Jumat, 04 November 2016

Listini spaventati da Trump, Milano perde il 2,5%. Lo spread vede 160 punti, poi scende - La Repubblica

MILANO - Tornano, prepotenti, gli elementi di incertezza sull'esito del voto americano, nel giorno in cui la Federal Reserve dovrebbe lasciare il costo del denaro invariato rimandando a dicembre la stretta sui tassi. I listini europei sono in ribasso, dopo che le vendite si sono abbattute sui mercati asiatici. Milano peggiora con le banche e il petrolio di nuovo sotto pressione: il Ftse Mib chiude in calo del 2,51%. In rosso anche le altre Borse europee: Parigi arretra dell'1,24% finale, Francoforte dell'1,47% e Londra dell'1,04%. Resta intanto alta la tensione sullo spread italiano, dopo che nelle ultime settimane il rendimento dei titoli di Stato tricolori si è portato ai massimi da un anno: per gli analisti, è l'antipasto del referendum costituzionale. Il differenziale tra Btp e Bund è arrivato a superare i 160 punti, salvo poi ritracciare sotto quota 155 punti base; il rendimento dei decennali del Tesoro, arrivato ai massimi da un anno, si è poi ridimensionato all'1,66%. A Piazza Affari si guarda sempre a Mps, venduta nel giorno in cui si è riunito il cda per limare i dettagli del piano.

Giornata in territorio negativo anche a Wall Street, dove il Dow Jones perde lo 0,15% e il Nasdaq lo 0,3%. Il peso messicano, che è diventato l'indicatore inversamente proporzionale alla forza di Donald Trump in vista delle elezioni della prossima settimana, si è nettamente indebolito accusando il colpo dell'indagine Fbi[4] che sta mettendo alle strette Hillary Clinton. Il paniere Msci Asia Pacific ha registrato la peggior performance da settembre, mentre lo S&P500 di Wall Street è scivolato ai minimi da luglio: sono le conseguenza del sondaggio ABC News/Washington Post di martedì, per il quale il candidato repubblicano supera la concorrente democratica con il 46 contro il 45% dei voti, mettendo la testa avanti per la prima volta da maggio. 

Listini spaventati da Trump, Milano perde il 2,5%. Lo spread vede 160 punti, poi scende

Il grafico di Bloomberg sovrappone la crescita dell'indice di volatilità dei mercati finanziari (bianco) con il calo del peso messicano degli ultimi giorni (blu): effetti della risalita di Trump nei sondaggi

L'esito sui mercati è di creare grande incertezza: l'indice di BofA che traccia la volatilità di azioni, bond, valute e materie prime è salito per cinque giorni di fila, fino a lunedì, come non accadeva dalla vigilia del referendum su Brexit. Prosegue intanto il calo dei prezzi del petrolio: a New York, il Wti cala di quasi tre punti percentuali verso quota 45 dollari al barile. Pesano i dati sulle scorte Usa: nella settimana conclusa il 28 ottobre sono balzate di 14,42 milioni di unità a 482,578 milioni, mentre gli analisti attendevano un aumento di un milione di barili, dopo la discesa di 553.000 unità precedente. New York archivia la giornata in negativo: il Dow Jones Industrial segna una flessione dello 0,43% a 17.959 punti e il Nasdaq dello 0,93% a 5.105.

L'euro chiude in rialzo a 1,1113 dollari ed è stabile sulla divisa nipponica a 114,83 yen. Le incertezze sul voto Usa pesano sul biglietto verde, che arretra a 103,32 yen. Per le stesse ragioni la sterlina avanza a 1,2307 dollari. In attesa delle decisioni della Fed sui tassi di interesse (i future sui Fed Funds indicano meno del 20% di possibilità di una stretta oggi, si sale al 68% a dicembre), i mercati guardano soprattutto agli indici Pmi dei principali paesi dell'Eurozona. Delude il manifatturiero italiano: l'indicatore scende da 51 a 50,9 punti a ottobre, contro attese per un miglioramento a 51,2. Risale invece il dato francese, che passa da 49,7 a 51,8 punti: l'economia transalpina passa nella zona di espansione, cioè oltre la soglia di 50 punti. Forte il risultato tedesco, da 54,3 a 55 punti. Alla fne, il Pmi sul manifatturiero dell'Eurozona è aumentato nel complesso ad ottobre al valore più alto in 33 mesi a 53,5, in salita da 52,6 di settembre e dalla precedente stima flash di 53,3. Si tratta, precisa Markit, del maggior tasso di miglioramento delle condizioni operative da gennaio 2014.

< p>L'agenda macroeconomia segnala poi i dati del Mef sul fabbisogno di ottobre, mentre in Germania il tasso di disoccupazione scende a ottobre al 6%, minimo storico mai toccato dalla riunificazione. Il numero dei senza lavoro è sceso di 13.000 a 2,662 milioni secondo i dati dell'Agenzia federale del lavoro, contro le attese degli economisti per un calo più contenuto di 1.000 unità. Negli Usa, dai dati Adp è emersa una crescita dei posti di lavoro privati inferiore alle attese: 147mila a ottobre, mentre le stime erano per un rialzo di 170mila. Per il dato complessivo sull'occupazione di venerdì, gli analisti attendono un tasso di disoccuazione invariato al 4,9% e la creazione di 173mila posti.

Chiusura in rosso alla Borsa di Tokyo: stamane l'indice Nikkei dei 225 titoli guida ha perso l'1,76% a quota 17.134,68 punti. In Giappone, l'indice di fiducia dei consumatori è tornato a scendere a ottobre, dopo l'aumento del mese precedente a livelli che non si vedevano in tre anni. Il clima di fiducia del Sol Levante ha perso 0,7 punti scendendo a 42,3 punti dai 43 di settembre. L'indicatore era aumentato anche in luglio e agosto. Ha segnato un rosso anche la Borsa di Shanghai: -0,63%.

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References

  1. ^ è l'antipasto del referendum costituzionale (www.repubblica.it)
  2. ^ Mps (bloomberg.finanza.repubblica.it)
  3. ^ si è riunito il cda per limare i dettagli del piano (www.repubblica.it)
  4. ^ indagine Fbi (www.repubblica.it)

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