Pugno di ferro. Nel 2002 fonda il Partito sociale di Unione nazionale e lascia i conservatori. Ma è con il presidente Alváro Uribe, esponente della destra estrema, che assume il ruolo decisivo di ministro della Difesa. Governa, dal 2006 al 2009, con il pugno di ferro. Infligge forse il colpo più duro alle Farc con l'Operazione Felix in cui viene ucciso il capo militare dell'organizzazione Raul Reyes. Con una trappola ben congeniata, Operazione scacco, riesce ad ingannare i carcerieri di Íngrid Betancourt, sequestrata e tenuta prigioniera nella giungla da sei anni, e la riporta a casa.
La trattativa con le Farc... Sarà l'inizio di un successo politico e di immagine. Sfrutta in modo abile il momento positivo e si candida nel 2010 alla presidenza della Repubblica[3]. Sconfigge, con il 69 per cento dei voti, il rivale del Partito Verde. Governa bene e sposta le sue posizioni sul centro-sinistra. Stima e apprezza Tony Blair, ha una visione moderna e democratica sul futuro della Colombia. Alvaro Uribe, che lo considerava il suo delfino, lo accusa platealmente di tradimento. Lo attacca e cerca, invano, di demolirlo. Soprattutto perché ha accolto la richiesta del nuovo vertice delle Farc, guidato adesso dall'ala politica, di riaprire un tavolo di negoziati dopo 6 anni di guerra durissima. Sostenuto da Norvegia e da Cuba, mette in piedi una trattativa con la guerriglia che durerà quattro anni. Lo appoggiano gli Usa e il Vaticano.
...e l'accordo. Ma San tos si muove su diversi fronti. Raduna oltre 30 capi di Stato a Cartagena de Indias e affronta la piaga del traffico di droga che sta devastando il Centro e parte del Sud America. Lancia nuove proposte, spinge per una liberalizzazione della marijuana. Precede, di qualche anno, scelte che faranno interi Stati nordamericani. Subisce un tumore alla prostata che riesce a curare senza gravi conseguenze. È stanco, ma insiste, deciso, vero la pace. Ci crede, la vuole, la otterrà. Si fida dei suoi uomini, li incalza mentre trattano a Cuba. Partecipa alle sessioni più importanti. Rimbrotta i dirigenti delle Farc più riottosi. Arriva a minacciarli. Ma poi li aiuta a ricomporre i dissensi nel gruppo. Sopporta piccole e grandi violazioni alla tregua. Parla con il vertice dei militari. Li rassicura, li protegge, li garantisce. Li convince[4] della necessità di una pace. La raggiunge il 26 settembre[5] scorso. Il 2 ottobre l'accordo viene bocciato[6], per un pugno di voti.
References
- ^ referendum (www.repubblica.it)
- ^ accordo con le Farc (www.repubblica.it)
- ^ presidenza della Repubblica (www.repubblica.it)
- ^ Li convince (www.repubblica.it)
- ^ La raggiunge il 26 settembre (www.repubblica.it)
- ^ accordo viene bocciato (www.repubblica.it)
- ^ Premio Nobel (www.repubblica.it)
- ^ Colombia (www.repubblica.it)
- ^ nobel per la pace (www.repubblica.it)
- ^ nobel per la pace 2016 (www.repubblica.it)
- ^ farc (www.repubblica.it)
- ^ juan manuel santos (www.repubblica.it)
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