Kamis, 06 Oktober 2016

Taranto, tangenti per gli appalti della Marina militare: altri 9 arresti, c'è anche un carabiniere - La Repubblica

TARANTO - Nuova ondata di arresti nell'ambito dell'inchiesta sulle tangenti per gli appalti della Marina militare. Gli uomini della guardia di finanza hanno eseguito nove ordinanze di custodia cautelare (otto in carcere e una ai domiciliari) - le accuse vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione e turbativa d'asta firmate - dal gip Valeria Ingenito su richiesta del sostituto procuratore Maurizio Carbone. In manette cinque imprenditori e un dipendente civile della Marina militare. Ai domiciliari un sottufficiale dei carabinieri accusato di rilevare segreti sulle indagini.
 
Sotto accusa è finito nuovamente il capitano di vascello Giovanni Di Guardo, 56 anni, comandante della base di Maricommi di Taranto (finito in manette in flagranza per corruzione[1] la sera del 14 settembre con l'imprenditore Vincenzo Pastore, sindaco di Roccaforzata). Custodia cautelare anche per la sua compagna Elena Corina Boicea, sui cui conti correnti sarebbero transitate le tangenti offerte dagli imprenditori per aggiudicarsi le gare d'appalto. Misura cautelare anche per l'imprenditore Vitantonio Bruno, 39 anni, già arrestato il 22 settembre scorso assieme al padre, alla moglie e alla sorella per bancarotta fraudolenta, false fatturazioni, dichiarazioni irregolari e truffa ai danni di enti pubblici (tra i quali la stessa Marina militare). In carcere anche gli imprenditori Valeriano Agliata, Giovanni Perrone, Paolo Bisceglia e Piero Mirimao.
 
La Marina militare aveva mandato Di Guardo a Taranto per fare pulizia nella base di Maricommi dopo lo scandalo delle ta ngenti imposte agli imprenditori e gli arresti di alti ufficiali: dopo qualche mese anche lui è stato arrestato mentre riceveva da Pastore una bustarella per pilotare una gara d'appalto da 11 milioni di euro per l'aggiudicazione di un maxiappalto per le pulizie nelle basi navali di Taranto e Napoli. Dopo gli interrogatori e la conferma della misura cautelare per i due, la guardia di finanza ha arrestato anche il braccio destro dell'ufficiale, il tenente di vascello Francesco Mola, 31 anni, responsabile dell'ufficio contratti della direzione di commissariato a Taranto, accusata di concorso in corruzione e turbativa d'asta.

Insieme con Di Guardo, la giovane ufficiale avrebbe incontrato Pastore per taroccare la gara d'appalto e sostituire il progetto presentato dall'imprenditore con un migliorato alla luce delle altre offerte ricevute. Uno scenario, quello dei rapporti tra imprenditori e direttore di Maricommi, che il gip definisce "avvilente" nell'ordinanza di custodia caut elare.
 
Il 25 novembre il gup deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio del pm Maurizio Carbone per 11 imputati coinvolti nell'inchiesta sul sistema del 'dieci per cento', accusati di concussione per aver imposto la

tangente a percentuale fissa ad alcuni imprenditori minacciando di escluderli dalle gare o ritardare i pagamenti. Rischiano il processo il predecessore di Di Guardo, l'ex direttore della base Fabrizio Germani, assieme agli ex vicedirettori Marco Boccadamo, Giuseppe Coroneo e Riccardo Di Donna e agli ex comandanti del 4° e 5° reparto Roberto La Gioia (arrestato in flagranza dai carabinieri a marzo 2014 mentre intasca una tangente), Giovanni Cusmano, Alessandro Dore e Giovanni Caso.

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