Minggu, 13 November 2016

Trump riuscirà a costruire il muro tra Usa e Messico? - Corriere della Sera

NOGALES (Arizona) – A pochi metri dal confine con l'Arizona, nei villaggi e nelle cittadine di confine erano in tanti a seguire lo spoglio elettorale americano. Potenziali immigrati, famiglie che hanno i parenti che vivono negli Usa e loro, i re del traffico. I contrabbandieri di uomini e droga. Chissà se anche El Chapo, rinchiuso nella sua cella, ha avuto la notizia in tempo reale. La vittoria di Trump può avere un grande impatto sui gruppi criminali, costretti a rivedere i loro piani o ad aggiornarli. Non dormono mai e pensano a come fregare i doganieri statunitensi. È dura ammetterlo, sono dei criminali, che però ne sanno una più del Diavolo e di The Donald. Che ora, da presidente, dovrà mantenere la sua promessa di rafforzare la grande muraglia. Principio ribadito in queste ore con un impegno a garantire la sicurezza. Anche se in campagna si dicono tante cose, poi una volta entrati in carica si vede il mondo con maggior realismo. Basta sottolineare le posizioni, recenti, di alcuni consiglieri. Newt Gingrich: non è certo che si farà, ma è stata una grande arma elettorale. Più determinato l'ex sindaco di New York Rudolph Giuliani: il presidente potrà usare un ordine esecutivo per superare quanti al Congresso sono contrari (in apertura una barriera al confine con il Messico: si arresta a metà di una collina).

I numeri della frontiera

Dei circa 3160 chilometri di confine Usa-Messico circa 1070 sono protetti da ostacoli di tipo diverso. 1) File di pali alti anche fino a 6 metri che lasciano intravvedere quello che c'è dall'altro lato. 2) Palizzate in rete. 3) Barriere costruite con le piattaforme in metallo «reduci» dei conflitti in Vietnam e nel Golfo (le usavano come piattaforme per gli elicotteri). 4) Strutture in metallo tipo cavalli di frisia, per bloccare il passaggio di veicoli. 5) Recinzione elettronica composta da sensori, telecamere e altri mezzi tecnologici. 6) Filo spinato. Poi vi sono zone, quelle più impervie e lungo il Rio Grande, dove non esiste nulla. In Arizona, uno dei punti più esposti la situazione è la seguente: 123 miglia di protezione contro l'attraversamento a piedi; 180 miglia contro il transito di mezzi; 66 miglia non protette. Lo Stato del sud ovest è uno dei pochi ad avere stanziato un proprio budget di 750 milioni per aumentare le difese. 750 è un numero che ri torna: è quello delle miglia che i repubblicani vorrebbero blindare con un nuovo finanziamento, progetto rilanciato immediatamente all'indomani delle presidenziali. Con qualche sfumatura. Non necessariamente sarà un muro fisico, ma potrà essere composto da apparati high tech di nuova generazione. Una compagnia israeliana sta lavorando ad una nuova versione della «rete invisibile», composta appunto da macchine che vedono, sentono, inquadrano per poi permettere alla Border Patrol di intercettare gli intrusi. Funziona? In passato ha avuto dei problemi e nostre fonti – abitanti che vivono a tiro di sasso dal Messico – ci hanno confermato che spesso ci sono stati dei guai di identificazione. Era uno stormire di fronde? Era un vitello perduto? O uno spallone con la marijuana? Pare che le cose siano migliorate (qui sotto Camp Grip, avamposto della Border Patrol nel deserto al confine con il Messico)

I fondi per la muraglia

Donald Trump, nella sua corsa verso Washington, ha puntato su questo «cavallo». Lo slogan è noto: farò una barriera invalicabile e la pagherà il Messico. Magari colpendo le rimesse dei lavoratori – questa una delle sortite -, con tasse e altre misure da precisare. Di denaro ne serve tanto. Al solito le stime variano a seconda delle fonti. Il neo presidente ha parlato di una spesa oscillante tra i 10 e i 12 miliardi di dollari. Altri l'hanno abbassata della metà. Altri ancora l'hanno raddoppiata. Non è un segnale di chiarezza, forse perché ci sono molti progetti sul tavolo. Una che trova d'accordo i «tecnici» prevede non di alzare la palizzata esistente, bensì di raddoppiarla. Ossia deve essere creata una seconda recinzione, con in mezzo una strada pattugliata dagli agenti. In modo da creare una sorta di percorso a ostacoli per chiunque provi a violarla e contenere il flusso. Perché è noto che contrabbandieri e clandestini sono capaci di superare agevo lmente il muro: un video mostra che bastano appena 18 secondi.

