Sotto accusa è finito nuovamente il capitano di vascello Giovanni Di Guardo, 56 anni, comandante della base di Maricommi di Taranto (finito in manette in flagranza per corruzione[1] la sera del 14 settembre con l'imprenditore Vincenzo Pastore, sindaco di Roccaforzata). Custodia cautelare anche per la sua compagna Elena Corina Boicea, sui cui conti correnti sarebbero transitate le tangenti offerte dagli imprenditori per aggiudicarsi le gare d'appalto. Misura cautelare anche per l'imprenditore Vitantonio Bruno, 39 anni, già arrestato il 22 settembre scorso assieme al padre, alla moglie e alla sorella per bancarotta fraudolenta, false fatturazioni, dichiarazioni irregolari e truffa ai danni di enti pubblici (tra i quali la stessa Marina militare). In carcere anche gli imprenditori Valeriano Agliata, Giovanni Perrone, Paolo Bisceglia e Piero Mirimao.
La Marina militare aveva mandato Di Guardo a Taranto per fare pulizia nella base di Maricommi dopo lo scandalo delle ta ngenti imposte agli imprenditori e gli arresti di alti ufficiali: dopo qualche mese anche lui è stato arrestato mentre riceveva da Pastore una bustarella per pilotare una gara d'appalto da 11 milioni di euro per l'aggiudicazione di un maxiappalto per le pulizie nelle basi navali di Taranto e Napoli. Dopo gli interrogatori e la conferma della misura cautelare per i due, la guardia di finanza ha arrestato anche il braccio destro dell'ufficiale, il tenente di vascello Francesco Mola, 31 anni, responsabile dell'ufficio contratti della direzione di commissariato a Taranto, accusata di concorso in corruzione e turbativa d'asta.
Insieme con Di Guardo, la giovane ufficiale avrebbe incontrato Pastore per taroccare la gara d'appalto e sostituire il progetto presentato dall'imprenditore con un migliorato alla luce delle altre offerte ricevute. Uno scenario, quello dei rapporti tra imprenditori e direttore di Maricommi, che il gip definisce "avvilente" nell'ordinanza di custodia caut elare.
Il 25 novembre il gup deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio del pm Maurizio Carbone per 11 imputati coinvolti nell'inchiesta sul sistema del 'dieci per cento', accusati di concussione per aver imposto la
References
- ^ (finito in manette in flagranza per corruzione (bari.repubblica.it)
- ^ tangenti (www.repubblica.it)
- ^ provincia Taranto (www.repubblica.it)
- ^ Giovanni Di Guardo (www.repubblica.it)
- ^ Vincenzo Pastrore (www.repubblica.it)
- ^ Elena Corina Boicea (www.repubblica.it)
- ^ Vitantonio Bruno (www.repubblica.it)
- ^ Valriano Agliata (www.repubblica.it)
- ^ Giovanni Perrone (www.repubblica.it)
- ^ Paolo Bisceglia (www.repubblica.it)
- ^ Piero Mirimao (www.repubblica.it)
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