Senin, 03 Oktober 2016

Lampedusa tre anni dopo la strage. C'è un'Italia che non vuole dimenticare - La Repubblica

ROMA. Qualche mese fa, 16 marzo, il Senato della Repubblica ha fatto un bel regalo all'Italia e all'Europa istituendo in via definitiva, il 3 ottobre, la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione. La ricorrenza, stabilita per ricordare chi "ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria", nasce nel solco di una delle peggiori stragi mai accadute sulle cose italiane, quella che al largo di Lampedusa, il 3 ottobre 2013, appunto, vide morire ben 366 migranti.

Il primo passo è non dimenticare. Il ricordo da solo non basta, ma raccogliere il pensiero di quelle vite annegate può servire a dare un senso alla strage e a tessere, con esso, quel percorso di accoglienza e integrazione d i cui l'Italia e l'Europa tutta - ora più che mai, alla luce dei fatti di Ungheria e non solo - ha disperatamente bisogno. Tante le iniziative, dunque, sparse qua e là per lo stivale nella giornata di oggi, accomunate dal filo rosso del ricordo di quei 366 morti annegati nel Canale di Sicilia tre anni fa, a bordo di una sgangherata imbarcazione libica naufragata a poche miglia dal porto dell'isola.

Lampedusa tre anni dopo la strage. C'è un'Italia che non vuole dimenticare
Il Mediterraneo, un cimitero. Le vittime, migranti di origine africana provenienti soprattutto dall'Eritrea, vennero soccorse all'alba dei pescatori dell'isola dei conigli, e in poche ore quasi tutta la popolazione di Lampedusa si mobilitò per dare una mano e cercare di portare in salvo più vite possibili (circa 155 i sopravvissuti). Subito dopo la tragedia nacque il "Comitato 3 ottobre[2]" e qualche mese dopo partì l'operazione "Mare nostrum[3]", sospesa poi un anno dopo. Grazie a questa task force di solidarietà sono state salvate dal buio del Mediterraneo centinaia di migliaia di persone, ma nonostante questo i morti sono ancora tantissimi (dal 3 ottobre 2013 ad oggi oltre 11.500 migranti, tanto da portare Papa Francesco a definire il nostro mare chiuso "un cimitero"). 
Lampedusa tre anni dopo la strage. C'è un'Italia che non vuole dimenticare
Le iniziative. Tra i promotori di iniziative di commemorazione c'è ovviamente il Centro Astalli[4], uno dei responsabili dell'istituzione del 3 ottobre come giornata nazionale della memoria, che per l'occasione ha lanciato l'appello "Neanche più un morto nel Mediterraneo", perché "ricordare i morti vuole dire prima di tutto rispettare la dignità e i diritti dei vivi", spiega padre Camillo Ripamonti. Al grido di "Basta vittime di immigrazione, si aprano corridoi umanitari, si adottino politiche di vera accoglienza", l'Arci[5] ha invece organizzato un flash mob a Roma in piazza del Pantheon. Ma la vera protagonista è ovviamente l'isola che fu teatro della strage, che da oggi a lunedì ricorda le vittime con l'iniziativa "L'Europa inizia a Lampedusa[6]", organizzata insieme al Comitato 3 ottobre, alla quale partecipano centinaia di studenti da tutta Europa[7] , giunti sull'isola per tre giorni di laboratori, dibattiti e riflessioni insieme ai superstiti e ai familiari delle vittime.
Lampedusa tre anni dopo la strage. C'è un'Italia che non vuole dimenticare
"Muri e filo spinato che costringono chi scappa a cercare vie più pericolose, rafforzano la rete di trafficanti di uomini, provocano di fatto il genocidio, l'olocausto che si ripete ogni giorno al quale noi non vogliamo abituarci", sottolineano gli organizzatori. Le Chiese evangeliche in Italia (FCEI), [8]attraverso il progetto "Mediterranean Hope[9]", basato sulla costituzione di un Osservatorio sulle migrazioni mediterranee, hanno invece organizzato due iniziative, una a Lampedu sa e una a Scicli (RG), con una celebrazione ecumenica dal titolo "La memoria che segna il presente". "Le morti in mare si possono contrastare aprendo vie legali e sicure di accesso", spiega Paolo Naso, coordinatore di "Mediterranean Hope", citando anche l'esperienza dei corridoi umanitari realizzata dalla FCEI, dalla Tavola valdese e dalla Comunità di Sant'Egidio. Alla celebrazione, copromossa dalla parrocchia di San Gerlando di Lampedusa, dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia e dalla Comunità di Sant'Egidio, sono stati invitati anche due rifugiati siriani giunti in Italia proprio con i corridoi umanitari, nonché l'imam della Comunità islamica di Catania. L'appuntamento è alle 18 nella chiesa di San Gerlando di Lampedusa. A Scicli, in Sicilia, è invece la "Casa delle culture" a ricordare le vittime con un concerto Jazz del duo "Bonafede e Baldioli" accompagnato da workshop, laboratori, incontri e seminari.
Lampedusa tre anni dopo la strage. C'è un'Italia che non vuole dimenticare

