Sabtu, 22 Oktober 2016

Renzi-Obama, una «serata tra amici» Con Benigni che fa il disturbatore - Corriere della Sera

WASHINGTON - «Buonasera e benvenuti all'ultima cena di Stato della mia presidenza. Serata interessante. Abbiamo Matteo Renzi che nel suo Paese è chiamato il "rootaaamattorre". Poi c'è anche Roberto Benigni: speriamo che non salga sui tavoli. Speriamo bene. Ma sarà una bella serata tra amici: l'amicizia tra due Paesi strettamente legati da secoli di storia e di valori comuni e anche l'amicizia con questo premier che rappresenta una generazione di nuovi leader politici. Una volta era il mio ruolo: questa cosa mi fa sentire un po' vecchio». Giornata agrodolce aveva detto in mattinata Barack Obama accogliendo Renzi per l'ultima visita di Stato della sua presidenza. Ed ora, a notte fonda, tra le battute scherzose il presidente infila una piccola nota di amarezza nel discorso del brindisi sotto la grande tenda per quasi 400 ospiti allestita nel South Lawn il grande prato dietro la Casa Bi anca. Una tenda immensa, altissima, coi lampadari di cristallo che pendono dal soffitto e i tavoli inframmezzati da cespugli e candelabri.

Chi c'era

Gli ospiti sciamano fra i tavoli prima dell'ingresso delle due coppie presidenziali. Arriva John Elkann con la moglie, Lavinia Borromeo. Ci sono Giorgio Armani e il vicepresidente Usa Joe Biden, i due ministri degli esteri Kerry e Gentiloni e le ospiti "speciali" di palazzo Chigi: Fabiola Giannotti del Cern, l'atleta paraolimpica Bebe Vio, la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini, Paola Antonelli del Moma. Tanti gli ospiti americani come i capi degli alberghi Marriott, della Johnson & Johnson, l'amministratore elegato di Google Sundar Pichai e Larry Fink, capo del gigante finanziario Blackrock. Tra gli italoamericani spuntano personaggi come l'ex pilota Mario Andretti e l'attore John Turturro. In un angolo il governatore di New York Mario Cuomo parla fitto fitto con Gwen Stefani, la star musicale della sera, e col marito, il cantante "country" Blake. Tutti in smoking o in abito lungo, g li agenti della sicurezza faticano a boccare i tentativi dei giornalisti di mischiarsi tra gli invitati. Ma raggiungere gli ospiti italiani sui tavoli più lontani, da Armani al regista Paolo Sorrentino all'"authority" Anticorruzione, Raffaele Cantone, è quasi impossibile.

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Benigni scatenato

Roberto Benigni è con Nicoletta Braschi. Si alza per andare verso l'angolo de i giornalisti ed è subito incontenibile: «Ho detto ad Obama di fermare Renzi, mentre a Michelle ho suggerito di piantare il cavolo nero nel suo orto» scherza il premio Oscar. E poi: «È stata una cosa bellissima, con gli Obama ci siamo abbracciati, parlati, scambiati emozioni. Le figlie mi hanno detto che hanno visto il mio film venti volte». Ma dopo un paio di minuti il cerimoniale, inflessibile, lo riporta al suo tavolo. Poi tocca ai brindisi con Obama che, tra una battuta e l'altra, infila un passaggio sulla sfida tra Donald Trump e Hillary Clinton: «Anche la campagna elettorale a volte può essere come l'Inferno di Dante». L'«assist», sfruttato con qualche ora di ritardo dal presidente, glielo aveva fatto in mattinata Renzi che, con evidente riferimento alle rudezze trumpiane, aveva citato il canto di Ulisse: «Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtute e conoscenza». Poi tocca al premier italiano alzare il calice: Renzi paragona la presidenza Obama al lavoro delle botteghe rinascimentali di Firenze dove maestri e studenti creavano capolavori e inventavano il futuro.

Discorsi e pomodori

Il premier italiano è pieno di complimenti soprattutto per la "first lady": «Michelle, i pomodori del tuo orto sono squisiti, ma, dopo averti sentito la scorsa settimana (il celebre discorso sulla dignità delle donne violata da Trump, ndr) mi sono convinto che i tuoi discorsi sono meglio dei tuoi pomodori». Barack Obama e Michelle avevano accolto alle sette Matteo Renzi e la moglie Agnese Landini sotto il portico bianco della Casa Bianca. Michelle avvolta in uno scintillante abito color oro di Versace. Al cronista che sa poco di moda era sembrato un abito di lamè, ma il seguito della "first lady" si era affrettato a precisare: abito oro rosa di maglia. Mentre Agnese ha scelto uno scollatissimo abito di Ermanno Scervino, grigio con applicazioni argento. In smoking di Armani Matteo Renzi. Ancora un breve incontro tra le due coppie al secondo piano. Poi la discesa lungo lo scalone, scorta ti dal picchetto delle forze armate con le bandiere presidenziali mentre nel "foyer" la banda dei marines in giubba rossa intona motivi classici. Poi gli Obama accolgono, coppia per coppia, i quasi 400 ospiti, una cerimonia che prende quasi un'ora. Così finalmente si capisce perchè di cene di Stato Barack e Michelle ne hanno fatto così poche: appena 13 rispetto, ad esempio, alle 52 di Ronald Reagan o alle 24 di Bill Clinton. A rinfrancarli, arriva la cucina di Mario Batali che la coppia presidenziale ha già apprezzato in precedenti incursioni nei suoi ristoranti: si comincia coi ravioli ripieni di puree di patate dolci e si finisce con una crostata di mele con gelato. Italiano ovviamente.

19 ottobre 2016 (modifica il 19 ottobre 2016 | 06:35)

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