Milano - «Usi un bambino per giustificarti e tirarci fango in faccia. Non sei uomo. Non sei capitano. Sei solo una vile m...». È il testo dello striscione rivolto a Mauro Icardi esposto in Curva Nord già nel prepartita di Inter-Cagliari.
Al centro della polemica tra gli ultras e l'attaccante nerazzurro la ricostruzione, contenuta nel libro autobiografico di Icardi, degli episodi avvenuti a Reggio Emilia dopo la sfida contro il Sassuolo del 2015.
Perchè nello striscione si parla di un "bambino"
Fa parte della ricostruzione fatta da Icardi nel suo libro (vedi sotto dettagli) alla fine di Sassuolo Inter. Il giocatore dice di aver regalato la maglia a un bambino ma questa stessa era stata presa da un tifoso e strappata. Poi gliel'aveva anche tirata contro. Scrive Icardi: «Gli ho urlato: pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Devi solo vergognarti, vergognatevi tutti. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo». Non si ferma lì il racconto. Ancora, scrive: «... I dirigenti temevano che i tifosi potessero aspettarmi sotto casa per farmela pagare. Ma io ero stato chiaro: "Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio, e faglielo sentire: porto ce nto criminali dall'Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo"».
Icardi sbaglia il rigore contro il Cagliari
Mauro Icardi, fischiato e contestato della Curva Nord per gran parte del primo tempo, al 26' sbaglia il rigore contro il Cagliari. Il resto dello stadio sia prima che dopo il calcio dal dischetto lo ha applaudito.
I nerazzurri vengono poi sconfitti dal Cagliari per 2-1. Al termine della partita scatta la contestazione dei tifosi che intonano il coro «E ora tutti a casa». Una giornata da dimenticare per la squadra di De Boer a causa del caso Icardi. Per l'Inter è la terza sconfitta consecutiva dopo quelle contro lo Sparta Praga e la Roma.
L'Inter può aver risentito delle polemiche su Icardi? Alla domanda dei giornalisti, il tecnico dei nerazzurri De Boer ha risposto:«Non so se ha sofferto della situazione che vive: lui solitamente è un giocatore calmo, concentrato, ma oggi no. Non so quanto lo abbia influenzato questa cosa. Nella prima parte ha fatto bene, anche se c'è sicuramente da migliorare e con lui tutta la squadra perché portiamo sempre pochi giocatori in area di rigore». «Ma del caso Icardi non voglio parlare più - aggiunge -, con rispetto a Mauro e con rispetto verso i nostri tifosi troveremo una soluzione per il bene dell'Inter».
Cori contro Icardi anche sotto casa del calciatore
Le contestazioni dei tifosi dell'Inter nei confronti di Mauro Icardi sono proseguite anche dopo la partita con il Cagliari, quando un gruppo di ultras si è recato sotto casa dell'attaccante nerazzurro. Cori insultanti e striscioni esposti da una trentina di tifosi ma, secondo alcuni testimoni, Mauro Icardi e la sua famiglia erano già rientrati in casa. «Noi ci siamo, quando arrivano i tuoi amici argentini ci avvisi o la fai da infame?», è il testo dello striscione esposto sotto casa.
Lo striscione è un chiaro riferimento alle parole di Icardi riportate nella sua autobiografia in cui sfidava gli ultras con queste parole: «Sono pronto ad affrontarli ad uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio e faglielo sentire: porto cento criminali dall'Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo».
Zanetti: «Prenderemo provvedimenti»
«Sono cose che non si possono accettare. Ogni singola persona che fa parte dell'Inter deve sapersi comportare. Ora pensiamo a vincere contro i Cagliari poi vedremo cosa fare. Per noi i tifosi sono la cosa più importante e tutti dobbiamo rispettarli». Se saranno presi provvedimenti? «Sì». Sono le parole del vicepresidente dell'Inter Javier Zanetti, a Premium Sport, sul caso Icardi
La rabbia dei tifosi nerazzurri: «Togliti la fascia pagliaccio»
In un durissimo comunicato, la curva Nord dell'Inter esprime tutta la sua rabbia nei confronti di Mauro Icardi, capitano dei nerazzurri: «Icardi con noi ha chiuso. Togliti la fascia pagliaccio. Questo, ora si, lo pretendiamo».
Lo scontro tra i tifosi e il calciatore argentino ha radice in un passaggio del libro recentemente pubblicato da quest'ultimo ("Sempre avanti") in cui Icardi ricostruisce a suo modo di vedere una discussione avvenuta dopo la partita contro il Sassuolo.
