Sabtu, 15 Oktober 2016

Sondaggi USA 2016: Hillary Clinton dilaga su Donald Trump - International Business Times Italia

Mancano 23 giorni alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti e gli ultimi sondaggi non vedono molto bene il candidato repubblicano Donald Trump, che nelle ultime settimane ha dovuto affrontare i peggiori scandali della sua corsa elettorale fino a questo momento.

A seguito del video del 2005[1] che lo mostrava affermare cose profondamente sessiste e offensive nei confronti delle donne e dopo aver perso il secondo dibattito fra candidati presidenti contro Hillary Clinton, anche se questa volta di misura[2], i consensi di Donald Trump si sono ridotti al 39,1% secondo RealClearPolitics.com[3] in una corsa a quattro in cui sono compresi anche il candidato del partito libertario Gary Johnson e la candidata dei Verdi Jill Stein.

I primi tentativi di tirarsi fuori dal pantano non hanno portato i risultati sperati per Trump. Il miliardario repubblicano ha infatti deciso di ritornare alla retorica forte (nonché alle bugie più spericolate) nel tentativo di guadagnare consensi. Sull'efficacia di questa strategia ci sarebbe abbastanza da discutere: fare la voce grossa può certamente essere utile per vincere le primarie del partito, in cui vota l'elettorato più polarizzato, tuttavia la campagna nazionale è molto diversa e gli elettori indecisi sono solitamente moderati e potrebbero essere spaventati da una retorica eccessivamente spinta.

In altre parole nelle ultime settimane Trump ha serrato i ranghi di quel 35% di elettori che voterà sempre e comunque il candidato repubblicano, a prescindere da quello che dice o fa, ma purtroppo per Trump questo non è abbastanza per vincere le elezioni.

Hillary Clinton intanto vola al 44,4% (sui massimi degli ultimi mesi, come si vede nel grafico sottostante), e le sue possibilità di vittoria si allargano di molto. Clinton sta facendo valere la sua esperienza limitandosi ad amministrare il vantaggio e lasciando che il suo avversario si cucini da solo. Fino ad ora anche le rivelazioni di Wikileaks non hanno portato a grossi problemi. Da un lato l'opinione pubblica è distratta dalle questioni di Trump (ben più "succose", visto che parliamo di scandali più o meno sessuali), dall'altro le email rilasciate dal sito di Julian Assange[4] non hanno rivelato nulla che già non si sapesse o si sospettasse: non hanno sp ostato voti, insomma.

Elezioni USA Sondaggi 15 ottobre Media nazionale per le presidenziali USA 2016 aggiornata al 15 ottobre  RealClearPolitics.com

Pur essendo in grande vantaggio nella media nazionale, ricordiamo nuovamente che negli Stati Uniti non vince necessariamente il candidato che raccoglie il maggior numero di voti su tutto il paese, bensì quello che vince il maggior numero di Grandi Elettori che vengono assegnati singolarmente da ogni Stato. È comunque interessante vedere come evolve la media nazionale perché, se escludiamo il caso del 2000 in cui Al Gore perse la presidenza pur vincendo il voto nazionale, sono quasi 130 anni che chi vince il voto popolare vince anche la Casa Bianca.

In particolare è necessario andare a vedere che cosa sta succedendo negli Stati più incerti, ovvero gli stati in bilico o Battleground States. In questo articolo vedremo come stanno andando le cose in Florida, Ohio, Georgia, North Carolina, Colorado e Pennsylvania.

FLORIDA

Lo stato più importante è sempre la Florida, che assegna ben 29 delegati: il Sunshine State è fondamentale soprattutto per Trump, che vedrebbe quasi azzerate le sue possibilità di vittoria se dovesse perdere questa battaglia.

Clinton allunga il vantaggio su Trump al +2,9%, ma siamo ancora all'interno del margine di errore. In Florida Clinton è stata in forte vantaggio per mesi da questa estate, ma dopo le difficoltà di settembre è ritenuta nuovamente in risalita grazie agli eventi che hanno caratterizzato l'inizio di ottobre. Trump, di contro, appare in lieve declino. Nel 2012 lo Stato fu conquistato da Barack Obama.

Elezioni USA Sondaggi 15 ottobre Florida Media sondaggi al 15 ottobre per le elezioni presidenziali USA 2016 in Florida  RealClearPolitics.com

OHIO

L'altro Stato di cui sarà importante seguire l'esito è l'Ohio, in cui i sondaggi registrano una dinamica simile alla Florida. Clinton è tornata in vantaggio anche nel Buckeye State, che assegna 18 delegati, anche se il vantaggio è minore (+1,6%). Nel 2012 anche l'Ohio diede i propri grandi elettori all'attuale presidente, ed è considerato lo Stato bellwether per eccellenza, ovvero il candidato che vince in Ohio alla fine vince le elezioni: finora gli Ohioans si sono sbagliati solo 2 volte su 30 elezioni dal 1896.

