SCHEDA. RIFORMA ITALICUM: IL TESTO INTEGRALE[3]
Quando arriva il momento di Matteo Renzi, poco prima delle 12,30, alla Leopolda è blackout. In senso letterale: l'alimentazione salta
[1][2] a caus a del nubifragio in corso su Firenze. Tutti al buio e qualche applauso dalla platea. Dopo pochi minuti, il ritorno della luce è accolto da un boato. E Matteo non rinuncia alla battuta: "E' stato tutto organizzato come castigo divino per i nostri discorsi di questi ultimi giorni, il fulmine è arrivato per questo". Poi serio: "Ora però immaginate cosa possa essere un fulmine per i nostri connazionali sfollati per il terremoto. Ma noi ricostruireno tutto. Lo Stato c'è ma questa volta non cerca effetti speciali per fare del terremoto il set di un grande show per scoprire anni dopo il disastro delle new town. Qui c'è da ricostruire una filosofia diversa dell'Italia. Non essere più i numeri uno solo nell'emergenza. Al centro dell'agenda politica deve esserci l'idea di una strategia della prevenzione per le prossime generazioni. Bisogna intervenire anche in Europa, per cambiare l'approccio dell'austerity. Sindaci d'Italia, piaccia o non piaccia a Bruxelles, tornate a progetta re. Le spese per la ricostruzione resteranno fuori del patto di stabilità, checché ne dica l'Europa"."Se oggi alla guida del Paese e delle città ci sono i quarantenni è perché qui alla Lepolda una generazione di sognatori ha rifiutato la logica del 'no, non si può fare'. L'età non è indicativa necessariamente di un buon risultato, si può sbagliare anche da trentenni. Uno può avere 30 anni e dire no alla metropolitana. Ma se la politica ha dato cittadinanza alla nuova generazione è perché qui molti di voi hanno detto andiamo, partiamo. E qualcosa è cambiato: sette anni fa l'Italia nel mondo era zero. Noi stiamo restituendo all'Italia ciò che merita. E per farlo abbiamo dovuto cambiare un gruppo dirigente che ci aveva messo in quella condizione. Oggi la politica è più credibile, anche per questo l'export è cresciuto".
Renzi ricorda i numero sull'occupazione dopo il job's act, i mutui, evasione fiscale: "A chi ci fa la morale, voglio ricordare che il 2 015 è stato l'anno record della lotta all'evasione, grazie all'incrocio delle banche dati, proposte qui alla Leopolda nel 2010. Ma ora parliamo del futuro. Siamo a un bivio, c'è un referendum che è un derby tra passato e futuro, tra cinismo e speranza, tra speranza e proposta, tra nostalgia e domani".
E con il bivio Renzi affronta anche gli scontri di ieri. "Viviamo il tempo dell'odio. Lo abbiamo visto ieri in piazza San Marco perché quando si dice di voler difendere la Costituzione, ci si incappuccia, si prende un cartello stradale e lo si batte in testa ai poliziotti. Non si sta difendendo la Costituzione si stanno offendendo le istituzioni. Contro la contestazione che diventa odio, noi abbiamo un'unica possibilità, andando non soltanto casa per casa per convincere la gente, ma con l'idea che questo Paese o sia la patria del Gattopardo o del futuro. Noi stiamo dalla parte di quei poliziotti, di quei carabinieri, di quelle forze dell'ordine che non meritavano ier i di essere insultate. E non c'è da scomodare Pier Paolo Pasolini quando parlava dei figli di papà. Vi sveliamo un segreto - aggiunge, idealmente rivolto ai contestatori - per venire alla Leopolda basta inviare una mail, non picchiare un cartello stradale su una camionetta della polizia. Vi diamo le date: il prossimo anno sarà tra il 21 e il 22 ottobre, scrivetevi le date".
La settima Leopolda, testimone anno dopo anno dell'ascesa di Renzi dal ruolo di "giovane" simbolo del dissenso interno al Pd rispetto alla leadership della storica vecchia guardia della sinistra a quello di guida del partito e del Paese, è segnata anche dai violenti scontri[4] verificatisi ieri all'esterno della stazione tra forze dell'ordine e i contestatori di Matteo e della sua linea di governo. Mentre all'interno della struttura si succedevano sul palco gli interventi dei professori chiamati a "smontare le bufale sulla riforma costituzionale" diffuse dal multiforme fronte del "no", all'esterno volavano pugni e manganelli, sassi e lacrimogeni. Bilancio: dodici agenti contusi e un manifestante fermato. I contestatori non sono riusciti a raggiungere la Leopolda, ma hanno disseminato il percorso compiuto di scritte contro il governo e contro Renzi. Una devastazione che il sindaco Dario Nardella ha condannato come "inqualificabile violenza".
Questo accadeva ieri. Il giorno dopo, Matteo Richetti, che dirige i lavori dal palco, prova a dare un colpo di spugna alle immagini delle violenze rimbalzate su tutti i tg: "Questa mattina parliamo di futuro". Ad aprire la giornata è Giorgio Gori, sindaco di Bergamo e 'leopoldino' col pedigree, che ricorda come la riforma costituzionale fosse fin dalla prima edizione tra le proposte chiave della kermesse renziana.
Oscar Farinetti, l'imprenditore famoso nel mondo per Eataly, invece, introduce il tema della simpatia, che alla Leopolda sarebbe andata persa, rivolgendo alla platea un appello accorato: "Ve lo dico con il cuore: dobbiamo tornare a essere simpatici. Questo è un tema. A volte ho la sensazione che siamo diventati antipatici. E diventiamo simpatici se tiriamo fuori i nostri sentimenti: la paura. Io ho una fifa pazzesca di perdere. E poi io ho paura quando sento certi modi di parlare del M5s. Mi fanno paura e non dobbiamo vergognarci di dire che ci fanno paura".
Applausi per lo psicanalista Massimo Recalcati, che in un passaggio evidenzia il rischio che i giovani "cadano prigionieri" del populismo e d ell'antipolitica mentre proprio Renzi, all'inizio del suo percorso, li aveva "radunati intorno alla politica come sogno. Per questo bisogna sfuggire a chi oggi vuole cucire addosso a Renzi il vestito grigio che identifica il sistema e la burocrazia. Questo per chi governa è un problema. Icaro deve tornare a volare".
A margine, il deputato del Pd e vicepresidente della Camera Roberto Giachetti detta ai giornalisti il suo giudizio sulle modifiche all'Italicum: "Per quanto mi riguarda, peggiorano le cose. Però penso che l'Italicum sia comunque una legge che è un passo avanti rispetto al Porcellum e altre leggi che abbiamo avuto. Se la maggioranza della Direzione e dei gruppi decideranno che quella è la linea, io mi adeguerò. Comunque togliere il ballottaggio non è un'idea geniale". Quanto al referendum, "io penso che in questo mese avremo da lavorare tant o per convincere coloro che sono indecisi a votare per il sì - spiega Giachetti - e sono convinto che chi è indeciso o non ancora schierato, se conosce la riforma sarà molto facile che voterà per il sì. Io sono ottimista".
References
- ^ firma di Gianni Cuperlo all'accordo (www.repubblica.it)
- ^ modifica dell'Italicum (www.repubblica.it)
- ^ SCHEDA. RIFORMA ITALICUM: IL TESTO INTEGRALE (www.repubblica.it)
- ^ violenti scontri (firenze.repubblica.it)
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