Jumat, 28 Oktober 2016

Usa, duro colpo a Clinton a 10 giorni dal voto: Fbi riapre indagine su mail - La Repubblica

WASHINGTON - La notizia scuote alle fondamenta ogni certezza sulla corsa alla Casa Bianca. E anche Wall Street trema. L'Fbi ha riaperto le indagini sull'uso di un account privato di posta elettronica da parte di Hillary Clinton quando era Segretario di Stato, sulla base di nuove e-mail venute allo scoperto. Lo rende noto il direttore dell'agenzia, James Comey, in una lettera ai membri del Congresso. "L'Fbi - si legge - potrebbe intraprendere gli appropriati passi investigativi" per esaminare le "mail potenzialmente rilevanti", in particolare se contengano "informazioni classificate". Nella lettera Comey osserva doverosamente come l'Fbi non possa ancora dire che la corrispondenza di Hillary Clinton sia "significativa" né quanto tempo impiegherà per analizzarla. Cautele che non arginano il pensiero che adesso attraversa la mente degli americani: se l'Fbi irrompe così pesantemente nelle presidenziali, deve avere scovato qualcosa di veramente grave.

L'ANALISI DI RAMPINI: FBI, INCHIESTA INQUIETANTE[1]

"L'Fbi è venuta a conoscenza"delle nuove mail "gestendo un caso non collegato" spiega ancora Comey in una missiva che non chiarisce da dove provengano le mail di Hillary Clinton che hanno indotto l'Fbi a riaprire l'indagine, né chi le abbia inviate o ricevute. Secondo il New York Times, che cita fonti investigative, le nuove mail sono state scoperte sui dispositivi elettronici che l'Fbi ha sequestrato a una collaboratrice di Hillary Clinton, Huma Abedin, e a suo marito, l'ex membro del Congresso Anthony Weiner[2], dal 2011 coinvolto ripetutamente in scandali a sfondo sessual-telematico[3].

Il più recente esplode lo scorso settembre, quando una ragazza di 15 anni del North Carolina rivela la relazione con il politico in un'intervista al Daily Mail. Weiner finisce con l'essere indagato dall'Fbi e dalla polizia di New York per aver scambiato con la mi norenne un messaggio di contenuto esplicitamente sessuale. Sempre a settembre il procuratore federale di New York, Preet Bharara, emette il mandato di sequestro dello smartphone e altri dispositivi elettronici di Weiner. Questo, dunque, il "caso non collegato" a cui Comey fa riferimento. Huma Abedin lo scorso agosto aveva annunciato la sua intenzione separarsi da Weiner[4].

C'è poi un anonimo esponente dell'amministrazione americana "informato sui fatti" ma "non autorizzato a parlarne pubblicamente" che dichiara all'Ap che le mail che hanno portato l'Fbi a riaprire il caso "non provengono dall'account privato" di Hillary. Secondo questa fonte, la co rrispondenza è emersa solo di recente e non in conseguenza dell'indagine federale condotta sulle interferenze degli hacker russi sulla campagna presidenziale.

Alla notizia, al New York Stock Exchange la giornata vira inesorabilmente verso la chiusura in rosso: il Dow Jones perde lo 0,05% a 18.161,33 punti, il Nasdaq lo 0,50% a 5.190,10 punti e l'indice S&P500 lo 0,31% a 2.126,42 punti. Ma è un colpo durissimo soprattutto alle ambizioni presidenziali di Hillary Clinton, a dieci giorni dalle elezioni a cui si stava avvicinando col netto favore dei pronostici.

Stando a quanto riportato da un giornalista della Cnn che viaggia al seguito della candidata democratica, Clinton e il suo staff apprendono della riapertura dell'inchiesta come chiunque altro, quando la notizia è resa pubblica. Atterrata a Cedar Rapids, nell'Iowa, dove fa tappa per un evento elettorale, Clinton rimane per almeno 25 minuti chiusa nell'aereo con il suo entourage. Pare che durante il volo non fosse disponibile il servizio wi-fi. Una volta scesa a terra, Hillary ignora le domande sull'inchiesta dell'Fbi letteralmente urlate dai giornalisti che l'attendono sulla pista, rispondendo con sorrisi e salutando con la mano.

Durante il comizio, Hillary  afferma che "tutto può succedere, Trump può ancora vincere", senza fare riferimento diretto al meteorite Weiner che, dopo aver orbitato per cinque anni nel gossip della politica, rischia di travolgere anche lei fino a farla affondare. E' invece il capo della sua campagna elettorale, John Podesta, a sua volta al centro di un caso di mail violate dagli hacker e diffuse da Wikileaks[5], a chiedere all'Fbi "di rivelare più informazioni" sulle mail e sulla loro scoperta perché "lo deve al popolo americano". Deciso a raffreddare il clima attorno a Hillary, Po desta si dice anche fiducioso in una "nuova inchiesta dalle conclusioni non diverse da quella chiusa in luglio" con la non incriminazione dell'ex Segretario di Stato.

Dalla Casa Bianca un portavoce fa sapere che l'amministrazione non è stata "preventivamente avvertita" dall'Fbi di quanto stesse incombendo, sottolineando poi che "l'inchiesta non pregiudica il sostegno di Obama a Hillary". Il Dipartimento di Stato si dice pronto a offrire "piena collaborazione" all'indagine dei federali. E lo speaker repubblicano della Camera dei Rappresentanti, Paul Ryan, rinnova la richiesta ai vertici dell'intelligence americana di interrompere il flusso di informazioni classificate indirizzato a Hillary Clinton in qualità di candidata alla presidenza degli Usa "finché la vicenda non sia stata chiarita".

Poche ore prima della lettera di Comey,  il candidato repubblicano Donald Trump dall'Ohio insisteva ancora sull'apertura di un'inchiesta federale [6]su di lei. Desiderio finalmente esaudito e corsa alla successione di Obama che torna in gioco. E' praticamente in diretta, durante un comizio a Manchester, in New Hampshire, che Trump annuncia la riapertura dell'indagine, accolta dall'ovazione dei suoi sostenitori. "Ho grande rispetto per il coraggio dimostrato dall'Fbi nel correggere il terribile errore commesso" in precedenza sulle mail di Clinton, dice Donald, accusando la rivale democratica di "corruzione su una scala mai vista prima" e di voler "portare il suo schema criminale nello studio ovale. Questo caso è peggio del Watergate". La regista della sua campagna elettorale, Kellyanne Conway, esulta su Twitter: "Un grande giorno della nostra campagna è appena diventato anche migliore".
Il presidente del Repubblican National Committee, Reince Preibus, non usa giri di parole. "L'Fbi che decide di riaprire l'inchiesta a dieci giorni dalle elezioni è una chiara indicazione di quanto grave deve essere quello che ha scoperto". Quindi, l'accusa diretta a Hillary Clinton di aver "messo a repentaglio informazioni classificate", una "leggerezza" per la quale "dovrebbe essere squalificata" dal ruolo di candidata alla Casa Bianca.

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