Giornata in territorio negativo anche a Wall Street, dove il Dow Jones perde lo 0,15% e il Nasdaq lo 0,3%. Il peso messicano, che è diventato l'indicatore inversamente proporzionale alla forza di Donald Trump in vista delle elezioni della prossima settimana, si è nettamente indebolito accusando il colpo dell'indagine Fbi[4] che sta mettendo alle strette Hillary Clinton. Il paniere Msci Asia Pacific ha registrato la peggior performance da settembre, mentre lo S&P500 di Wall Street è scivolato ai minimi da luglio: sono le conseguenza del sondaggio ABC News/Washington Post di martedì, per il quale il candidato repubblicano supera la concorrente democratica con il 46 contro il 45% dei voti, mettendo la testa avanti per la prima volta da maggio. Il grafico di Bloomberg sovrappone la crescita dell'indice di volatilità dei mercati finanziari (bianco) con il calo del peso messicano degli ultimi giorni (blu): effetti della risalita di Trump nei sondaggi
L'euro chiude in rialzo a 1,1113 dollari ed è stabile sulla divisa nipponica a 114,83 yen. Le incertezze sul voto Usa pesano sul biglietto verde, che arretra a 103,32 yen. Per le stesse ragioni la sterlina avanza a 1,2307 dollari. In attesa delle decisioni della Fed sui tassi di interesse (i future sui Fed Funds indicano meno del 20% di possibilità di una stretta oggi, si sale al 68% a dicembre), i mercati guardano soprattutto agli indici Pmi dei principali paesi dell'Eurozona. Delude il manifatturiero italiano: l'indicatore scende da 51 a 50,9 punti a ottobre, contro attese per un miglioramento a 51,2. Risale invece il dato francese, che passa da 49,7 a 51,8 punti: l'economia transalpina passa nella zona di espansione, cioè oltre la soglia di 50 punti. Forte il risultato tedesco, da 54,3 a 55 punti. Alla fne, il Pmi sul manifatturiero dell'Eurozona è aumentato nel complesso ad ottobre al valore più alto in 33 mesi a 53,5, in salita da 52,6 di settembre e dalla precedente stima flash di 53,3. Si tratta, precisa Markit, del maggior tasso di miglioramento delle condizioni operative da gennaio 2014.
< p>L'agenda macroeconomia segnala poi i dati del Mef sul fabbisogno di ottobre, mentre in Germania il tasso di disoccupazione scende a ottobre al 6%, minimo storico mai toccato dalla riunificazione. Il numero dei senza lavoro è sceso di 13.000 a 2,662 milioni secondo i dati dell'Agenzia federale del lavoro, contro le attese degli economisti per un calo più contenuto di 1.000 unità. Negli Usa, dai dati Adp è emersa una crescita dei posti di lavoro privati inferiore alle attese: 147mila a ottobre, mentre le stime erano per un rialzo di 170mila. Per il dato complessivo sull'occupazione di venerdì, gli analisti attendono un tasso di disoccuazione invariato al 4,9% e la creazione di 173mila posti.Chiusura in rosso alla Borsa di Tokyo: stamane l'indice Nikkei dei 225 titoli guida ha perso l'1,76% a quota 17.134,68 punti. In Giappone, l'indice di fiducia dei consumatori è tornato a scendere a ottobre, dopo l'aumento del mese precedente a livelli che non si vedevano in tre anni. Il clima di fiducia del Sol Levante ha perso 0,7 punti scendendo a 42,3 punti dai 43 di settembre. L'indicatore era aumentato anche in luglio e agosto. Ha segnato un rosso anche la Borsa di Shanghai: -0,63%.
[1][2][3]References
- ^ è l'antipasto del referendum costituzionale (www.repubblica.it)
- ^ Mps (bloomberg.finanza.repubblica.it)
- ^ si è riunito il cda per limare i dettagli del piano (www.repubblica.it)
- ^ indagine Fbi (www.repubblica.it)
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