Jumat, 14 Oktober 2016

Dario Fo, il figlio: "Ora lo celebrano dopo una vita a censurarlo". Sala: "Ha più dato che ricevuto" - La Repubblica

MILANO - Tutti sul posto per l'ultimo omaggio a Dario Fo, scomparso ieri a Milano. Piove a dirotto fuori la camera ardente allestita al Piccolo Teatro Strehler dove, accolto dal figlio Jacopo, è arrivato il sindaco di Milano Giuseppe Sala con la fascia tricolore. Presenti anche gli assessori alla cultura e alle politiche sociali, Filippo del Corno e Pierfrancesco Majorino.

Su un cavalletto dietro la bara chiusa nel foyer del Piccolo Teatro, Dario Fo sorride, alza il pennello sulla fronte e con l'altra mano fa un gesto a chi gli ha scattato l'immagine. A fianco uno sgabello con i suoi pennelli, olii, tempere e uno straccio ancora sporco di colore, vivo. Ci sono i gonfaloni della Regione Lombardia, della città metropolitana e del Comune di Milano. Nessun fiore tranne la corona di rose bianche e rosse inviata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

È Milano soprattutto a salutarlo oggi. Dal Piccolo Teatro fino a quella Palazzina Liberty, che negli anni Settanta divenne la casa del suo 'Collettivo teatrale la Comune' e la sede di tanti spettacoli. Un simbolo che il Comune potrebbe anche intitolargli. La camera ardente oggi resta aperta tutto il giorno, dalle 9,30 fino a mezzanotte, poi ancora domani dalle 8,30 alle 11, quando il feretro sarà accompagnato in Piazza Duomo per l'ultimo saluto, che dovrebbe esere intorno a mezzogiorno. Per domani il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato la giornata di lutto cittadino. Sarà tumulato al Famedio, accanto a Franca Rame e a Enzo Jannacci. "Certo che lo portiamo al Famedio, là c'è già la mia mamma", dice Jacopo. Il Comune non attuerà il normale iter per l'omaggio al Famedio, che prevede di attendere un anno dalla morte e una delibera approvata dal consiglio comunale con una maggioranza di quattro quinti.

LASCIATE IL VOSTRO RICORDO[2]

A novant'anni e lucido fino alla fine, Dario Fo è morto ieri all'ospedale Sacco. Tutta Milano racconta qualcosa di lui. "Sì, adesso sono tutti a celebrare Dario. Dopo una vita che han fatto di tutto per censurarlo e colpirlo in tutti i modi. Vaffanculo. Onore a Brunetta che ha detto che mio padre non gli è mai piaciuto" ha scritto ieri sera sul suo profilo Facebook Jacopo Fo, "e anche Milano che adesso lo celebra non gli ha mai voluto dare uno spazio". Un post serale, dopo una giornata intensa, frenetica, l'ovazione final e di tutto il mondo[3] al più libero, scellerato, vitale, instancabile degli artisti. "Con Franca abbiamo vissuto tre volte più degli altri"[4], diceva ripercorrendo una vita straordinaria celebre in ogni parte del pianeta.

Su Fb oltre tremila condivisioni, e altrettanti commenti. Per lo più condoglianze, per un padre perso, e molto amore. Qualche replica, "Si tanta ipocrisia, ma difendere Brunetta no. Ha definito Dario Fo un uomo violento. Vergognoso" scrive Elvira V. "Sig. Jacopo. Però eravamo veramente in tanti ad amare il Maestro insieme alla Signora Francesca. Vi abbraccio tutti e vi faccio le più sentite condoglianze", posta SerT. "Per favore Jacopo non cada nella pubblicazione di frasi retoriche sull'onda di un cordoglio del popolo vero e sentito... i suoi genitori son andati con il loro esempio ben oltre agli ipocriti che li circondavano", Maria G e, tra i vari, il commento di Nino M.: "Però, onore a brunetta, mi sembra un po' troppo..". A commentare, non sul social network, anche il ministro della Cultura Dario Franceschini: "Leggendo quel post, l'ho detto anche a Jacopo,capisco ci sia una certa rabbia. È naturale che, quando si vive un dolore e si ripercorre una vita, si veda anche qualche eccesso di retorica nelle reazioni".
Oggi, fuori dal teatro, aspettano in molti. "Io penso che abbia dato più di quanto abbia ricevuto da Milano[5] - dice il sindaco Sala- non ci sono grandi segni di omaggio a lui e cercheremo di rimediare. Oggi è una giornata piovosa, tipica milanese ma io in mente la sua risata". "I milanesi possono essere diversi, ma tutti si uniscono attorno a questa Milano". Dario Fo continua a esserci, dice Alessandro Bergonzoni al suo arrivo: "Non parlate di lui al passato, perché l'arte non finisce, non comincia. Il lutto non c'è, non c'è cordoglio. Il lutto per la letteratura, l'arte e la cultura sono la mancanza di letteratura, arte e cultura. Dario Fo continua a nascerci".

Al teatro sono arrivati, insieme, anche i due leader di M5s, Luigi Di Maio e Alessandro di Battista. Dario Fo era diventato il loro "intellettuale organico"[6] per eccellenza. Beppe Grillo è stata una delle ultime persone a vederlo prima che morisse. "Auguro a tutti gli italiani di avere una vita come la sua. E ra veramente un uomo libero. Noi abbiamo avuto la possibilità di conoscerlo per pochi anni, gli italiani per tanti anni" dice Di Battista , "l'Italia perde un uomo capolavoro" aggiunge il vicepresidente della Camera. "Era una persona piena d'arte. Era molto vicino a mio padre", dice Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto. Fra le altre personalità che hanno reso omaggio al feretro Moni Ovadia, Anna
Finocchiaro, Gad Lerner, l'attrice Giulia Lazzarini e Paolo Jannacci, figlio di Enzo.

"Ci ha lasciato un grande vecchio che non ha mai perso negli occhi la forza di un ragazzo. Ha guardato la realtà sempre con sorpresa, non accettando ipocrisie, con sarcasmo pieno di umanità. E questo spiega perché ha raggiunto trasversalmente le generazioni. Tanti ragazzi di 18 anni hanno provato le stesse sensazioni che tanta gente che ha 70 anni sta provando", dice Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro. Sul palcoscenico, conclude, "nascono amicizie che poi si vivono anche in privato con la riservatezza che si deve al rapporto con la persona".
 

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