Da sinistra, la presidente Rai Monica Maggioni, il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini e il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni

Boldrini: "Nel Mediterraneo si muore più di prima". "Il ricordo serve ma non basta, quando i numeri continuano ad essere quelli di una strage. Nel Mediterraneo si muore più di prima. L'italia continua a prodigarsi in una straordinaria azione di soccorso, ma c'è bisogno che tutti gli stati dell'unione condividano la propria quota di responsabilità, come condividono le risorse che dall'ue arrivano", ha detto la presidente della Camera Laura Boldini ricordando la giornata della memoria dedicata ai migranti. "Dalla Ue ci aspettiamo che la solidarietà si estenda nei confronti dell'Italia, della Grecia e di tutte le Lampedusa del Mediterraneo. Sbrigatevi perché il prezzo delle politiche di chiusura lo pagano anche comunità come quelle della nostra isola", ha chiesto il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini. Le fanno eco il ministro dell'Interno Angelino Alfano, sull'isola per commemorare i migranti e le vittime del naufragio e deporre una corona in mare, sul punto della tragedia e Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri, che ha invece ricordato quanto Lampedusa sia "un simbolo positivo per tutta l'Europa".

La stima dell'UNHCR. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR[10]) stima che dall'inizio del 2016, le persone decedute [11]nel tentativo di arrivare in Europa via mare dall'Africa o dalla Turchia siano 2510. Nel corso della Giornata nazionale sarà siglato un accordo tra il Miur, il Comune di Lampedusa e Linosa e il Comitato 3 Ottobre, per istituire la "sezione giovani" del Museo della Fiducia e del Dialogo che ha sede nell'isola, con l'intento di raccogliere da tutta Europa pensieri, testimonianze e opere creative su questi temi, che interpretino l'idea di solidarietà e di incontro tra i popoli, fondati sulla reciproca fiducia. 

La Croce Rossa: "Dopo tre anni nulla è cambiato". "L'indifferenza uccide le persone - si legge in un comunicato diffuso dalla Croce Rossa[12] - la memoria del nostro passato è fondamentale nella costruzione del futuro. Non possiamo e non vogliamo dimenticare la tragedia di tre an ni fa davanti a Lampedusa, dove centinaia di persone sono morte a pochi metri dalla riva. I racconti dei primi soccorritori - prosegue la nota - le bare, le urla durante il funerale, il lavoro di riconoscimento dei cadaveri e quello di supporto psicologico: quelle immagini di dolore sono scolpite nella nostra testa e sono un'icona, una guida nel nostro lavoro quotidiano, anche in mare, perché una tragedia di questo tipo non accada mai più".

La Comunità di Sant'Egidio. "A tre anni dalla tragedia di Lampedusa - dice un documento diffuso dalla Comunità di Sant'Egidio[13] -  nella prima giornata della Memoria e dell'Accoglienza, la Comunità di Sant'Egidio si unisce ancora una volta alle famiglie delle vittime e ai superstiti del naufragio che costò la vita a 366 persone. Al tempo stesso lancia un forte appello perché vengano accelerati i progetti che hanno come obiettivo la salvezza dei migranti dai viaggi della disperazione: nonostante lo sdegno che provocò quella strage, la visita di Papa Francesco e la mobilitazione di larga parte dell'associazionismo e del volontariato, si continua a morire in mare e, nel 2016, con cifre mai raggiunte: 3.498 vittime dall'inizio dell'anno (dati Unhcr), un morto ogni 42 profughi che partono dall'altra sponda del Mediterraneo, una percentuale ancora più elevata di quella registrata nel 2015.

[1]

References

  1. ^ Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione (www.interno.gov.it)
  2. ^ Comitato 3 ottobre (www.comitatotreottobre.it)
  3. ^ Mare nostrum (www.marina.difesa.it)
  4. ^ Centro Astalli (centroastalli.it)
  5. ^ Arci (www.arci.it)
  6. ^ L'Europa inizia a Lampedusa (www.comitatotreottobre.it)
  7. ^ centinaia di studenti da tutta Europa (www.repubblica.it)
  8. ^ Ch iese evangeliche in Italia (FCEI), (www.fedevangelica.it)
  9. ^ Mediterranean Hope (www.mediterraneanhope.com)
  10. ^ UNHCR (www.unhcr.it)
  11. ^ dall'inizio del 2016, le persone decedute (www.repubblica.it)
  12. ^ Croce Rossa (www.cri.it)
  13. ^ Comunità di Sant'Egidio (www.santegidio.org)

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