Selasa, 11 Oktober 2016

Bologna: sgombero in via De Maria, scontri tra polizia e manifestanti - La Repubblica

BOLOGNA - E' cominciato stamattina all'alba lo sgombero dello stabile occupato in via Mario De Maria 5, alla Bolognina, dove da più di due anni e mezzo vivono decine di famiglie, italiane e straniere, con diversi minori. Si tratta dell'ultima occupazione abitativa portata avanti dal collettivo Social Log, dopo gli sgomberi dell'ex Telecom e dell'edificio in via di Mura di Porta Galliera. E' si è trasformato in una mattinata di tensione in tutto il quartiere, dietro alla stazione: scontri tra la polizia e gli attivisti che hanno bloccato le strade tra via Matteotti e piazza dell'Unità rovesciando cassonetti. Traffico in tilt.

Gli scontri. All'alba i blindati della polizia e dei carabinieri hanno chiuso le strade agli incroci con via Tiarini e via Niccolò dall'Arca. Anche l'ingresso alla stazione di via Carracci è stato chiuso, tra le proteste dei pendolari. Dalle finestre del palazzo gli occupanti hanno cominciato a gridare "Vergogna, vergogna", mentre in via dei Carracci si è formato un presidio di una trentina di attivisti, dietro allo striscione: "La casa è un diritto". Per la prima volta la stampa è stata allontanata dall'edificio che si sta sgomberando, dove Social Log parla di feriti tra gli occupanti, tra cui donne e bambini. Fuori, a distanza, gli scontri tra la polizia e i manifestanti. Più cariche, la prima paritta in via Carracci, poi in via Matteotti, dove il traffico è stato bloccato da cassonetti gettati in strada. Social Log denuncia che "durante lo sgombero sarebbero stati usati spray urticanti, nonostante la' dentro ci siano minori e persone malate".

Lo sgombero. Sin dalla prima mattina gli occupanti hanno cominciato a urlare dalle finestre: "Vergogna, resisteremo". Verso le dieci è stata liberata dalle forze dell'ordine la prima scala del palazzo. Gli agenti sono entrati dalle finestre degli ultimi piani con autoscale. Gli occupanti hanno lanciato parti di mobili e candeggina dalle finestre. E denunciano: "Ci sono feriti".

Gli attivisti: "Dove sono i servizi sociali?". Sul posto anche i vigili del fuoco, che secondo Social Log avrebbero già aperto il portone principale dello stabile occupato, e la polizia municipale. "Hanno tolto acqua e luce - dice Fulvio di Social Log - stanno tagliando i cancelli dentro il palazzo. Le famiglie sono comunque determinate a resistere. Ci chiediamo dovè l'assessore alla casa Virginia Gieri e dove sono i servizi sociali". La consigliera di Coalizione civica Emily Clancy deuncia che le viene im pedito di assistere alle operazioni di sgombero.
La storia dell'occupazione. Lo scorso luglio - secondo Social Log - all'interno dello stabile, da tempo sotto sequestro da parte della Procura, erano presenti 34 nuclei familiari: circa 120 persone, tra cui 36 minori. Il palazzo di via Mario De Maria 5 è stato occupato il 6 marzo del 2014[1] ed appartiene ai fratelli Baschieri. Quel giorno uno dei proprietari raccontò di essere stato aggredito con un pugno allo stomaco, mentre tentava di chiudere l'ingresso laterale della palazzina per non fare entrare gli occupanti.

Verso la fine del 2014 la proprietà tagliò l'acqua all'ed ificio e il Comune decise di arginare il problema chiedendo ad Hera di rifornire i "nuovi" inquilini con dei sacchetti. Poi nell'aprile del 2015 per risolvere l'emergenza sanitaria il sindaco Virginio Merola firmò un'ordinanza urgente[2] (come avvenne anche per l'ex Telecom occupata) con cui riallacciava l'utenza, scatenando così un vespaio di polemiche perché il provvedimento comunale contrastava con l'articolo 5 del Piano Casa del governo. Una scelta che è costata a Merola e agli assessori Amelia Frascaroli e Riccardo Malagoli l'accusa di abuso d'ufficio da parte della Procura: lo scorso marzo, però, al termine delle indagini i pm Antonello Gustapane e Antonella Scandellari hanno chiesto l'archiviazione per i tre indagati e due settimane fa il gip Mirko Margiocco ha chiesto nuovi "approfondimenti istruttori" prima di prendere una decisione, facendo slittare l'udienza al 24 novembre.

Tra il Comune e i proprietari c'è

stata una lunga trattativa per inserire il palazzo occupato nel "protocollo per l'uso degli edifici inutilizzati" e destinarlo all'emergenza abitativa, ma le due parti sono rimaste sempre distanti e non è mai stato trovato un accordo. Lo scorso anno, il 20 maggio, la Digos e i servizi sociali si erano già presentati in via De Maria per eseguire il provvedimento di sequestro che pende da tempo sull'immobile, ma il tentativo non aveva portato a nulla.

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