La rabbia del sindaco. Da Firenze, durante la manifestazione della Lega per il 'no' al referendum, aggiunge: "La considero una congiura di palazzo per alcune parti e anche una spinta politica dovuta anche alla manifestazione di oggi, per la visibilità di un appuntamento così importante. Forse si voleva dare un segnale...Sia a livello nazionale sia locale è chiaro a tutti che ci sono due Forze Italia - ha osservato il sindaco - così è a Padova, così è da alt re parti. Quindi il tema è andare d'accordo con la Forza Italia che vuole stare all'opposizione di Renzi. Invece, i traditori che vogliono supportare questo governo e magari il sì al referendum vanno mandati a casa". E insiste che si ricandiderà "con il sostegno della gente ma senza i traditori, senza quella parte che ha fatto cadere il sindaco di Padova, un sindaco con un consenso molto alto. Qui - ha detto - ci sono due consiglieri di Fi che hanno votato con il Pd e hanno firmato ieri sera dal notaio le dimissioni per mandare a casa il sindaco di Padova. Dopo due anni di grande lavoro le beghe di palazzo sono arrivate anche a Padova... ho sbagliato gli alleati, perché queste porcate si fanno di notte presso un notaio: capisco Pd e M5s, non capisco due consiglieri di Forza Italia che sono andati a rassegnare le dimissione e mandare a casa il sindaco della Lega Nord il giorno prima della manifestazione di Firenze, quasi un messaggio a Matteo Salvini. Non si fa, vergogna" .
Ora ci sarà la nomina di un commissario prefettizio che traghetterà l'amministrazione fino alle nuove elezioni.
La cronaca. Ieri sera verso mezzanotte sono arrivate le dimissioni presentate da 17 dei 32 consiglieri di Palazzo Moroni[1], che hanno così certificato la sfiducia al sindaco. Davanti ad un notaio si sono presentati per sottoscrivere l'atto formale insieme ai consiglieri di Pd, M5S, Padova 2020, e altri del gruppo misto, anche quelli di Forza Italia. Fatto, questo, che ha fatto scattare nei loro confronti l'espulsione. È stato il responsabile nazionale organizzativo di F i, Gregorio Fontana, ad annunciare la sospensione immediata e il deferimento in commissione disciplinare di Manuel Bianzale e Carlo Pasqualetto.
L'attacco dei democratici. Il Pd coglie l'occasione per attaccare Matteo Salvini che oggi sarà a Firenze alla manifestazione per il No[2] al referendum che rappresenta il banco di prova dell'unità della coalizione del centrodestra. "Nel giorno in cui Salvini convoca i suoi Sindaci a Firenze[3] per proporsi come il Trump de' noantri[4] - commenta il deputato dem Emanuele Fiano - da Padova gli arriva il fallimento clamoroso del suo uomo di fiducia. Un bell'inizio come leader del centrodestra, non c'è che dire. La Lega parla tanto, ma non sa nemmeno amministrare una città".
La rabbia del leghista Zaia. "È una brutta pagina di storia, non esistono giustificazioni - commenta caustico il leghista Zaia - per chi, dalla maggioranza, si dimette per mandare a casa il suo sindaco". "Abbiamo già i motori accesi per Verona - ha aggiunto il presidente del Veneto - ora li useremo anche per riportare Bitonci a fare il sindaco di Padova. Una scelta dovuta anche perché quanto successo è inconcepibile non solo pe r la politica ma anche per i cittadini, che erano contenti del loro sindaco".
References
- ^ dimissioni presentate da 17 dei 32 consiglieri di Palazzo Moroni (mattinopadova.gelocal.it)
- ^ Firenze alla manifestazione per il No (firenze.repubblica.it)
- ^ convoca i suoi Sindaci a Firenze (firenze.repubblica.it)
- ^ proporsi come il Trump de' noantri (www.repubblica.it)
Tidak ada komentar:
Posting Komentar