lì che la folla ha partecipato ai funerali laici del premio Nobel, con le orazioni del figlio Jacopo e del fondatore di Slow Food, Carlo Petrini. In piazza, anche Beppe Grillo, insieme al figlio di Gianroberto Casaleggio, Davide, e al vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. A Milano anche le sindache Chiara Appendino e V irginia Raggi. "Facciamo un po' di silenzio su Dario", le solo parole del leader 5 stelle. Dagli altoparlanti una delle canzoni di Fo, 'Stringimi forte i polsi', "scritta da mio padre per mia madre", ha raccontato il figlio dell'artista tra le lacrime, che alla fine della cerimonia saluta tutti con un "grazie compagni, grazie". E' anche la canzone che fu la sigla di Canzonissima del 1962, quella della censura e dell'addio in polemica con la Rai.
"Ha parlato agli umili e gli umili della terra lo hanno capito", ha detto Carlo Petrini nel discorso in ricordo dell'artista e dell'amico. "Dobbiamo riaffermare con forza la simbiosi tra la sua arte e il suo impegno politico. Pensare a Dario senza politica è come un buon vino senza uva - ha aggiunto - in questi giorni molte persone hanno sottolineato la differenza tra l'artista, il genio e la politica. Con tutto il rispetto, credo sia impossibile e non sia giusto. Ben lo sapevano quei sovversivi dell'accademia svedese che motivavano il suo Nobel spiegando che 'dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi'".
era la semplice capacità istrionica. La gente amava Dario e Franca per questo, non perché erano bravi attori, ma perché hanno visto qualcuno che c'era veramente".
La camera ardente. Moltissimi milanesi hanno voluto rendere l'ultimo omaggio a Fo sin dal mattino, con mazzi di fiori, messaggi e perfino una piantina di peperoncini. Tra gli amici e le personalità passati oggi dalla Scatola Magica, per l'estremo saluto, gli scrittori Stefano Benni e Roberto Saviano, il comico Paolo Rossi, il segretario generale della Fiom Maurizio Landini, il sindaco di Torino Chiara Appendino.
Saviano: "Un Paese ingrato". "Ricordo una persona che mi ha sostenuto nei momenti complicati e vengo a omaggiarlo soprattutto questo - ha detto Saviano - per riconoscergli di esserci stato", ha detto. "Non si è mai reso banale semplice, ma allo stesso tempo non è mai stato accademico. Quando ha vinto il Nobel mezzo paese, per invidia o per dileggio, ha cercato di sminuirlo. È un paese ingrato. Ma c'è anche - ha aggiunto - tutta una parte autentica che invece lo ha sempre ascoltato e protetto. A me ha insegnato a non essere mai cortigiano e a divertirsi nell'essere critici e a non prendersi mai troppo sul serio. Ha avuto sempre il coraggio, questa cosa preziosa e rara, di prendere posizione anche quando quella posizione risultava sbagliata".
L'ultima polemica. Nessun cambio di programma sul luogo della cerimonia, nonostante un prete del Duomo avesse provato a negare lo spazio del Sagrato per i funerali di Dario Fo. Una riunione con il Comune di Milano e la promessa che sul Sagrato ci siano solo il feretro e i familiari. E' stata l'ultima polemica su Fo, prima della sepoltura per il maestro nel Famedio, tra i grandi della città e soprattutto accanto a Franca Rame, la compagna di una vita. Un omaggio di Milano. Che non sarà l'unico.
References
- ^ saluto a Dario Fo (milano.repubblica.it)
- ^ per quel post amaro su Facebook (www.repubblica.it)
- ^ dato più di quanto abbia ricevuto da Milano (milano.repubblica.it)
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