Rabu, 19 Oktober 2016

Clinton-Trump, dibattito finale Il miliardario e le elezioni «truccate» «Non so se accetterò i risultati» - Corriere della Sera

Stanotte a Las Vegas l'ultimo duello in tv tra Hillary Clinton e Donald Trump, in scena all'Università del Nevada, a Las Vegas. Il dibattito è iniziato come un confronto «normale» come notato da molti commentatori, per la prima volta davvero sulle questioni dall'immigrazione all'economia, che interessano agli americani. Dopo mezz'ora Trump è tornato alle accuse personali: non è il candidato «senza freni» del primo dibattito, ma la frase che lo danneggia è il rifiuto di accettare il risultato delle elezioni («Deciderò sul momento», dice). Le famiglie sono entrate in sala, seguite dai candidati, ma nessuno stavolta si stringe la mano: una delle «vittime» di questa campagna elettorale brutale e«cattiva» è stata la scomparsa dei rituali di cortesia che accompagnano solitamente i dibattiti presidenziali. Questo è l'unico dibattito in uno stato in bilico, il Nevada, dove i sondaggi danno i du e candidati praticamente testa a testa. Per Donald Trump l'obiettivo è mostrarsi «presidenziale» (solo il 40% degli americani crede che lo sia, secondo un sondaggio Washington Post/Abc, mentre il 60% crede che Hillary Clinton sia «idonea» per la Casa Bianca). Allo stesso tempo l'esperienza di Clinton non è sufficiente a generare appoggio per lei, come rivelato dallo stesso sondaggio deve superare uno zoccolo duro di sfiducia nei suoi confronti. Hillary indossava un tailleur pantalone bianco: il colore delle sue arringhe finali, usato già quando vinse la nomination e quando parlò alla convention democratica.

La Corte suprema

Trump esibisce subito la sua strategia usata nelle primarie repubblicane: difendendo il diritto alle armi, la posizione anti-aborto. Ma il dibattito ha mantenuto i toni controllati di un normale confronto, anziché andare fuori tema. Si comincia con la Corte suprema: il prossimo presidente potrà nominare due o tre giudici. Questa è la ragione con cui Trump vuole unificare la base del partito repubblicano: mentre Hillary Clinton parla del futuro dell'America, lui sottolinea che il compito dei giudici è di difendere la «Costituzione come era intesa una volta», ma non riesce a evitare di parlare di se stesso e delle presunte accuse della giudice Ginsberg contro di lui; si dice orgoglioso di avere l'appoggio della lobby pro-army Nra. Uno dei temi centrali è quello del diritto al possesso delle armi, difeso dal secondo emendamento della Costituzione. Clinton sottolinea, come ha fatto in passato , di credere nel Secondo emendamento ma anche di credere che siano necessari maggiori controllo. Sull'aborto, Trump si presenta come un forte sostenitore del «diritto alla vita», affermando che Hillary Clinton è pronta a«strappare il feto dall'utero al nono mese» e dichiara che i giudici che nominerebbe per la Corte suprema porterebbero «naturalmente all'abolizione di Roe vs Wade», la legge che garantisce il diritto all'aborto.

«Controlli rigidi ai confini»

Sull'immigrazione: «Servono confini forti». Hillary Clinton ricorda Karla Ortiz, figlia undicenne di immigrati clandestini (nata peraltro a Las Vegas) e della sua paura della deportazione dei genitori, e spiega che c'è l'urgenza di introdurre una legge sull'immigrazione entro 60 giorni. Sul Muro con il Messico, Trump sostiene che in passato Clinton voleva lo stesso, ma «non riesce a fare niente quindi non ha mai realizzato il suo progetto». Il team di Hillary Clinton è convinto che farlo parlare così degli immigrati può aiutarla in Nevada ma anche in Arizona, stati con una ampia popolazione ispanica. Chris Wallace, il moderatore di Fox usa le mail pubblicate da Wikileaks (ringraziato da Trump) per citare una frase in cui lei, parlando ai banchieri di Wall Street, ha dichiarato di volere «confini aperti» per il commercio energetico. Hillary sposta l'attenzione dai contenuti al «come» quelle mail sono state rese pubbliche, «con l'aiuto della Russia e di Putin». Ma lui replica che «il nostro paese non ha idea di chi sia responsabile».

