Islamico siono stati distrutti. L'artiglieria pesante di esercito iracheno e curdo bombarda con forza le stesse zone. Inoltre le truppe irachene e curde hanno superato le prime linee del fronte e hanno cominciato ad avanzare verso Bashiqa e al-Jazer. L'avanzata è avvenuta in coordinamento con l'aviazione irachena e con la coalizione internazionale, che ha bombardato e distrutto postazioni fisse e mobili dei jihadisti. Tre autobombe che si trovavano in una torre per le comunicazioni sono state distrutte sulla via per al-Jazer, sei jihadisti sono stati uccisi.
La controffensiva dell'Isis. I jihadisti stanno bombardando con artiglieria pesante gran parte dei villaggi intorno a Mosul. Lo riferisce alla tv curda Rudaw il comandante del peshmerga iracheni, Mohamed Hama Agha. L'ufficiale ha aggiunto che sarà aperto un corridoio umanitario per la fuga dei civili. Ci sono dai tremila ai 4.500 combattenti jihadisti a difendere la città. E stanno impedendo a chiunque di lasciare la città, riporta il Guardian, citando testimoni sul posto. I jihadisti hanno allestito posti di blocco sulle strade e fatto esplod ere le case di quelli che sono già fuggiti, come deterrente alla fuga. Intanto, si sono anche distribuiti nelle zone residenziali per ostacolare i raid aerei di sostegno.
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Curdi ai confini di Mosul. I vertici militari di Bagdad ammassano da tempo decine di migliaia di uomini intorno alla città a maggioranza sunnita abitata da più di un milione di persone. Il vice primo ministro turco, Numan Kurtulmus, ha dichiarato che circa tremila soldati iracheni addestrati dalla Turchia stanno prendendo parte all'offensiva. È "impensabile" per la Turchia "restarne fuori" ha detto il presidente Recep Tayyip Erdogan. Inoltre la Turchia si è detta pronta a ospitare le migliaia di profughi che potrebbero fuggire da Mosul. Anche altre forze partecipano all'operazione[6], in particolare novemila miliziani sciiti e almeno quattromila peshmerga curdi, ma Abadi ha precisato che a entrare a Mosul sarà "la coraggiosa armata irachena con la polizia nazionale, nessun altro". La scelta confermata dai curdi, serve a non fomentare tensioni.
L 'appoggio Usa. L'offensiva, ampiamente anticipata e annunciata agli abitanti della zona con decine di migliaia di volantini lanciati dal cielo, gode del pieno appoggio di Washington. "Il primo ministro Abadi ha ordinato di avviare le operazioni per liberare mosul dopo due anni di oscurità sotto i terroristi dell'Isis - ha affermato su Twitter l'inviato Usa per la coalizione contro lo Stato islamico, Brett McGurk -. Buona fortuna alle eroiche forze irachene, ai peshmerga curdi, ai volontari Ninewa. Siamo orgogliosi di essere con voi in questa storica operazione". Poi è stata la volta del segretario alla Difesa Usa Ash Carter che ha parlato di "momento decisivo nella campagna" per sconfiggere definitivamente lo Stato islamico e ha assicurato che gli Stati Uniti e gli altri membri della coalizione internazionale "sono pronti ad appoggiare le forze di sicurezza irachene, i combattenti peshmerga e il popolo dell'Iraq nel difficile scontro".
Preoc cupazione Onu. L'operazione comporta seri rischi umanitari: secondo stime dell'Onu, fino a un milione di persone potrebbero essere costrette ad abbandonare le loro case[7], andando ad aggiungersi ai tre milioni e 300mila iracheni che già vivono nei campi per gli sfollati. I campi finora allestiti potrebbero accoglierne solo 60mila mentre altre strutture sono in costruzione per ospitarne altri 250mila. "Chiedo di nuovo a tutte le parti nel conflitto di rispettare i loro impegni secondo le leggi umanitarie internazionali di proteggere i civili e garantire il loro accesso all'assistenza cui hanno diritto e che meritano", ha detto i l sottosegretario dell'Onu per gli affari umanitari e coordinatore delle emergenze, Stephen O'Brien, tramite una nota. "Alcune famiglie - ha aggiunto - corrono il rischio setremo di trovarsi in mezzo al fuoco incrociato o sotto quello dei cecchini. I partner umanitari faranno tutto il possibile per sostenere le persone che potrebbero essere sfollate e coinvolte in questa operazione militare", diventare "scudi umani" nelle mani dell'Isis.
L'offensiva del 2014. Mosul fu conquistata dall'Isis nel giugno del 2014 con relativa facilità, anche perché la popolazione sunnita diffidava delle truppe irachene, in cui predominano gli sciiti. Quell'offensiva portò i jiahdisti a controllare quasi un terzo del territorio iracheno. A Mosul il leader dello Stato islamico Abu Bakr al-Baghdadi proclamò il "Califfato". Nell'ultimo anno le sue milizie hanno subìto pesanti sconfitte e si ritrovano ormai confinate a Mosul e a pochi piccoli centri nel nord e nell'ovest d el paese.
[1][2]References
- ^ MAPPA (www.repubblica.it)
- ^ presidiata da un contingente militare italiano (www.repubblica.it)
^ Crisi Daesh, perso 16% del territorio (www.repubblica.it) - ^ Aleppo, strage dei bimbi (www.repubblica.it)
- ^ Allerta per i militari italiani che difendono la diga di Mosul (www.repubblica.it)
- ^ partecipano all'operazione (www.repubblica.it)
- ^ fino a un milione di persone potrebbero essere costrette ad abbandonare le loro case (www.repubblica.it)
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