«Con Dario Fo l'Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese». Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è tra i primi a commentare la morte del drammaturgo, ultimo italiano a vincere il Nobel per la letteratura, morto proprio nel giorno in cui il riconoscimento viene assegnato. «La sua satira, la ricerca, il lavoro sulla scena, la sua poliedrica attività artistica restano l'eredità di un grande italiano nel mondo. Ai suoi familiari il cordoglio mio personale e del governo italiano», dice ancora Matteo Renzi.
Il cordoglio del M5s
Ma in breve tempo si moltiplicano le reazioni del mondo delle istituzioni, della cultura, dello spettacolo. E della politica. In primis da parte del Movimento 5 Stelle di cui Dario Fo è stato, fin dall'inizio, un importante punto di riferimento. Così il drammaturgo viene ricordato in un post su blog di Beppe Grillo. «Oggi se ne è andato Dario Fo. Lo ricordiamo con il suo intervento dal palco di piazza Duomo il 19 febbraio 2013, quando ci disse con la sua potente voce: "Fatelo voi!". Sarai sempre con noi Dario». Poi un tweet commosso: «Dario è morto dipingendo con la mente il grigiore dei protocolli di un ospedale, sorridendo. Ciao Dario!». Poco prima era stata la deputata e componente del direttorio del M5s, Carla Ruocco, a sottolineare: «Con grande tristezza apprendo della morte di un gigante della cultura italiana, guida morale del M5S». «La mort e di Dario Fo priva il Paese di una grande voce critica, una guida civile e spirituale. Ma priva pure il M5S di un punto di riferimento fondamentale, un compagno di viaggio allegro, geniale e profondo. Esprimiamo il nostro cordoglio più sentito per la scomparsa del premio Nobel e la nostra vicinanza al figlio Jacopo e a tutti coloro che, come noi, volevano tanto bene al grande maestro», è la nota ufficiale del gruppo parlamentare del M5S. «Dario Fo è tornato dalla sua Franca e di questo dovremmo tutti rallegrarci. Ma qui ha lasciato un vuoto incolmabile. #CiaoDario», scrive invece Filippo Nogarin, sindaco pentastellato di Livorno. «L'uomo più libero, anticonformista e con più voglia di vivere che abbia mai conosciuto. Adesso starà ridendo di coloro che in queste ore provano ad etichettarlo. Auguro a tutti una vita come la sua. Che privilegio averlo conosciuto. Buon viaggio Dario», scrive su Facebook Alessandro Di Battista . «Ci hai fatto amare, emozionare, riflettere, e ci hai insegnato che le idee possono essere il più prezioso dei doni», dice la sindaca di Torino Chiara Appendino. E anche il vicepresidente della Camera e deputato M5s Luigi Di Maio ricorda: «Più che una guida era uno di noi, era proprio un sostenitore, un attivista nobile. C'era sin dall'inizio, dal 2008-2009, era amico di Gianroberto Casaleggio».
Brunetta controcorrente: «Non mi è mai piaciuto»
Cordoglio e commozione anche dagli esponenti politici. Mentre si moltiplicano le dichiarazioni di stima e i ricordi più vari, assolutamente controcorrente è il commento di Renato Brunetta. «Quando muore una persona, ovviamente, cordoglio. Però, nessuna ipocrisia. Dario Fo non mi era mai piaciuto, l'ho considerato sempre un uomo violentemente di parte, un uomo che violentemente ha diviso il Paese - dice il capogruppo FI alla Camera parlando a Radio Anch'io su Radio Uno - Ricordo a tutti le polemiche che ci furono quando gli venne assegnato il Nobel. Nessuna ipocrisia, io non sono un ipocrita. Nei miei confronti si è espresso in maniera razzista, facendo riferimento - rammenta - alla mia altezza, per esempio. E questo lo dico con grande amarezza e con grande dolore». «Penso che un premio Nobel, un grande uomo come viene descritto non doveva far polemiche con avversari politici usando questi strumenti o questi schemi mentali. Io dico - conclude - pace all'anima sua, onore a Dario Fo che è morto, perché sono diverso da lui e sono diverso dalla sua cultura».
Anche Matteo Salvini ricorda Fo tra luci e ombre. «È morto Dario Fo, bravo artista, una preghiera. Per lui io e i leghisti eravamo razzisti, egoisti, ignoranti? Vabbè, acqua passata, non porto rancore, doppia preghiera».
