LONDRA - Il referendum non basta per divorziare dall'Unione europea. Sono i giudici dell'Alta corte britannica a far esplodere la nuova bomba sotto il tribolato distacco di Londra da Bruxelles. Accogliendo le istanze sostenute da due cittadini, la consulente finanziaria Gina Miller e il parrucchiere Dei Dos Santos, i giudici hanno sentenziato che il Parlamento deve pronunciarsi prima che il governo possa avviare la procedura di recesso attraverso l'articolo 50 del trattato di Lisbona.
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Un pronunciamento che va contro la tesi sempre sostenuta dai ministri brexiters e dalla premier Theresa May[4] secondo i quali la volontà popolare espressa con il voto del 23 giugno e i poteri dell'esecutivo dovevano essere considerati sufficienti per avviare i negoziati sui termini del divorzio britannico. La mancanza, come nel caso del Regno Unito, di una Costituzione scritta aveva lasciato, sul punto, molto spazio a libere interpretazioni con il Paese diviso sull'attribuzione dei poteri per consumare una mossa che non ha precedenti.
"Il principio fondamentale della costituzione del Regno Unito è che il Parlamento è sovrano"
Lord Thomas of Cwmgiedd, giudice dell'Alta corte
Sembrava, tuttavia, essere prevalente la tesi governativa, quantomeno per la spavalderia che Downing Street andava mostrando. Pareva infatti improbabile che la magistratura fosse pronta a smentire pubblicamente la volontà popolare e dell'esecutivo.
Colpo di scena, dunque, anche se promette di essere solo il primo tempo di un cammino giudiziario destinato ad essere rimesso in discussione nell'appello alla Suprema corte. Downing street ha già confermato il ricorso denuciando tutta «la delusione per la sentenza».
I giudici di ultima istanza si dovrebbero pronunciare entro il mese di dicembre. Il verdetto di oggi se sarà confermato dai giudici della Suprema Corte ribalta completamente il tavolo della Brexit[6]. Il Parlamento dovrà essere consultato e dovrà votare sull'eventualità, i tempi e le modalità di uscita dall'Ue.
È difficile che i deputati - nonostante la grande maggioranza sia favorevole alla permanenza britannica nell'Unione - possano ignorare la volontà popolare espressa nel referendum, ma tempi e modalità dell'eventuale divorzio cambieranno radicalmente.
Dare la parola e il voto a Westiminster farà slittare i tempi oltre il 30 marzo, data ultima indicata da Theresa May per avviare l'articolo 50. Inoltre se i giudici di ultima istanza confermeranno il verdetto appena emesso è molto probabile che gli scenari da hard Brexit fino ad ora ipotizzati lascino spazio a un negoziato molto più soft. Ipotesi e nulla di più, perché la corte riconoscendo al referendum un valore consultivo spalanca di fatto l'uscio a scenari di ogni tipo.
Usa 2016 e Ue / L'Europa trascurata da Obama è ora l'emergenza
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References
- ^ distacco di Londra da Bruxelles (www.ilsole24ore.com)
- ^ La BoE si scopre ottimista e non taglia i tassi (www.ilsole24ore.com)
- ^ Scopri di più (www.ilsole24ore.com)
- ^ Theresa May (argomenti.ilsole24ore.com)
- ^ Tre mesi dallo shock Brexit: a che punto è l'addio di Londra all'Ue (www.ilsole24ore.com)
- ^ Brexit (argomenti.ilsole24ore.com)
- ^ Gran Bretagna, la Brexit approda all'Alta Corte di Londra (stream24.ilsole24ore.com)
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