Sabtu, 12 November 2016

Legge di Bilancio: provvedimenti promossi e bocciati - La Repubblica

ROMA – Come in un concorso di bellezza, la legge di bilancio è stata sottoposta in Parlamento ai giudizi degli organismi tecnici. L'analisi della Banca d'Italia è stata piuttosto blanda, più attenta a descrivere i provvedimenti che a esprimere veramente un'opinione. L'Istat ha fornito il giudizio più positivo, mentre l'Ufficio Parlamentare di Bilancio, l'authority preposta al controllo dei conti pubblici, ha optato per una bocciatura ferma. Il quadro che ne viene fuori ha più ombre che luci, soprattutto per quanto riguarda la sostenibilità del bilancio pubblico e la capacità dei provvedimenti di aiutare le categorie più in difficoltà.
 
Le misure che hanno riscosso i maggiori plausi sono quelle mirate a stimolare gli investimenti, per esempio il piano "Industria 4.0" e il credito d'imposta per le spese in ricerca e sviluppo. La Banca d'Italia sottolinea come queste norme cerchino di stimolare la crescita della produttività, che negli ultimi decenni è stata il vero tallone d'Achille dell'Italia. Anche l'Istat definisce gli interventi sugli investimenti "importanti", stimando in 0,1 punti percentuali il loro impatto sulla crescita.
 
L'istituto guidato da Giovanni Alleva aggiunge però che i provvedimenti dovrebbero finire per premiare maggiormente le aziende più grandi e più innovative a scapito di quelle tecnologicamente meno avanzate. Il governo ha scelto dunque di premiare quelle imprese che in questi anni hanno sofferto meno la recessione e che sembrano più in grado di reggere il confronto con le realtà produttive straniere. Si tratta di una politica industriale più laissez-faire rispetto ai vecchi sussidi che finivano spesso per aiutare aziende decotte.
 
Il giudizio sulla capacità della manovra di favo rire l'equità è, invece, meno uniforme. L'Istat dice che l'estensione della platea di pensionati che riceverà la quattordicesima andrà prevalentemente ad aiutare la parte meno abbiente della popolazione, poiché più dell'80% della maggiore spesa è destinato al 60% più povero. Tuttavia, sono gli stessi numeri dell'Istituto a mostrare come la misura non sia affatto ben calibrata: il numero di famiglie di classe media che beneficerà dell'aumento è maggiore di quello dei nuclei più poveri. L'Upb stima che al 10% delle famiglie più povere affluisce meno del 5% del beneficio complessivo.
 
Il problema principale della legge di bilancio, comunque, riguarda la sostenibilità dei conti. Il giudizio dell'Upb è, da questo punto di vista, molto severo. L'authority guidata da Giuseppe Pisauro nota prima di tutto come le stime di crescita del governo, sebbene in linea con quelle di previsori indipendenti, siano piuttosto ottimiste, a lla luce, per esempio, del rischio di un rallentamento del commercio mondiale. Questo giudizio è, tutto sommato, il meno preoccupante: le previsioni sono, per loro natura, imperfette, e anche altri organi, tra cui la stessa Bankitalia, giudicano l'1% di crescita previsto dal governo per il 2017 "non irraggiungibile".
 
Un rischio ben maggiore, secondo Pisauro e colleghi, riguarda la decisione di finanziare una parte corposa degli aumenti di spesa con misure una tantum, quali la cosiddetta "rottamazione" delle cartelle di Equitalia o l'asta dei diritti d'uso delle frequenze. Sulla prima, l'Upb ha un giudizio sferzante anche dal punto di vista distributivo. "Il provvedimento - ha detto Pisauro - si configura come un condono, che finisce per premiare i contribuenti meno meritevoli e per questa via può contribuire a indebolire il senso di obbedienza fiscale della platea dei contribuenti".
 
L'Upb procede poi a valutare la manovr a dal punto di vista delle regole europee di bilancio: quasi nessuna viene rispettata, mettendo l'Italia a rischio di una procedura d'infrazione da parte della Commissione Europea. I richiami di oggi all'Italia da parte del presidente Jean Claude Juncker, che nota come le regole vadano rispettate da tutti, trovano dunque un riscontro negli stessi numeri dell'autorità sui conti pubblici italiana.
 
Il pericolo maggiore, comunque, viene dal debito. L'Upb nota come una discesa del debito pubblico nel medio periodo sia possibile soltanto con una politica di "avanzi primari", ovvero risparmi di spesa al netto degli interessi, molto più coraggiosa rispetto a quella seguita dal governo di Matteo Renzi. Questo è anche il messaggio di Bankitalia, che sottolinea come "il controllo della spesa primaria corrente" sia "un'assoluta priorità".
 
Il giudizio sulla manovra di quest'anno è dunque abbastanza var iegato, ma, più che un concorso di bellezza, i conti pubblici di domani rischiano di essere una vera casa degli orrori.

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