Sabtu, 05 November 2016

I tribunali stanno archiviando il suicidio della Cantone - Wired.it

img1In molti, nelle prime ore dopo il suicidio di Tiziana Cantone[1], lo scorso 13 settembre[2], avevano spiegato che sì, lo spazio e il modo di intervenire ci sono, le leggi italiane e le tecnologie a disposizione consentono una tutela completa. Ieri, a neanche due mesi dalla morte, ma a oltre un anno dalla querela della 31enne, presentata nel maggio 2015, la procura della Repubblica di Napoli ha chiesto l'archiviazione nei confronti di quelle quattro persone che si sarebbero macchiate di diffamazione per aver condiviso in chat e in rete i video. C'è da dire, per completezza, che la ragazza avrebbe ammorbidito le sue posizioni, cambiando diverse volte versione e infine ritirando la querela.

Il punto è che, al di là della querela ritirata rendendosi probabilmente conto di rischiare l'accusa di calunnia in assenza di elementi certi, la procura si è scontrata in questi mesi contro un duplice muro di gomma. Lo racconta il Messaggero[3], che spiega come il procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli e il sostituto Alessandro Milita abbia identificato gli amici e che tutti abbiano "ammesso di aver ricevuto i video, negando però di averli inoltrati ad altri amici o di averli postati online".

Oltre al muro di gomma omertoso, c'è quello tecnico: sarebbero state inoltrate delle rogatorie internazionali verso gli Stati Uniti per ottenere da WhatsApp dati e metadati in grado di ricostruire i movimenti di quei contenuti fra i vari contatti di Tiziana così come per intimare ad altri siti, dove ancora si trovano quelle clip, la rimozione dei materiali.

La richiesta d'archiviazione segna un fallimento di questa strategia, visto che le rogatorie non sembrano aver avuto risposta concreta. C'è poi un elemento investigativo relativo al fidanzato, Sergio Di Palo, che in questo filone non sarebbe mai stato ascoltato dalla procura (ma del quale nell'altro sarebbero stati analizzati diversi dispositivi). La parola passa ora al gip di Napoli che potrebbe anche decidere per un supplemento delle indagini. Ma la partita è impantanata. Come era lecito aspettarsi. Come in molti spiegavano nei primi momenti, contro l'urlo di chi – nonostante ogni ritardo – raccontava che "gli strumenti ci sono". Bene, se anche ci sono non funzionano. E il diritto dev'essere sostanziale, non formale. Non bastano delle norme messe nero su bianco se non riescono a trovare effettiva applicazione. O se arrivano oltre ogni tempo utile.

L'archiviazione era dunque inevitabile. Basti pensare che per l'ipotesi di violazione della privacy non c'erano neanche persone indagate, e questo fin dall'inizio. Come sarebbe stato possibile sostenere l'accusa di diffamazione senza prove, senza una dinamica chiara e sulla base di dichiarazioni smorzate dalla stessa interessata? Rimane aperto un altro filone d'indagine, quello sull'istigazione al suicidio assegnato alla pm Rossana Esposito del tribunale di Napoli Nord. Se possibile si presenta ancora più complesso: occorrerebbe accedere ai contenuti dello smartphone della donna, un iPhone. Come nel caso-scuola di San Bernardino[4] è pa rtita una rogatoria per chiederne lo sblocco, se ne era parlato alla fine di ottobre. Inutile spiegare come (non) andrà a finire.

"Premetto che è sempre difficile esprimere un giudizio senza avere letto gli atti e basandosi unicamente su fughe di notizie oppure sulle anticipazioni della stampa – mi racconta l'avvocato Ernesto Belisario, esperto di diritto della rete – di sicuro, però, la figura che la giustizia italiana sta facendo in uno dei casi simbolo è davvero poco edificante. Certamente la richiesta di archiviazione del pm sarà ben motivata ma non si può fare a meno di notare che alla fine la richiesta di giustizia di Tiziana Cantone rimarrà senza risposta. Di fatto, nessuno sarà chiamato a rispondere del fatto che video registrati per rimanere privati sono stati diffusi online (con le conseguenze che ben conosciamo). Colpa dell'assenza di leggi per internet? Ovviamente no, le leggi ci sono".

Cosa manca, dunque? "Quella che semmai difetta è la capacità di dare risposte certe e veloci. La rapidità, appunto. Molto spesso le indagini si chiudono troppo tempo dopo la segnalazione dei fatti illeciti e questo compromette anche la possibilità di acquisire elementi utili ad individuare e punire i colpevoli. Così come l'attenzione sui dispositivi (computer, smartphone) dedicata dagli inquirenti è spesso eccessiva, trattandosi di sistemi di messaggistica e servizi erogati da operatori cloud che, nel caso di richieste tempestive, potrebbero fornire molti elementi utili".

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References

  1. ^ suicidio di Tiziana Cantone (www.wired.it)
  2. ^ scorso 13 settembre (www.wired.it)
  3. ^ Messaggero (www.ilmessaggero.it)
  4. ^ San Bernardino (www.wired.it)
  5. ^ Segui (www.wired.it)

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