Minggu, 09 Oktober 2016

Trump Clinton: il fuorionda sessista, le tasse, le email al centro del duello - Corriere della Sera

«Bill Clinton mi ha stuprata, Hillary Clinton mi ha minacciata», ha detto Juanita Broaddrick, affermando che non c'è «confronto» con quello che Donald Trump ha detto in un fuorionda del 2005 che ha fatto scandalo per le dichiarazioni misogine e volgari del candidato repubblicano alla Casa Bianca. Con una conferenza stampa a sorpresa in cui apparivano Broaddrick e altre due donne — Paula Jones e Kathleen Willey — che hanno accusato l'ex presidente di violenze sessuali, Trump è passato al contrattacco già prima dell'inizio del dibattito di St. Louis con la rivale democratica. Accanto a Broaddrick c'era Kathy Shelton, che aveva 12 anni quando fu stuprata da un 41enne in Arkansas nel 1975— Hillary Clinton era l'avvocato difensore dello stupratore. Poco dopo i due candidati sono entrati nella sala del dibattito, dove non si sono stretti la mano prima di iniziare a rispondere alle domande dei cit tadini. I moderatori sono sembrati molto più attivi del previsto nel controllare i temi, ma anche equilibrati nel porre domande critiche a entrambi i candidati, a volte sulla base dei quesiti giunti via internet dagli americani. Trump è parso assai più in forma che nel primo dibattito, ma Hillary è sembrata pronta a uno scontro più duro.

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Lo scandalo del video «sessista» del 2005

Mancano 30 giorni al voto dell'8 novembre. Questo secondo dibattito con il formato «town hall» prevede che le domande siano poste da cittadini «indecisi» selezionati da Gallup ma dopo la prima domanda di una cittadina sul «tono giusto per i bambini della nazione», sono stai i moderatori Anderson Cooper e Martha Raddatz a portare il dibattito sul video del 2005. Trump si è difeso dicendo che non va fiero di quei «discorsi da camerino», ma ha evitato di rispondere direttamente alla domanda se abbia mai palpeggiato e sessualmente abusato di donne, ma «quando hai l'Isis, guerre e massacri nel mondo» non sono queste le questioni centrali per l'elettorato. Era il momento che Hillary Clinton aspettava: lo ha attaccato facendosi non solo paladina delle donne ma del rispetto della diversità: «Lo abbiamo visto insultare le donne, dar voti alle donne da uno a dieci, imbarazzare le donne in tv e su Twitter. Ma non è solo questo video sulle donne, ha attaccato immigrati, ispanici, persone con disabilità». Ma Trump replica: «Sono solo parole» e attacca i commentatori per la prima di una serie di volte durante il dibattito, sostenendo che non lo fanno parlare e lo interrompono. Clinton comunque ha evitato di parlare delle infedeltà di Bill: alle accuse del rivale ha detto solo «Così tante cose di ciò che hai detto non sono vere», si è limitata a commentare prima di cambiare discorso.

Le email di Hillary

Trump è stato più efficace quando ha portato il discorso sulle accuse contro Hillary Clinton per le email «scomparse» e cancellate quando era segretario di Stato. Ha promesso un'inchiesta, se eletto presidente, e accusato i repubblicani al Congresso per non aver fatto di più: proprio quello che chiede la «base» del partito frustrata con l'establishment. Il pubblico è sembrato pro-Trump, con applausi quando il candidato repubblicano ha detto che la rivale dovrebbe essere in carcere. La candidata democratica si è ritrovata sulle difensive. La strategia di Donald sembrava essere quella di provocarla, ma lei sembrava «addestrata» proprio a cercare in ogni modo di no n lasciarglielo fare. Hillary ha cercato di mantenere il discorso come una comunicazione con il pubblico e non un battibecco con il rivale.

Assistenza sanitaria

La seconda domanda di uno dei cittadini in sala riguarda «Obamacare», la riforma sanitaria di Obama, che Trump ha attaccato: «Dobbiamo cancellarla e sostituirla con qualcuno di poco costoso e che funziona». «Tenere i costi bassi ed estendere l'assistenza sanitaria» invece sono le priorità di Hillary, una risposta argomentata, più di quella di Donald, ma dati i problemi del sistema in questo momento resta da vedere quanti ne saranno persuasi. Non è riuscita, soprattutto, a citare storie di persone in carne e ossa influenzate positivamente dalla riforma.

