I listini europei sono andati a ruota. Non ci sono state le vendite da panico che alcuni temevano. Solo le Borse asiatiche sono crollate e i beni rifugio, come lo yen e l'oro, sono cresciuti, ma senza strappare. Paga dazio il peso messicano, diventato il termometro della possibilità di vittoria di Trump: l'affermazione del Tycoon, durissimo verso la cooperazione commerciale con il Messico, rappresenta un pericolo per l'economia centramericana.
Milano è l'unica a chiudere in rosso con una flessione dello 0,1%, Parigi è salita dell'1,49%,Francoforte dell'1,56%, Londra dell'1%. A Piazza Affari è stato il comparto bancario a pagare dazio più de gli altri, mentre sono salite le azioni della Difesa come Leonardo-Finmeccanica[3] e le costruzioni come Salini Impregilo[4], in vista della maggior spesa da parte degli Usa in questi comparti. In rialzo anche la Borsa russa (il Micex) che ha guadagnato oltre due punti percentuali: il presidente Vladimir Putin ha mandato le sue congratulazioni a Trump, nella speranza di intrattenere rapporti diplomatici migliori rispetto a quelli avuti con la presidenza Obama.
Alla chiusura delle Borse europee, il Dow Jones è ai massimi di giornata (+0,9%), il Nasdaq sale dello 0,8% e l'S&P dello 0,69%. Ad aprire le danze, per questioni di fuso orario, è stato l'indice Nikkei della Borsa di Tokyo che ha chiuso in calo del 5,36%. I listini europei invertono la rotta grazie anche al "tono istituzionale" del discorso di Trump che porta le Borse a digerire la notizia e a recuperare parte delle perdite iniziali.
DE FELICE: "Le diseguaglianze di reddito hanno favorito Trump"[5]
Sullo schermo delle sale di trading , di prima mattina è andato in scena un film simile a quanto visto a fine giugno con l'inattesa vittoria del "sì" alla Brexit nel Regno Unito, capace di ribaltare i sondaggi dell'ultima ora che davano per certo l'esito contrario. "A perdere terreno pesantamente è stato il dollaro", nota a caldo Carlo Alberto De Casa da ActivTrades. Anche in questo caso, però, l'effetto sfuma nel prosieguo della giornata: l'euro torna sotto quota 1,09 contro il biglietto verde e il dollaro/yen cala a 103,8.
LONGO: "L'incertezza affossa i mercati, ma perdite più contenute delle attese"[6]
Molto nervosismo sui titoli di Stato: inizialmente lo spread tra Btp italiani e omologhi Bund tedeschi, si allarga di oltre 10 punti base a 166 punti, poi ritraccia e chiude a 156. Il rendimento dei titoli di Stato decennali si stabilizza poco sopra l'1,75%. "Ci aspettiamo una maggiore volatilità dei tassi d'interesse", commenta Monica Defend da Pioneer. "Nell'area dei Paesi Emergenti, i Paesi esportatori (in particolare Messico, Cina ed i paesi asiatici) potranno subire un netto declino sia sui mercati obbligazionari che azionari. Al contrario, potrebbe esserci una ricaduta positiva per i titoli russi, grazie ad una relazione potenzialmente migliore con Putin".
FOCUS: Chi vince e chi perde dopo le elezioni Usa Il dollaro si rafforza di colpo contro il peso messicano: la divisa del Paese centramericano è diventata simbolo dell'avversione a Trump, e paga caro la prospettiva di vittoria del repubblicano
[8][9]
References
- ^ vittoria di Donald Trump
(www.repubblica.it) - ^ scommesso tutto su Hillary Clinton (www.repubblica.it)
- ^ Leonardo-Finmeccanica (bloomberg.finanza.repubblica.it)
- ^ Salini Impregilo (bloomberg.finanza.repubblica.it)
- ^ DE FELICE: "Le diseguaglianze di reddito hanno favorito Trump" (www.repubblica.it)
- ^ LONGO: "L'incertezza affossa i mercati, ma perdite più contenute delle attese" (www.repubblica.it)
- ^ FOCUS: Chi vince e chi perde dopo le elezioni Usa (www.repubblica.it)
- ^ i mercati temono l'incertezza (www.repubblica.it)
- ^ giornata di contrattazioni di ieri (www.repubblica.it)
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