Fino all'ultimo ha mantenuto il suo spirito da 'giullare' [2 ]che lo ha sempre contraddistinto. Anche durante una cerimonia solenne come quella della consegna del premio Nobel, Fo aveva preparato un discorso che solo lui avrebbe potuto pronunciare: "Alcuni amici miei, letterati, artisti famosi, intervistati da giornali e televisioni, hanno dichiarato: 'Il premio più alto va dato senz'altro quest'anno ai Membri dell'Accademia svedese che hanno avuto il coraggio di assegnare il Nobel a un giullare!'. Eh sì, il Vostro è stato davvero un atto di coraggio che rasenta la provocazione". Solo lo scorso marzo la sua Milano - la città che lo aveva adottato, lui nato a Sangiano, paesino in provincia di Varese, il 24 marzo 1926 - aveva celebrato i suoi 90 anni [3]con una festa pubblica. Ore di canto prima del ricovero. La notizia della sua morte è arrivata in mattinata. Fo si è spento all'ospedale Sacco a Milano. La conferma arriva da fonti ospedaliere. Il maestro era ricoverato nella struttura ospedaliera da diversi giorni: la morte, ha spiegato il suo medico curante, Delfino Luigi Legnani, è stata causata da un'insufficienza respiratoria dovuta a una patologia polmonare di cui era sofferente da anni. "I suoi collaboratori mi hanno detto che qualche giorno prima" dell'aggravarsi delle sue condizioni, Dario Fo "aveva cantato per ore. Una cosa incomprensibile" vista la situazione, ha detto il medico.
Gli amici vicini. Gli amici di sempre, Moni Ovadia, Carlo Petrini, gastronomo e sociologo, anche lui figlio di un ferroviere, a cui il Nobel era legato da 60 anni e dal quale voleva essere ricordato quando fosse giunto il momento della morte, lo scrittore Stefano Benni e il pianista Enrico Intra sono stati accanto a Fo negli ultimi periodi, mentre il leader del M5S Beppe Grillo è stato una delle ultime persone a vedere il drammaturgo prima della morte. "Dario è morto dipingendo con la mente il grigiore dei protocolli di un ospedale, sorridendo. Ciao Dario!", ha twittato. E ancora: "Dario Fo non era semplicemente un uomo libero, era la libertà incarnata".
La camera ardente sarà aperta domani, dalle 15 a mezzanotte, al teatro 'Piccolo Strehler' di via Rivoli (fermata Lanza della metropolitana). Poi sarà riaperta sabato mattina alle 8:30 fino all'ora della cerimonia. In entrambe le occasioni parteciperà una numerosa delegazione 5 Stelle e, con ogni probabilità, Beppe Grillo e Davide Casaleggio.
Moni Ovadia a politici: "Oggi dovreste tacere". Sono dure, nel giorno del dolore, le parole che Moni Ovadia, attore e drammaturgo, tra i più cari amici di Dario Fo, rivolge ai po litici: "Oggi politici e amministratori dovrebbero abbassare la testa, con modestia, e tacere. Il fatto che Dario Fo non abbia avuto un teatro nella sua città, Milano, è sconcio e osceno. La Palazzina Liberty di Milano sarebbe dovuta andare di diritto a lui, che l'aveva occupata e ne aveva fatto un teatro di ribellione in un periodo in cui il potere gli scatenava contro i cani della censura e dell'ossessione - aggiunge Ovadia -. Non sono un credente, ma se ci fosse un 'aldilà' sicuramente anche lì Dario sarebbe uno dei grandi protagonisti e tutti sarebbero contenti di averlo come compagno".
Il cordoglio. Il grande insegnamento di Fo, ricorda il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato il sorriso: "La sua testimonianza, che ricordiamo sempre unita in un sodalizio indistruttibile a quella di Franca Rame, è offerta alle giovani generazioni con quel sorriso e quella voglia di allegria che ha manifestato e che non deve mai abbandonare, anche davanti a momenti difficili...La qualità della sua opera artistica, la capacità di inventare linguaggi e forme nuove di espressività, l'ironia e il sarcasmo, usati per indagare comportamenti e realtà sociali, sono riusciti a superare la soglia dell'eccellenza riscuotendo grandi apprezzamenti, in Italia e nel mondo. Il premio Nobel per la Letteratura, conseguito nel 1997, ha costituito l'alto riconoscimento ai suoi meriti". Addolorato dalla notizia in presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, per il quale "l'eccezionale riconoscimento del Premio Nobel aveva sancito l'universalità della sua arte vicina a grandi esempi dei secoli d'oro della creatività italiana".
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi scrive, in una nota: "Con Dario Fo l'Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro paese. La sua satira, la ricerca, il lavoro sulla scena, la sua poliedrica attività artistica restano l'eredità di un grande italiano nel mondo". L'Aula del Senato, i cui lavori erano presieduti da Linda Lanzillotta, ha ricordato la scomparsa di Fo con un minuto di silenzio.
