno consolidato le proprie posizioni e a sud le forze del governo federale continuano a progredire ma restano a diversi chilometri dalla periferia di Mosul. Le truppe della 16esima divisione di fanteria irachena, che avanzano da nord verso Mosul, sono arrivate ai margini della città, strappando ai jihadisti l'area di Shallalat ('Le cascate'). Sui vari fronti intorno alla città l'esercito iracheno e le milizie sciite alleate hanno strappato all'Isis 11 villaggi. Dalla parte orientale sono riuscite a entrare in città conquistando il distretto di Gogjali, mentre sul fronte sud-orientale sono avanzate le forze della Nona divisione corazzata e della Terza Brigata della Prima divisione. La Nona brigata delle forze irachene "avanza inesorabile anche da ovest e ora è a ridosso della zona occidentale di Mosul", annuncia il generale Yahya Rasul, dal Joint Operation Command di Makhmur (a sud di Mosul) da dove coor dina l'offensiva militare. "Lasceremo ai seguaci di Baghdadi un corridoio aperto a ovest - aggiunge l'alto ufficiale -. Sarà un corridoio della morte per loro. Li spazzeremo via con i raid aerei. La zona diventerà il cimitero dei jihadisti".
Esecuzioni. I jihadisti hanno ucciso 52 giovani sparandogli a bruciapelo in un collegio pubblico a est di Mosul. La denuncia arriva da Mohamed al Musali, uno dei capi dei cosiddetti Cavalieri di Mosul, i gruppi di quartiere armati che combattono l'Isis. Le vittime erano ex membri delle forze di sicurezza "pentiti", ma questo non ha evitato loro l'esecuzione, avvenuta il 27 ottobre. I miliziani, secondo la versione di Musali, hanno chiesto attraverso gli altoparlanti delle moschee ai residenti dei quartieri al-Jadraa, al-Samah, al-Kharama e al-Qudis di andare a ritirare dei documenti di identità presso il collegio Meca ad al-Jadraa e hanno minacciato di attaccare le loro case in caso di rifiuto. Centinaia di giovani hanno risposto alla chiamata e si sono presentati nel collegio, dove sono stati uccisi. Secondo gli attivisti anti-Isis di Mosul nel quartiere di Kharama "gli abitanti si sono barricati nelle case. Sono terrorizzati, aspettano l'arrivo dei liberatori. Ieri molti sono finiti in mezzo al fuoco incrociato. Un'intera famiglia è stata uccisa".

LEGGI Gioielli, concubine, no a tv satellitare: le regole dell'Isis[4]

I rinforzi. Secondo gli esperti i jihadisti ancora asserragliati nella città sono tra 3mila e 5mila. Le forze entrate da est hanno adesso la possibilità di attendere rinforzi prima di avanzare. Le forze irachene dovranno tentare di aprire i corridoi umanitari per i circa 1,5 milioni di civili che abitano ancora nella città, secondo l'Onu. "È urgente" in particolare per i "circa 600mila bambini" perché "non possiamo aspettare che quello che succede ad Aleppo avvenga anche" a Mosul, ha dichiarato Maurizio Crivellaro, direttore per l'Iraq di Save The Children.

Il monito dell'Iraq contro Ankara. "Non vogliamo combattere contro i soldati di Ankara ma se le truppe turche mettono piede in Turchia pagheranno un caro prezzo, subiranno molte perdite": è il monito del premier iracheno Haider al-Abadi in una conferenza stampa. L'avvertimento di Bagdad arriva all'indomani dell'annuncio della Difesa turca, citata da Anadolu, sul dispiegamento di carri armati e pezzi di artiglieria nell'area di Silopi, a circa 100 chilometri da Mosul. Intanto, la milizia Hashd al Watani, addestrata dalla Turchia, afferma di essere a "3 km a sudest" di Mosul. Veloce la replica del ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu: "È un debole" che si "atteggia a duro".

[1]

References

  1. ^ Mosul (www.repubblica.it)
  2. ^ MAPPA (video.repubblica.it)
  3. ^ VIDEO Infuriano i combattimenti: liberata Bazwaia (video.repubblica.it)
  4. ^ Gioielli, concubine, no a tv satellitare: le regole dell'Isis (www.repubblica.it)

Tidak ada komentar:

Posting Komentar