Elezioni USA Sondaggi 15 ottobre Ohio Media sondaggi al 15 ottobre per le elezioni presidenziali USA 2016 in Ohio  RealClearPolitics.com

GEORGIA

In Georgia è disponibile solo un nuovo sondaggio nelle ultime tre settimane, e Trump continua ad essere considerato in buon vantaggio, con un +5,5% che permette di assegnargli i 16 delegati dello Stato. Il Peach State da vent'anni vota per il candidato repubblicano (l'ultimo a vincere i suoi Grandi Elettori fu Bill Clinton nel 1992).

Elezioni USA Sondaggi 15 ottobre Georgia Media sondaggi al 15 ottobre per le elezioni presidenziali USA 2016 in Georgia  RealClearPolitics.com

NORTH CAROLINA

A differenza delle scorse settimane, in cui Clinton e Trump erano appaiati, al momento la corsa è più favorevole a Hillary Clinton, anche qui in vantaggio del 2,9% (e quindi sempre all'interno del margine di errore) secondo le medie di RealClearPolitics.com. Sarà forse uno dei nodi più complicati da sciogliere ed uno dei campi di battaglia più delicati: fra le altre cose (fra cui una controversa legge "anti-gay" sui bagni che ha portato molte aziende a disinvestire nello Stato) il North Carolina sta adottando provvedimenti che rendono più complicata la partecipazione al voto per i non bianchi (neri, specialmente). È uno stato tradizionalmente repubblicano, ma i cambiamenti demografici (ovvero la crescita delle "minoranze") lo stanno rendendo uno Stato in bilico.

Il Tar Heel State assegna 15 grandi elettori e nel 2012 fu vinto dal repubblicano Mitt Romney, mentre nel 2008 prevalse Obama di appena 0,8 punti.

Elezioni USA Sondaggi 15 ottobre North Carolina Media sondaggi al 15 ottobre per le elezioni presidenziali USA 2016 in North Carolina  RealClearPolitics.com

COLORADO

Rispetto alla scorsa rilevazione in Colorado è stato effettuato soltanto un altro sondaggio, che vede Clinton e Trump appaiati. I sondaggi precedenti, in ogni caso, vedono prevalere di molto Hillary Clinton, ma va considerato che il campione di coloro che hanno partecipato a questi ultimi sondaggi è più ridotto  rispetto all'ultimo sondaggio disponibile. Situazione tutt'altro che definita, dunque.

Il Centennial State assegna 11 delegati e nel 2012 andò con Obama.

Elezioni USA Sondaggi 15 ottobre Colorado Media sondaggi al 15 ottobre per le elezioni presidenziali USA 2016 in Colorado  RealClearPolitics.com

PENNSYLVANIA

In Pennsylvania, nei mesi scorsi ritenuto uno dei possibili campi di battaglia tra Clinton e Trump, la situazione nelle ultime settimane si è decisamente definita. Al momento Clinton raccoglie il 47,2% dei consensi contro il 38,8% di Trump, un vantaggio quindi dell'8,4 % nelle medie di RealClearPolitics. Si tratta di un vantaggio ben oltre il margine di errore e che permetterebbe di assegnare con tranquillità i 20 delegati del Keystone State, che nel 2012 andarono a Barack Obama.

Elezioni USA Sondaggi 15 ottobre Pennsylvania Media sondaggi al 15 ottobre per le elezioni presidenziali USA 2016 in Pennsylvania  RealClearPolitics.com

LA CONTA DEI GRANDI ELETTORI

Dei 13 stati che non pendono decisamente da un lato o dall'altro, allo stato attuale delle cose soltanto tre sono propensi a dare i propri delegati ha Donald Trump, e a Clinton ne servono molti meno per portare a casa l'elezione, se si votasse oggi.

Per questa ragione la conta dei delegati secondo RCP continua ad essere molto favorevole a Hillary Clinton, che può contare su 115 delegati sicuri, 40 probabili e 101 provenienti dagli Stati in cui ha un buon vantaggio. Donald Trump, invece, ha 49 delegati sicuri, 41 probabili e 80 possibili. In totale Clinton potrebbe contare attualmente su 256 delegati (erano 205 nella precedente rilevazione) contro i 170 di Trump (erano 165), con altri 112 da assegnare. Ne occorrono 270 per vincere la corsa alla Casa Bianca e Clinton, se si votasse oggi, sarebbe letteralmente a un passo dalla vittoria.

