I tempi sono duri, i toni adeguati al livello dello scontro. Abbrac ci agli amici e botte ai nemici. Quando incrocia l'attore Alessandro Preziosi, lo stringe a sé: "Il tuo intervento mi ha commosso, grazie". Al suo fianco, nell'edizione più delicata, c'è anche la moglie Agnese, mentre uno dei suoi figli fa addirittura i compiti nel retropalco. Sulla scena invece si battaglia. Aver conquistato Gianni Cuperlo alla causa[3] è importante, spiega Renzi, perché avvicina un primo obiettivo: "Dimostrare che anche la minoranza più ragionevole del Pd è con noi. Ormai è chiaro che chi vota No sceglie un'altra strada". Per coprire anche il fianco sinistro, a dire il vero, il capo del governo inv este molto anche nella "missione sindaci". Il primo cittadino di Bari Antonio Decaro marca a uomo il collega di Cagliari, Massimo Zedda - "vieni con noi, entra nel Pd" - mentre proprio l'ex sindaco di Milano è vicino a sciogliere la riserva: "O entriamo nel Partito democratico - è la linea - o costruiamo un soggetto di sinistra che dialoga con Renzi".
Il secondo obiettivo di Renzi, più delicato, è tenere assieme i gruppi parlamentari. Non può permettersi di perdere il controllo del partito, in caso di crisi. "Non possiamo accettare la palude". Gli volteranno le spalle i bersaniani, questo è certo. Non a caso ha bisogno di Dario Franceschini, presente ieri a Firenze. Sulla sua lealtà i renziani hanno rassicurato il leader, riferendo quanto andrebbe ripetendo in privato proprio il ministro: "Per me dopo Renzi c'è solo Renzi". Che prevalga il Sì o il No, resta un dettaglio di non poco conto: con che legge si tornerà a votare? "Se la riforma passa - assicura il c apogruppo dem Ettore Rosato - abbiamo già l'accordo per modificare l'Italicum. Anche i berlusconiani ci hanno fatto sapere di essere interessati a ragionare". E se invece prevalesse il No? "A quel punto vedo le urne".
Non tutti, a dire il vero, sono felici di archiviare l'attuale sistema elettorale: "Rinunciare al ballottaggio - ragiona Roberto Giachetti - sarebbe un suicidio. Vogliamo davvero suicidarci?". Giachetti comunque si adeguerà alla maggioranza, il problema è l'ostilità della falange del No. Non si tratta solo di Pierluigi Bersani e Roberto Speranza, ormai, in campo c'è anche il "fattore Emiliano", schierato contro la riforma. E nelle ultime ore proprio il governatore, conversando con qualche amico che provava a "placarlo", non ha celato ambizioni di leadership: "Non posso votarla. Lo so, con il No Renzi può cadere e perdere il controllo del partito. Ma tranquilli, nel caso servisse io sono a disposizione...".
[1][2]References
- ^ il premier ha appena allargato il fossato che lo divide dalla Ditta (www.repubblica.it)
- ^ referendum (www.repubblica.it)
- ^ conquistato Gianni Cuperlo alla causa (www.repubblica.it)
- ^ Referendum costituzionale (www.repubblica.it)
- ^ Italicum (www.repubblica.it)
- ^ Matteo Renzi (www.repubblica.it)
- ^ Pierluigi Bersani (www.repubblica.it)
- ^ Massimo D'Alema (www.repubblica.it)
- ^ roberto speranza (www.repubblica.it)
- ^ michele emiliano (www.repubblica.it)
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