È stata questa la chiave di volta della sol uzione a una lunga fase di incertezza. La decisione dei socialisti - adottata a maggioranza una settimana fa al termine di una tesa riunione del comitato federale - di astenersi per consentire la nascita di un nuovo esecutivo[3] mettendo fine al lungo vuoto istituzionale. Però, come previsto, il Psoe[4] si è presentato all'appuntamento: 15 i deputati che si sono espressi per il 'no' (compresi i 7 della federazione catalana, i più critici nei confronti del nuovo comitato di gestione provvisorio che dovrà condurre il partito verso un congresso straordinario), mentre parecchi altri hanno precisato al momento della dichiarazione di voto di astenersi "per mandato imperativo".
Poche ore prima che il Parlamento si riunisse per la designazione di Rajoy alla premiership, l'ex segretario generale dei socialisti, Pedro Sánchez[5], con la voce rotta dalla commozione, ha annunciato la propria rinuncia al seggio da diputato. E ha affermato di aver preso questa decisione per non contravvenire ai propri principi, avendo incentrato tutta la sua battaglia politica negli ultimi mesi proprio nell'inte nto di evitare a ogni costo un nuovo governo conservatore a guida Rajoy. Ma secondo parecchi osservatori la scelta di Sánchez prefigura già l'intenzione di tornare a dare battaglia in occasione del prossimo congresso, presentando nuovamente la candidatura alla leadership nella speranza di poter godere di un ampio sostegno tra i militanti alle elezioni primarie.
Rajoy, che dedicherà le prossime ore a completare l'organigramma del nuovo esecutivo che verrà presentato giovedì (il giuramento nelle mani del re Felipe VI, in questo momento in viaggio di ritorno dal vertice ibero-americano in Colombia, ci sarà venerdì, ha annunciato lo stesso Rajoy) ha assicurato davanti alle Cortes di non "chiedere un assegno in bianco". Ma ha avvisato i socialisti, intenzionati dopo il voto di astensione a occupare un ruolo guida nell'opposizione parlamentare, che la sua intenzione è quella di dar vita a "un governo che sia in condizioni di governare. Non di essere governato, ma di governare".
Una velata minaccia per dire che non accetterà un boicottaggio continuo al suo operato. Se l'esecutivo di minoranza non fosse in grado di realizzare il proprio programma, al premier resta sempre la possibilità di sciogliere le Cortes. A partire dalla metà del prossimo anno potrebbe farlo, in un momento in cui i socialisti difficilmente avranno già risolto la loro traumatica crisi interna.
[1][2]References
- ^ Mariano Rajoy (www.repubblica.it)
- ^ guida del governo spagnolo (www.repubblica.it)
- ^ di as tenersi per consentire la nascita di un nuovo esecutivo (www.repubblica.it)
- ^ Psoe (www.repubblica.it)
- ^ Pedro Sánchez (www.repubblica.it)
- ^ partito popolare (www.repubblica.it)
- ^ psoe (www.repubblica.it)
- ^ Spagna (www.repubblica.it)
- ^ mariano rajoy (www.repubblica.it)
- ^ felipe VI (www.repubblica.it)
- ^ ped ro sanchez (www.repubblica.it)
Tidak ada komentar:
Posting Komentar