I musulmani, l'immigrazione, la sicurezza

La terza domanda è giunta da una cittadina musulmana, e riguarda il problema dell'islamofobia. Trump ha risposto a lei, ma anche (e forse soprattutto) al pubblico a casa, spiegando che c'è un problema e i musulmani devono essere più disposti a denunciare i «terroristi islamici». Ha accusato Hillary e Obama di non avere il coraggio di pronunciarne il nome. Clinton ha definito «di vedute ristrette e pericoloso» il razzismo del rivale, se davvero si vogliono includere i musulmani americani e le nazioni del Medio Oriente nella lotta contro «gli estremisti violenti e jihadisti». Ha sottolineato: «Non siamo in guerra con l'Islam». Alla domanda della moderatrice se il bando sull'ingresso dei musulmani nel Paese, Trump ha cercato di cambiare discorso difendendo a sorpresa il veterano musulmano Hymayun Khan del quale mesi fa aveva criticato i familiari, ma costrett o a rispondere ha replicato che «un attento esame» degli immigrati è necessario contro il terrorismo.

Wikileaks, poi le tasse

Difficile per Hillary la domanda su Wikileaks le cui rivelazioni mostrano che ha detto che è importante per i politici avere posizioni private e pubbliche diverse sulle questioni in gioco. Ma il suo rivale non ha saputo usare la questione per attaccarla in modo efficace. Difficile per Trump l'argomento delle tasse, dato che non ha pubblicato la dichiarazione dei redditi. Ha per la prima volta ammesso che, come rivelato dal New York Times, grazie ad una perdita di oltre 900 milioni ha evitato di pagarle per anni ma poi ha comunque promesso che cambierà la legge anche se questo lo danneggerà. Ha accusato Clinton di non averlo fatto quando era senatrice perché anche «i suoi amici» approfittano delle debolezze del sistema per pagare di meno. Clinton ha replicato che lui taglierà le tasse per i ricchi e le corporation, ma non per i cittadini comuni.

La guerra in Siria

Una domanda sulla Siria e la politica di Obama ha messo in difficoltà Hillary, poiché non era d'accordo con la visione del presidente, ma non può contraddirlo apertamente. «Armare i curdi», è una risposta trita e ritrita. Trump invece ha sorpreso tutti i commentatori dicendo di non essere d'accordo — anzi di non aver nemmeno parlato — con Mike Pence, il suo vice, sulla strategia per la Siria (Pence aveva detto di voler colpire Assad e criticato Putin). Trump ha chiarito invece che la priorità è distruggere l'Isis e in questo momento Assad, la Russia e l'Iran stanno colpendo l'Isis.

Unire o dividere il Paese

Solo a dieci minuti dalla fine, Hillary Clinton ha chiamato in causa la prima storia personale di un bambino, figlio di immigrati etiopi, che le ha chiesto se Trump lo rimanderebbe in Etiopia. Ma i commentatori l'hanno portata sulle affermazioni sui sostenitori di Trump che lei in passato ha definito «deplorevoli». «Mi dispiace per aver parlato così — si è scusata la candidata democratica — perché in realtà non ce l'ho con i suoi sostenitori ma con lui, per la campagna piena d'odio che ha condotto».. «Abbiamo un paese diviso», ha ribattuto Trump. «Credetemi, lei ha un grande odio nel cuore, ha usato la parola deplorevoli e ha detto di peggio: che non possono dirimersi».

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Le domande finali

Sulle nomine dei giudici della Corte suprema (argomento importante per molti elettori), Clinton ha spiegato che sceglierà persone con esperienza che limitino l'influenza incontrollata del denaro delle corporation sulle elezioni, che difendano il diritto all'aborto e al matrimonio (anche gay) e ha aggiunto che crede nel secondo emendamento (il diritto alle armi) - su cui il suo rivale ha concentrato la sua risposta — ma ha sottolineato: «Dobbiamo avere più controlli sulle armi». L'ultima domanda di un cittadino in sala — che chiede se ci sia qualcosa che Clinton e Trump rispettano l'uno dell'altra, la candidata democratica ha replicato: «Rispetto i suoi figli, capaci e devoti e non sono d'accordo con nient'altro di quel che dice ma questo lo rispetto. Come madre e nonna è importante per me», ma ha ricordato che quel che è in ballo in questa elezione è cruciale. Le ha fatt o il complimento migliore. «Non molla, è una combattente, anche se non sono d'accordo con quello per cui lotta e i suoi criteri di giudizio credo che questa sia un'ottima dote».

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10 ottobre 2016 (modifica il 10 ottobre 2016 | 04:54)

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