Il New York Times, che prende in considerazione molti siti che fanno analisi delle rilevazioni elettorali, ritiene che Clinton possa contare su 272 delegati in qualche modo probabili contro i 163 di Trump.

Se proviamo (per gioco) ad assegnare i 112 delegati rimanenti in base a come gli Stati hanno votato storicamente e in base ai sondaggi, che comunque non sono particolarmente affidabili e spesso sono all'interno del margine di errore, Hillary Clinton dovrebbe conquistare 340 (erano 322) delegati contro i 198 di Donald Trump: se si votasse oggi, infatti, Clinton guadagnerebbe l'Ohio con i suoi 18 delegati rispetto alla scorsa rilevazione.

Le cose, insomma, si stanno mettendo molto bene per la candidata democratica, ma bisogna ricordare che Clinton era nella stessa situazione lo scorso agosto, e alcuni inciampi avevano portato ad una significativa riduzione del suo vantaggio rispetto a Trump. Mancano ancora diverse settimane alla fine delle elezioni ed è molto probabile che ci saranno nuovi colpi di scena sia da un lato che dall'altro della barricata. Trump, soprattutto, ha annunciato di voler "rilasciare le briglie" della sua campagna, promettendo una retorica molto più dura rispetto a quella più "presidenziale" (sulla quale, va detto, ha ben poche speranze di battere Clinton, probabilmente la candidata più "titolata" ed esperta per la presidenza nella storia degli USA)

Il sito FiveThirtyEight di Nate Silver, che negli ultimi cicli elettorali è riuscito a prevedere con ottima precisione l'esito delle elezioni, assegna attualmente a Clinton l'82%% di possibilità di vittoria, riportandosi dunque sui massimi dello scorso agosto. Nate Silver assegna a Hillary Clinton 322 delegati contro i 216 di Donald Trump, ed è una delle stime più pessimiste per i democratici.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

L'ultimo dibattito fra Clinton e Trump organizzato dalla non-profit Commission on Presidential Debates avrà luogo il 19 ottobre alla University of Nevada, Las Vegas a Paradise, in Nevada, e avrà lo stesso format del primo dibattito: in novanta minuti i candidati dovranno rispondere alle domande del moderatore. Il moderatore sarà Chris Wallace di Fox News.

Gli argomenti scelti sono sei, che quindi avranno (in teoria) 15 minuti di spazio ciascuno. Gli argomenti sono debito e trasferimenti, immigrazione, economia, Corte Suprema, questioni calde in politica estera e idoneità ad essere presidente. Non è detto che l'ordine che verrà seguito sarà quello appena elencato, ed è possibile che la cronaca dei giorni precedenti al dibattito porti ad un cambiamento degli argomenti.

Ogni candidato avrà due minuti per rispondere alle domande del moderatore sull'argomento cui il segmento è dedicato. Nei successivi 9 minuti circa i candidati dovrebbero continuare la discussione su tale argomento, con il moderatore a facilitare il dibattito e a tentare di impedire che i due candidati comincino a discutere di tutt'altro o, caso piuttosto probabile, che inizino a beccarsi tra di loro. Il pubblico potrà farsi sentire soltanto all'inizio e alla fine del dibattito (ma è possibile che la regola del silenzio venga infranta, come al solito, in momenti particolarmente caldi del dibattito).

Un quarto dibattito aperto è stato organizzato dalla non-profit Free & Equal Debates per il 25 ottobre presso la University of Colorado a Boulder, Colorado: sono stati invitati tutti i candidati alla presidenza (compresi quindi il governatore del New Mexico Gary Johnson per il Partito Libertario e la dottoressa Jill Stein del Massachusetts per il Partito dei Verdi). È probabile che sia Clinton che Trump declineranno l'invito, come hanno fatto Obama, Mitt Romney e John McCain nel 2012 e nel 2008, a meno che non avranno un disperato bisogno di esposizione mediatica: questo dibattito, infatti, potrebbe vedere la presenza di una mezza dozzina di candidati (visto che saranno presenti anche esponenti di partiti minuscoli) e trasformarsi in un pollaio inutile per i maggiori candidati alla presidenza.

References

  1. ^ video del 2005 (it.ibtimes.com)
  2. ^ anche se questa volta di misura (it.ibtimes.com)
  3. ^ RealClearPolitics.com (www.realclearpolitics.com)
  4. ^ le email rilasciate dal sito di Julian Assange (it.ibtimes.com)

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