Tunnel, rampe, crick e scalette di corda

I narcos (e affini) hanno sviluppato tattiche e si adeguano. Scavano sotto, come a Nogales e Tijuana le due città dei tunnel segreti. Impiegano rampe poggiate su veicoli come fossero ponti mobili. Tagliano la rete. La sfondano con i crick. Ricorrono a semplici scalette di corda. Oppure, sfidando deserto, calore e scorpioni, mandando i loro portatori a ovest di Nogales, nella riserva indiana Tohono. Qui la giurisdizione è dei nativi, anche se la Border Patrol sorveglia ed ha creato un avamposto, Camp Grip. Il territorio, però, è così ampio e inospitale che è complicato tenerlo d'occhio. E questo nonostante facciano ricorso a elicotteri, droni dell'ultima generazione, aerei per l'intelligence. La frontiera in questo settore ha uno sbarramento piuttosto basso o neppure quello. Sarà dura modificarlo. I capi della tribù hanno già fatto sapere che non concederanno mai l'autorizzazione ad alzare il muro. La Casa Bianca potrebbe forzare la mano, ma rischierebbe di scatenare una «guerra indiana». Molte «nazioni» sono pronte a mobilitare i congressisti.

L'impatto ecologico della barriera

L'opposizione politica si somma poi ad altre considerazioni. L'impatto ecologico, la difficoltà di costruire strutture stabili su montagne e canaloni: le piogge monsoniche possono spazzare via tutto, il terreno frana, la manutenzione diventa costosa. Possono volerci ore per raggiungere alcuni punti lungo sterrati che devono essere aperti dal Genio militare. E' probabile che Trump non sia mai stato in posti che noi abbiamo visitato ripetutamente nell'arco di un decennio e ci sentiamo di affermare che certe aree erano più civilizzate all'epoca dell'Old West che adesso. E per par condicio non va dimenticato che il «muro» è stato mantenuto sotto i democratici e che è stato Bill Clinton a varare un piano che ha lasciato esposta l'area desertica proprio per mettere gli illegali davanti ad un bivio. O provano ad attraversare i quadranti sorvegliati, con il rischio di essere intercettati dalle guardie, o tentano lungo il Camino del Diablo, sfidando le insidie climatiche e geografiche. Dal 2001 sono oltre 2500 i migranti trovati senza vita nella regione, numero che va moltiplicato almeno per tre. Valutazione espressa dalle associazioni umanitarie che abbiamo accompagnato lungo sentieri difficili. Nella parte messicana di Nogales, come in alcune località che fanno da ultima tappa per quanti provano a bucare lo sbarramento, c'è preoccupazione. Non solo perché le misure di vigilanza saranno più strette, ma anche per il timore di altre espulsioni massicce e detenzione (sotto attivisti piantano la croce dove è morto un migrante che ha cercato di attraversare deserto in Arizona).

Gli uomini della frontiera

Jim Chilton è il proprietario di un ranch che si estende fino alla frontiera. Lui e la moglie Sue si considerano abbandonati nella«terra di nessuno». Difficile non dare loro ragione. La linea che marca la divisione con il Messico è un fil di ferro. La zona è attraversata da gruppi di spalloni, spesso protetti da scorte armate di Kalashnikov, una spola così intensa che lui ha sistemato delle telecamere nascoste per filmarli. È una processione di uomini in mimetica, con zaini e sacche, le scarpe protette da pezze per non lasciare orme. E lui stesso — che ha votato repubblicano — indica quale sia il problema principale: i trafficanti di droga. Gli immigrati ci provano sempre, ma con numeri non comparabili alla metà degli anni '90 (sotto: i punti rossi indicano i corpi di clandestini recuperati nel deserto).

In un anno catturati al Sud 600 mila clandestini

Nell'anno fiscale 2016 (chiusosi a settembre) la polizia ha catturato circa 600 mila clandestini sull'intero lato meridionale degli USA, il 23 per cento in più rispetto al 2015. Un affare comunque per il racket che spesso chiede 4 mila dollari per portarti fino alla più vicina cittadina statunitense. Oltre agli arresti non va dimenticato che sotto l'amministrazione Obama è stato raggiunto il picco delle deportazioni: oltre 2.5 milioni. Dati che scivolano via su chi pensa nel tradimento da parte di Washington in nome del politicamente corretto o di una resa. Ora Jim spera che le cose cambino anche se ritiene che insieme alle barriere debbano esserci altre tattiche da parte della Border Patrol . Con una maggiore presenza, interventi più rapidi e una serie di postazioni nelle vicinanze del confine. Basi avanzate dalle quali lanciare missioni di ricognizione e ricerca. (sotto: droga nascosta in una paratia ricavata nella carrozzeria di un pick up).

Il cow boy non va a caccia di stranieri

Preoccupazioni per chi si sente minacciato nel suo quieto vivere, fatto di lavoro, legame con la terra, tradizioni, pochi fronzoli. Giornate scandite dal controllo delle mucche, dei recinti, dell'acqua. Poi la cena al tramonto preceduta da una breve preghiera. Il cow boy non è un cacciatore di stranieri, tutt'altro. Auspica una legge sull'immigrazione, sicurezza, rispetto di esistenze pacifiche. Le discussioni sul muro, però, non possono prescindere da due aspetti. Il primo è la domanda di braccia: l'America ne ha bisogno, intere categorie di lavoratori sono animate da centro-americani e messicani, senza di loro tutto si ferma. La seconda è un'altra domanda: quella della droga. I cartelli mandano i loro carichi perché la richiesta di stupefacenti negli Usa non conosce «inappetenza». Dimenticarlo è un errore capitale (sotto anfetamine nascoste nelle parti meccaniche di una vettura fermata alla frontiera).

13 novembre 2016

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