Scontro ai vertici del gruppo. Secondo i due ex dipendenti, la decisione dell'amministratore delegato Marissa Mayer di obbedire alla direttiva federale ha fortemente irritato alcuni dirigenti e ha portato all'addio, nel giugno del 2015, del Chief Information Security Officer Alex Stamos, subito dopo assunto al dipartimento di sicurezza di Facebook. Fu proprio lui s coprire il programma spia all'interno dei server dell'azienda e lo fece distruggere pensando che fosse opera degli hacker. Quando capì che invece si trattava di una scelta deliberata dei vertici, della quale non era stato messo a parte, prese cappello e salutò tutti. "Yahoo è una società di diritto e rispetta le leggi degli Stati Uniti", ha detto la compagnia di Sunnyvale in una breve dichiarazione ufficiale in risposta alle notizie diffuse dalla Reuters, rifiutandosi di fornire ulteriori commenti. Stamos da p arte sua si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni, così come - era prevedibile - hanno fatto i vertici della Nsa, la National Security Agency.
[1][2][3]References
- ^ mezzo miliardo di account piratati dagli hacker (www.repubblica.it)
- ^ vendita a Verizon (www.repubblica.it)
- ^ Datagate (www.repubblica.it)
^ yahoo (www.repubblica.it) - ^ mail (www.repubblica.it)
- ^ datagate (www.repubblica.it)
- ^ privacy (www.repubblica.it)
- ^ Reuters (www.repubblica.it)
- ^ Twitter (www.repubblica.it)
- ^ Merissa Mayer (www.repubblica.it)
- ^ Edward Snowden (www.repubblica.it)
- ^ Alex Stamos (www.repubblica.it)
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