Così scrivono i supporter nerazzurri nel comunicato: «Ci dipinge come oscure figure minacciose che ruotano intorno all'ambiente Inter pretendendo chissà cosa. Quando l'unica cosa che chiediamo è impegno ed onestà. Perché tifiamo Inter da prima che Icardi nascesse, perché l'Inter per noi è un conto in banca a perdere, non certo un rinnovo di contratto all'anno a suon di milioni.. Ma come si fa a dar credito ad una persona che scrive: "Se siete dei veri tifosi dovete applaudire quando si vince ma anche quando si perde".. Quando è alla luce del sole ed inappuntabile il fatto che la Curva Nord, a costo di incorrere nei mugugni del resto dello stadio, da sempre ha come priorità quella del sostegno costante alla squadra a prescindere dal risultato. Attenuanti? Nessuna. I bonus sono finiti. Noi non pretendiamo di essere capiti, adulati od accettati. Noi siamo Ultras. Siamo irrazionale passione. Non siamo Angeli, né tantomeno diavoli. Siamo il Cuore che tutto Dona per la Follia di un Incondizionato Amore. Però un concetto dovrebbe essere chiaro a tutti: il capitano dell'Inter non può permettersi tali dissennate uscite. Un individuo del genere non può indossare la fascia di capitano. A prescindere dal nostro pensiero, esulando dalla nostra presa di posizione. L'Inter non lo merita».
La risposta di Icardi: «Sono dispiaciuto. E' un polverone»
«Sono dispiaciuto. Dispiaciuto per questo polverone che si è creato. Ho semplicemente raccontato un episodio seguendo i miei ricordi». Mauro Icardi con queste parole su Instagram [1]replica al comunicato della Curva Nord dell'Inter. Al centro della polemica la ricostruzione all'interno della sua biografia del post partita Inter-Sassuolo del febbraio 2015. Icardi spiega che già nel libro riconosceva di aver usato in quella occasione parole troppo forti contro la sua stessa tifoseria: «Sono sorpreso perché relativamente all'episodio di Reggio Emilia ho semplicemente riferito di come, complice l'adrenalina post partita e il difficile momento che stava attraversando la squadra, `a caldo´ ho perso la testa. Volevo semplicemente rendere l'atmosfera di quell'episodio». Il giocatore chiede alla Nord di restare vicina all'Inter: «Io e i miei compagni abbiamo bisogno di voi».
«Nel libro - ammette Icardi nella sua risposta sui social - ho aggiunto che avevo sputato fuori frasi esagerate (ed il verbo sputare già rende l'idea di quanto inopportuna fosse stata la mia reazione). Riguardo al discorso degli assassini dall'Argentina, siccome da più parti mi continuavano a ripetere che mi sarei ritrovato degli esagitati sotto casa (nota bene: non la Curva Nord, degli esagitati) ho pronunciato quella frase: ma nella biografia ho anche detto `avevo usato parole minacciose contro la tifoseria e non avrei dovuto farlo´. Ho semplicemente raccontato un episodio seguendo i miei ricordi. Oltretutto se uno avesse un minimo di sale in zucca non rischierebbe di offendere la propria curva, strategicamente se fossi stato in mala fede avrei usato parole accattivanti nei vostri confronti. Non l'ho fatto perché nessuno voleva offendere o mancare di rispetto a nessuno. La fascia da capitano rappresenta la realizzazione dei miei sogni di bambino, la gioia che ho donato prima di tutto alla mia famiglia e poi a me stesso». «Siete voi - aggiunge l'attaccante - che io cerco ogni domenica appena faccio gol, è il Vostro abbraccio che io cerco per primo. perché io amo l'Inter. Fra pochissimo scenderò in campo quindi non posso più dilungarmi. Spero che avrete compreso quanto importanti siete per me e quanta stima e quanto Amore nutra per voi anche se deciderete di fischiarmi. Vi chiedo solo una cosa da Capitano: state vicini all'Inter come avete sempre fatto, io e i miei compagni abbiamo bisogno di voi».
Wanda Nara alla tv argentina fiera del suo Maurito
«Essere l'agente di Icardi? Lui mi rende tutto più facile perché il lunedì ottengo il rinnovo del contratto e poi lui la domenica mette due o tre gol in partita... così è tutto più facile!».
Wanda Nara, moglie dell'attaccante dell'Inter Mauro Icardi parla del suo lavoro di agente del capitano nerazzurro in un'intervista al programma "Agarrate Catalina" dell'emittente argentina La Once Diez.
Wanda ha poi parlato di aspetti legati alla sua vita privata e della fine del matrimonio con Maxi Lopez. Una vicenda che secondo lei non è legata alla mancata convocazione di Icardi nella Nazionale argentina: «Non credo sia così, il suo momento arriverà. Quando Mauro comincerà ad andare in nazionale, manterrà il suo posto per parecchi anni. Ha almeno due Mondiali da giocare davanti. Lui è tranquillo, sente che il suo momento arriverà».
A conferma di quanto detto dalla compagna di Icardi arrivano anche, dall'Argentina, le parole del ct dell'Albiceleste Edgardo Bauza, intervistato da Fox Sports. «Se devo chiamare Icardi lo farò - spiega il tecnico -. Però il titolare, la mia priorità, rimane Higuain, che è un giocatore straordinario. I miei 9 sono lui, Pratto e Alario». «E di sicuro - aggiunge Bauza - nessuno in squadra ha mai messo veti su Icardi o anche Tevez. Anzi, io ho sempre avuto un debole per Carlitos, e lo sto aspettando perché potrà essere molto utile alla nazionale».
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DAL WEB:
References
- ^ on queste parole su Instagram (www.instagram.com)
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