Genova - Migliaia di firme e centinaia di persone in marcia verso Palazzo Tursi oggi per chiedere al sindaco di far vivere il centro storico e di cambiare l'ordinanza "anti movida"[1]. All'insegna dello slogan "Nessuno spenga la vita nel centro storico", titolari e gestori di bar, ristoranti, pizzerie, pub, dei vicoli e non solo, si sono ritrovati alle 14 in piazza De Ferrari per la manifestazione organizzata dalle associazioni di categoria Fepag-Ascom e Fiepet-Confesercenti e alla quale hanno aderito anche Arci e #Orabasta. Una manifestazione che mette insieme, quindi, uno schieramento inedito e che, proprio per qu esto, rischia di segnare un solco profondo fra la giunta Doria e una parte di città.
Nel mirino c'è soprattutto l'ordinanza del sindaco entrata in vigore all'inizio di maggio per regolamentare la convivenza fra locali e residenti del centro storico, ma subito ribattezzata ordinanza "anti movida" da chi ritiene che la chiusura serale anticipata (all' 1 di notte dalla domenica al lunedì, alle 2 di venerdì, sabato e prefestivi) imposta ai locali pubblici, oltre a danneggiare gli esercenti, faccia morire il centro storico.
La marcia verso via Garibaldi è stata seguita dal Secolo XIX con due dirette Facebook sulla pagina social del Secolo XIX (Rivedi i video)[2]
Da De Ferrari il corteo si è spostato verso via Garibaldi per arrivare a Tursi in concomitanza con l'inizio della seduta di consiglio comunale, e consegnare al sindaco Marco Doria le quasi 4 mila firme raccolte a sostegno della petizione lanciata dalle associazioni.
Atteso l'incontro con il sindaco
Una delegazione di commercianti aspetta di incontrare il sindaco. Prima di arrivare a Tursi i commercianti si sono dati appuntamento in piazza De Ferrari e hanno marciato dietro lo striscione «Nessuno spenga il centro storico». Durante il tragitto hanno gridato «Doria ci devi ascoltare, del centro storico ti devi occupare» e lanciato slogan contro l'ordinanza che provoca a loro avviso una fuga dei clienti dal centro a zone dove l'ordinanza non è in vigore. «Vogliamo che l'ordinanza venga ritirata», spiega Marina Porotto, presidente del Civ Il Genovino.
«Si tratta di una battaglia di cultura e non solo per i locali», dice il presidente Arci Stefano Kovac. In piazza anche i candidati sindaco Stefano Ballear (Pdl), Simone Regazzoni (Pd), i consiglieri comunali Alessio Piana (Lega) e Cristina Lodi (Pd).
Uno scontro che va avanti da mesi
«Vogliamo parlare con il sindaco che finora non ci ha voluto incontrare e non ha neanche risposto alle nostre richieste di incontro» annuncia Marina Porotto (Fepag). «Con gli assessori Piazza e Fiorini ci siamo già confrontati più volte e, soprattutto dall'assessore Piazza, ci sono state aperture verso le nostre richieste - spiega Cesare Groppi (Fiepet) -. Ma, siccome è il sindaco che firma l'ordinanza, vogliamo essere ascoltati da lui. È la prima volta che i titolari di bar e pubblici esercizi decidono di partecipare a una manifestazione come questa: la gente è esasperata e se il sindaco non ci ascolta la tensione salirà ancora».
Lo scontro, infatti, va avanti da molti mesi. Ascom e Confesercenti hanno già presentato un ricorso al Tar contro l'ordinanza: i giudici hanno bocciato la richiesta di sospensiva dell'ordinanza ma non si sono ancora pronunciati sul merito del ricorso che resta pendente. «Con questa ordinanza il sindaco è riuscito a compattare un fronte contrario mai visto prima - sottolinea Alessandro Cavo (Fepag) -. Noi abbiamo portato il caso di Genova anche sui tavoli nazionali, se domani (oggi-ndr) non avremo risposte continueremo la battaglia, perché pensiamo che i locali aperti e una buona movida abbiano una funzione di presidio sociale importante nel centro storico. Bisogna punire chi non rispetta le leggi, non penalizzare tutti indiscriminatamente. Durante il festival della scienza abbiamo dovuto mandare via un'ora dopo clienti che erano arrivati nei ristoranti poco dopo le 23, per non rischiare di prendere multe. È inaccettabile». Nella petizione che sarà consegnata a Doria, però, si chiede al sindaco di attivarsi anche perché siano istituiti presidi permanenti di forze dell'ordine nei vicoli, siano investite nuove risorse nella riqualificazione del centro storico e sia incentivata l'apertura prolungata delle attività commerciali per rendere più sicuri i vicoli.
Gli esercenti: «Tutelare le attività virtuose»
«Chiediamo al sindaco di Genova che si attivi per la sicurezza di tutti, che vengano istituiti presidi permanenti di forze dell'ordine, che venga modificata l'ordinanza anti-movida in modo da tutelare le attività virtuose, che venga istituito l'Osservatorio come previsto dal Regolamento di polizia annonaria per la convivenza tra le funzioni residenziali e commerciali e le attività di svago e che il Comune si adoperi immediatamente al fine di reperire le risorse per vivibilità e fruibilità, riqualificazione, presidio ed illuminazione». Sono le richieste che Fepag-Ascom e Fiepet-Confesercenti, le federazioni rappresentative dei pubblici esercizi genovesi, porteranno al sindaco Marco Doria nella manifestazione che oggi pomeriggio muoverà alle 14 da Piazza de Ferrari per arrivare a Palazzo Tursi alle 15 per contestare l'ordinanaza anti-movida del Comune. «Siamo certi - spiegano i rappresentanti delle due associazioni - che una buona movida, regolata e contr ollata, possa e debba svolgere un'importante funzione sociale di aggregazione e condivisione, oltre ad essere motivo di attrazione per i turisti, per i giovani e per gli studenti senza compromettere i diritti alla salute degli abitanti».
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DAL WEB:
References
- ^ l'ordinanza "anti movida" (www.ilsecoloxix.it)
- ^ pagina social del Secolo XIX (Rivedi i video) (www.facebook.com)
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