Su Facebook il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha ricordato Fo come "un giullare fuori dagli schemi: a Dario Fo, insieme alla sua inseparabile Franca, dobbiamo risate, lacrime, riflessioni. Grazie per l'arte che ci ha regalato, immensa e bellissima tanto da essere diventata simbolo dell'Italia nel mondo. Grazie per la sua voce irriverente e impegnata".
"Oggi se ne è andato Dario Fo. Lo ricordiamo con il suo intervento dal palco di piazza Duomo il 19 febbraio 2013, quando ci disse con la sua potente voce: 'Fatelo voi!'. Sarai sempre con noi Dario". Beppe Grillo ricorda il premio Nobel scomparso con un post sul suo blog dal titolo 'Il Movimento 5 Stelle piange Dario Fo' e il video del suo intervento.< /p>
"La scomparsa di Dario Fo ci colpisce nel profondo. Perdiamo uno dei più grandi rappresentanti della letteratura, del teatro e della cultura milanese e italiana. Fo è stato uno dei migliori interpreti della storia del nostro tempo. Milano non dimenticherà i suoi insegnamenti", sono state le parole del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, mentre il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e l'assessore regionale alle Culture Cristina Cappellini sottolineano che "con la scomparsa di Dario Fo Milano e la Lombardia, oltre che il Paese, dicono addio non solo a una indiscutibile figura di spicco del panorama culturale internazionale, ma anche a un grande cultore e divulgatore delle lingue locali".
"Fo amava Milano, ma parlava ai cittadini del mondo, impegnandosi per la crescita culturale e sociale di tutti. Non si contano i suoi spettacoli nei teatri e nelle piazze in Italia e all'estero. Sempre con un pe nsiero originale, sempre dalla parte degli oppressi, contro gli oppressori, i potenti e i prepotenti. Senza nascondersi mai, rivolgendosi a tutte e a tutti, e in particolare ai giovani in cui continuava a credere, malgrado le delusioni. Non temeva le polemiche, anche con gli amici, ma è sempre stato capace di cambiare idea e di trovare, e spesso di proporre, un punto di vista unitario per continuare, insieme, le sue, le nostre battaglie. La sua vita è stata un gioioso impegno di libertà e di generosità, anche nei momenti più tristi, nei momenti più bui. Dario parlava tante lingue: quella del teatro, quella della politica, quella dell'impegno sociale, quella dei diritti. Tante lingue per ricordarci sempre l'importanza della libertà, della giustizia, dei diritti civili e sociali, della dignità di ogni donna e di ogni uomo. Caro Dario, mi mancherai e ci mancherai e, all'Italia, mancherà un artista geniale e straordinario", sono state le parole di saluto dell'ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.
"Con #DarioFo scompare una figura centrale del teatro e della cultura del nostro Paese", ha ricordato la ministra dell'Istruzione Stefania Giannini.
"Ci mancheranno lo sberleffo, la tenerezza e la furia civile di Dario Fo", scrive Nichi Vendola, che lo ricorda come "il poeta degli umili, il teatrante degli oppressi, il giullare che irride ai potenti, il testimone scomodo della cronaca degli abusi contro i popoli, il genio di una comicità che smaschera la natura reale delle cose".
"Per lui io e i leghisti eravamo razzisti, egoisti, ignoranti? Vabbè, acqua passata, non porto rancore, doppia preghiera", è il commento de l segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, su Facebook.
"Addio a Dario Fo, un grande artista e un intellettuale libero che ha dato tanto alla cultura e al dibattito civile delle idee nel nostro Paese", ha scritto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.
"Dario Fo era un amico. Soprattutto era un gigante della scena artistica e letteraria italiana", afferma Jack Lang, ex-ministro della Cultura e attuale direttore dell'Institut du Monde Arabe, ricordando che lui fu il primo ad invitarlo a Parigi nel 1973, quando era direttore del Théâtre national de Chaillot.
Addolorato Roberto Benigni: "È una grande perdita la morte di Dario Fo. Un autore straordinario, innovativo, inimitabile. Un orgoglio del nostro Paese. Tutti gli dobbiamo qualcosa".
"Al di là del Nobel, per la mia generazione è stato una delle grandi figure guida", sono state le parole dello scrittore, Alessandro Baricco.
"Oh Dario. Sono così triste di sapere che te ne sei andato. Non ci sarà mai più nessuno come te. Una bella mente e una bella anima. È un giorno triste. Mi mancherai tanto", scrive su Facebook la pop star Mika, che conosceva e di cui era un grande ammiratore. I due erano stati anche protagonisti di un duetto televisivo in un'intervista alle "Invasioni barbariche" nel gennaio 2014.
References
- ^ premio Nobel (www.repubblica.it)
- ^ Fino all'ultimo ha mantenuto il suo spirito da 'giullare' (www.repubblica.it)
^aveva celebrato i suoi 90 anni (www.repubblica.it)
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