Il dolore di Fazio
La scomparsa di Dario Fo è un lutto ovviamente anche per il mondo della cultura e dello spettacolo. «Con Dario Fo abbiamo perso una parte di noi. E mai come questa volta è difficile stare allegri», commenta a stretto giro dalla diffusione della notizia il conduttore televisivo Fabio Fazio che affida le sue dichiarazioni e il suo dolore per la perdita di Fo a un tweet.
«Oggi è morto il più allegro premio Nobel della letteratura di ogni tempo. Al posto di una lacrima gli si deve un sorriso», scrive in un tweet Erri de Luca. Commosso anche il ricordo che Roberto Saviano affida a Facebook: «Non c'è intellettuale, poeta, scrittore, drammaturgo, attore cui io sia più legato che a Dario Fo. E gli sono debitore per l'appoggio e la protezione. Dario Fo e Franca Rame non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno e la loro vicinanza. Mi sono stati incondizionatamente vicini. Amici veri, famiglia che, nonostante la mancanza di assiduità, è sempre stata attenta a quello che mi accadeva. Sempre pronta, anche con un semplice sms, a dimostrarmi che non ero solo, che loro due c'erano».«Non avremo mai più uno come lui, non ci sarà mai nessuno come Dario Fo - dice invece Pippo Baudo - Ha inventato un nuovo modo di fare teatro, un nuovo linguaggio. Abbiamo perso un grande� �.
Quell'incrocio con Fiorello: «Ci siamo divertiti tantissimo»
«Ho lavorato con lui per Joan Padan», ricorda Fiorello. «È stato un bel momento della mia vita. Mai mi sarei aspettato di lavorare al fianco del maestro. Invece è successo. Mi diresse nel doppiaggio e ci divertimmo molto. Si scherzava sul fatto che il Padan fosse doppiato da un Siciliano! ».
Le reazioni politiche
In breve tempo si moltiplicano anche le reazioni politiche. «La scomparsa di Dario Fo ci colpisce nel profondo. Perdiamo uno dei più grandi rappresentanti della letteratura, del teatro e della cultura milanese e italiana. Fo è stato uno dei migliori interpreti della storia del nostro tempo. Milano non dimenticherà i suoi insegnamenti», commenta il sindaco di Milano Giuseppe Sala . «Dario Fo è cultura infinita. La sua morte lascia un vuoto incolmabile da altri», commenta il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. «Solo la sua arte - aggiunge il sindaco - può colmare la fine terrena. Dario Fo è eterno». «Con la scomparsa di Dario Fo Milano e la Lombardia, oltre che il Paese, dicono addio non solo a una indiscutibile figura di spicco del panorama culturale internazionale, ma anche a un grande cultore e divulgatore delle lingue locali», è invece il ricor do di Fo, affidato a una nota, del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni insieme all'assessore regionale alle Culture Cristina Cappellini.
«Difficile parlare dell'Italia senza pensare a #DarioFo. La sua arte non ha mai servito padroni. Grazie, hai reso questo paese più libero», commenta invece Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra Italiana alla Camera. «Ha rinnovato teatro, letteratura, cinema e tv parlando a tutti. Lascia un patrimonio culturale immenso di cui saremo sempre grati», sono invece le parole di Ettore Rosato, capogruppo Pd al Senato .
Commozione e riconoscimento istituzionale
«La sua storia parla da sola, la storia di una persona che trasmetteva allegria e una straordinaria carica di contestazione», dice il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, commentando - dai microfoni di Radio Anch'io - la scomparsa di Fo. «Ci ha lasciato il Grande Dario Fo. Negli occhi ho ancora la sua gioia mentre descriveva ogni suo oggetto all'apertura del Museo Fo di Verona», è il tweet del ministro della cultura Dario Franceschini, che posta una foto di lui con il premio Nobel scattata pochi mesi fa.
Intanto l'aula del Senato, i cui lavori erano presieduti da Linda Lanzillotta, ha ricordato con un minuto di silenzio, cui ha fatto seguito una serie di interventi, la scomparsa del drammaturgo.
13 ottobre 2016 (modifica il 13 ottobre 2016 | 14:32)
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