Che Dylan potesse vincere un Nobel era nell'aria da tempo ma in pochi avevano previsto che il comitato potesse decidere di estendere il prestigioso riconoscimento a un genere come la musica 'pop' (nel 2015 il premio è stato assegnato alla bielorussa Svetlana Alexievich per aver creato polifonie che rappresentano "un monumento alla sofferenza e al coraggio del nostro tempo"). Dylan ha conquistato il Nobel a vent'anni esatti dalla sua prima candidatura, è il primo americano dai tempi della scrittrice Toni Morrison nel 1993, e il suo nome da oggi s'inserisce tra quelli di Saul Bellow, John Steinbeck e Ernest Hemingway.
All'epoca Ball spiegò che Dylan era stato proposto "per l'influenza che le sue canzoni e le sue liriche hanno avuto in tutto il mondo, elevando la musica a forma poetica contemporanea". Dai primi anni 2000 il nome di Dylan è stato fatto più volte come possibile candidato, dodici anni fa il suo nome spaccò la giuria dei diciotto membri a vita dell'antica istituzione di Stoccolma. Quello per la letteratura è l'ultimo dei Nobel ad essere annunciato quest'anno. I sei premi saranno consegnati il 10 dicembre, anniversario della morte del fondatore Alfred Nobel, avvenuta nel 1896. Tra i molti riconoscimenti che sono stati conferiti a Dylan vanno menzionati almeno il Grammy Award alla carriera nel 1991, il Polar Music Prize (ritenuto da alcuni equivalente del premio Nobel in campo musicale nel 2000, il Premio Oscar nel 2001 (per la canzone Things Have Changed, dalla colonna sonora del film Wonder Boys, per la quale si è aggiudicato anche il Golden Globe), il Premio Pulitzer nel 2008 (per "il potere poetico delle sue canzoni"), la National Medal of Arts nel 2009 e la Presidential Medal of Freedom nel 2012
Lo fece anche con il presidente degl i Stati Uniti. Nel febbraio del 2010, Dylan si esibì per Barack Obama. Cantò a un evento riservato a pochi The Times They Are A-Changin. "È stato come ci aspettavamo fosse. Non è venuto alle prove. Non ha voluto fare la foto con me", disse allora Obama. Anche quella volta di fronte all'uomo più potente del pianeta, scese dal palco dopo aver distorto la canzone, gli strinse la mano, e andò via senza dire una parola.
Resta un gigante della cultura degli ultimi cinquant'anni. Come ha detto Bruce Springsteen nel discorso a gennaio 1988, alla cerimonia di inclusione nella Rock and Roll Hall of Fame: "Bob ha liberato le nostre menti nello stesso modo in cui Elvis ha liberato il nostro corpo. Ci ha dimostrato che il fatto che questa musica abbia una natura essenzialmente fisica non significa che sia contro l'intelletto".
LEGGI Nobel a Bob Dylan: quel concerto a Parma con Dario Fo in platea[2] La prima riuscita a congratularsi è stata la presidente del Cile Michelle Bachelet. Le reazioni arrivano da tutto il mondo. "È una notizia che mi riempie di gioia, vorrei dire non è mai troppo tardi. Il Nobel assegnato a Dylan non è solo un premio al più grande scrittore di canzoni di tutti i tempi ma anche il riconoscimento definitivo che le canzoni fanno parte a pieno titolo della letteratura di oggi e possono raccontare, alla pari della scrittura, del cinema e del teatro, il mondo e le storie degli uomini", dice Francesco De Gregori. "Sono molto contento che il valore della canzone sia stato riconosciuto a livello internazionale e sia degno di un premio importante come il Nobel. Oggi, finalmente, è a tutti gli effetti una forma d'arte parificata a quella letteraria", dichiara Francesco Guccini. Per Mogol "Dylan ha meritato ampiamente il riconoscimento. Il premio rappresenta una grande ap ertura nei confronti della cultura popolare. Prima del 2000 le accademie non la tenevano nella giusta considerazione, come se fosse l'espressione del popolo bue. Ma, in fondo, anche Dante apparteneva alla cultura popolare".
Un tweet anche dal premier italiano Matteo Renzi e dal Ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini: "Il Nobel per la letteratura a #BobDylan! Il padre della canzone d'autore di tutto il mondo. Il portatore di valori per intere generazioni".
Ma le reazioni più belle in rete sono della gente comune, quella che Dylan ha sempre descritto.
"Non è un atto rivoluzionario. Se si guarda indietro a 2500 anni fa, si incontrano poeti come Omero o Saffo che scrissero testi che dovevano essere interpretati o ascoltati anche con l'accompagnamento di strumenti musicali. Lo stesso accade con Bob Dylan. Noi leggiamo ancora Omero e Saffo e ci piacciono, anche Dylan può e dovrebbe essere letto oggi, perché è un grande poeta".
La saggista e docente universitaria va oltre, entra nel particolare: "Se si vuole iniziare ad ascoltare o leggere la sua poetica si potrebbe partire da Blonde on Blonde, album del 1966 che contiene molti classici ed è uno straordinario esempio del suo brillante modo di mettere insieme i versi e della sua visione delle cose". Danius fa sapere di non essere stata una sua fan ma di David Bowie, e ci tiene a ribad irlo, quella dell'Accademia non è stata una scelta rock'n'roll ma pensata a lungo, era nell'aria. Soffiava nel vento.
References
- ^ giorno della morte di Dario Fo (www.repubblica.it)
- ^ Nobel a Bob Dylan: quel concerto a Parma con Dario Fo in platea (parma.repubblica.it)
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