«Fantoccio di Putin»

Trump perde il controllo, interrompendola più volte («sbagliato») ma non totalmente come nel primo dibattito. Hillary Clinton accusa Trump di essere una marionetta di Putin. E' uno dei pochi momenti in cui Trump sembra violare per la prima volta la regola di interromperla: «Non sono una marionetta. Tu sei la marionetta», interrompendo anche il moderatore. «Non ho mai incontrato Putin, non è il mio migliore amico, ma a lei non piace perché è stato più furbo di lei e di Obama in ogni campo. Guardate solo il Medio Oriente». Il dibattito dopo mezz'ora perde la sua «normalità»: «Lei mente sempre», continua Trump.

L'economia

Lo scambio di accuse riguarda le tasse e gli investimenti in posti di lavoro: Clinton sottolinea che non intende aumentarle per la popolazione, ma vuole evitare che Trump faccia tagli per i ricchi. La proposta di Trump di cancellare il «Nafta», il North American Free Trade Agreement, potrebbe portare ad un disastro per l'economia e con il suo piano il debito pubblico aumenterebbe; lo stesso moderatore gli dice che gli economisti conservatori non credono che abbia senso, ma le sue dichiarazioni sullo sfacelo dell'occupazione hanno un appeal per molti in America, specialmente in stati che ha bisogno di vincere come l'Ohio. Anche Hillary cerca di usare la carta populista: «Lui ha dato posti di lavoro ai cinesi non agli americani».«Tu parli e non fai nulla».

Idoneità alla presidenza

«Ho iniziato con un prestito di un milione di dollari, ma se potessimo costruire il paese come ho costruito la mia azienda»: Trump sa che deve presentarsi idoneo alla presidenza e prova ausare la carta del businessman di successo. Clinton replica che quando lei era nella situation room per il raid contro Bin Laden, lui era in tv per il suo reality «Celebrity Apprentice». Il moderatore tira fuori le accuse sessuali, ma il miliardario accusa i Clinton di aver inventato quelle storie e di aver provocato la violenza e gli scontri ai suoi comizi. «Nessuno rispetta le donne più di me», ripete Trump. Clinton cerca di presentare una immagine positiva dell'America in contrasto con quella «oscura» e piena di divisioni del suo rivale, citando i commenti su musulmani, disabili e contro il senatore repubblicano McCain. «Non è questo ciò che siamo», cerca così di richiamare il messaggio di speranza di Obama che è mancato finora in questa elezione. Negli ultimi 30 minuti, è così che Hillary cerca di presentare la sua arringa finale: «possiamo fare di meglio». Ma il moderatore e Trump riportano il discorso sulla Fondazione Clinton e sui donatori stranieri di paesi che «maltrattano le donne», la replica è che i soldi della Fondazione Trump sono stai usati per comprare un enorme ritratto del miliardario («Chi fa una cosa del genere»). Lei attacca sulla dichiarazione dei redditi, spiegando che non è possibile verificare nulla di ciò che Trump dice. Il candidato repubblicano che più volte ha affermato che il voto è truccato, dice al moderatore che deciderà «sul momento» se accettare i risultati delle elezioni. Critica l'Fbi, il dipartimento di Giustizia accusandoli di complottare con i Clinton e sostiene che Hillary non avrebbe mai dovuto correre «sulla base di quello che ha fatto con le mail». Più tardi Trump userà Wikileaks per colpi rla con efficacia: «John Podesta (il manager della campagna Clinton ndr) ha detto cose orribili su di te, e ha ragione».

Politica estera: Mosul e Aleppo

Si parla di Mosul: Trump sostiene che la riconquista finirà per essere una vittoria per l'Iran e denigra le tattiche militari Usa perché prive del fattore sorpresa. Un aspetto interessante di ciò che Hillary Clinton dice è che non intende usare lee truppe come forza di occupazione, ma qualcuno vi legge comunque l'apertura a inviare «boots on the ground». Spiega che il killer del club «Pulse» di Orlando era nato nel Queens, «proprio come Donald», e dunque i controlli sull'immigrazione non sono sufficienti contro la radicalizzazione.

Slogan

«Voglio costruire il paese che eravamo», così Donald ripropone, parlando della lotta al debito pubblico, il suo slogan «Make America Great Again». «Taglierò le tasse, l'economia crescerà, cancellerò e rimpiazzerò Obamacare». Ripropone la visione apocalittica degli Stati Uniti: «Ci prendiamo cura dei veterani meno che degli immigrati». La sua ultima frase: «una donna davvero sgradevole», quando lei suggerisce che lui eviterà di pagare le tasse. Hillary Clinton conclude promettendo: «Sarò contro gli interessi e le corporation per le famiglie, il lavoro, l'istruzione, spero che mi darete la possibilità di diventare il vostro presidente». Cerca così di parlare ai repubblicani e agli indipendenti, non solo ai democratici.

20 ottobre 2016 (modifica il 20 ottobre 2016 | 04:58)

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