Corona - si legge ancora nel provvedimento - nel suo periodo di affidamento in prova ha messo in atto "ripetuti comportamenti organizzati contro la legalità" e una "trasgressione" delle prescrizioni ricevendo "rilevantissime somme di denaro" in nero. Soldi, tra l'altro, custoditi "in maniera anomala" (nel con trosoffitto). Nell'atto, i giudici chiariscono anche che, dopo un primo periodo di colloqui regolari, Corona ha ridotto gli "incontri" previsti al Sert (Servizio territoriale per le tossicodipendenze), lui che aveva ottenuto l'affidamento anche per i suoi problemi con la droga, come evidenziarono all'epoca i giudici.
In più passaggi del provvedimento il Tribunale mette in luce le "discontinuità" del percorso di affidamento di Corona e ricorda anche che già il 24 giugno scorso, su richiesta del sostituto pg Antonio Lamanna, il magistrato Giovanna Di Rosa aveva 'ammonito' l'ex 'fotografo dei vip' per una vacanza a Capri non autorizzata[1], con tanto di foto hot con una sua nuova fiam ma su uno yacht, poi apparse su riviste di gossip. L'unico periodo senza violazioni delle regole, in sostanza, sono i quattro mesi, tra il giugno e l'ottobre del 2015, in cui Corona è stato affidato alla comunità Exodus di don Antonio Mazzi.
Nel periodo successivo, invece, scrivono i giudici, Corona ha manifestato tutte le sue "vulnerabilità personali" e le denunce e i "richiami" che ha subito in questo "percorso irto di difficoltà" sono apparsi a lui solo come degli "intoppi" nel suo lavoro. I giudici, come chiesto dalla procura generale, hanno anche disposto la trasmissione in procura delle sue dichiarazioni rese ieri in aula e relative ai pagamenti in nero per le serate nelle discoteche.
La decisione è arrivata dopo che solo ieri in udienza Corona era tornato a spiegare il su o stato d'animo. "Mi sento accerchiato - aveva detto - ho commesso un errore ma non un reato, se mi date il tempo per pagare le tasse su quei contanti potrò proseguire nell'affidamento. Sono una persona onesta che ha guadagnato un mucchio di soldi ammazzandosi di lavoro". Dunque l'ex fotografo sperava in una decisione a lui favorevole, che però non c'è stata.
Il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini e il pm Paolo Storari hanno chiuso l'inchiesta una settimana fa, in vista della richiesta di rinvio a giudizio. L'ex agente fotografico, tornato in carcere meno di un mese fa[3] con l'accusa di intestazione fittizia di beni proprio mentre era in affidamento in prova ai servizi sociali, deve rispondere anche di frode fiscale e violazione delle norme patrimoniali relative alla misure di prevenzione.[2]
Nel frattempo gli sono stati sequestrati la casa ( in uno stabile di corso Como a Milano, valore circa 2,5 milioni di euro) e il denaro, 3 milioni di euro, ritrovato in contanti trovati
nel controsoffitto della casa di Francesca Persi[4], sua storica collaboratrice (anche lei arrestata e finita ai domiciliari) e in due conti esteri. Quei soldi, stando agli atti dell'indagine, sono un importo di "entità doppia"References
- ^ aveva 'ammonito' l'ex 'fotografo dei vip' per una vacanza a Capri non autorizzata (milano.repubblica.it)
- ^ solo ieri in udienza Corona era tornato a spiegare (milano.repubblica.it)
- ^ tornato in carcere meno di un mese fa (milano.repubblica.it)
- ^ nel controsoffitto della casa di Francesca Persi (milano.repubblica.it)
- ^ sono un importo di "entità doppia" (milano.repubblica.it)
- ^ milano (www.repubblica.it)
- ^ Fabrizio Corona (www.repubblica.it)
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