Senin, 03 Oktober 2016

Omicidio di Lorys, l'accusa chiede 30 anni di prigione per la madre Veronica|Foto - Corriere della Sera

Mezzogiorno, 3 ottobre 2016 - 14:24

Lorys Stival
Lorys Stival
Trent'anni di reclusione per omicidio premeditato e occultamento di cadavere. È questa la richiesta della Procura di Ragusa per Veronica Panarello, accusata di avere ucciso il figlio Lorys Stival il 29 novembre del 2014 a Santa Croce Camerina, nel Ragusano. Durante la requisitoria l'accusa l'ha definita «egocentrica, bugiarda e manipolatrice» a causa di un «protagonismo esagerato». Per lei, dunque, è stata chiesta una condanna esemplare che il Gup Andrea Reale dovrà vagliare nei prossimi giorni per poi arrivare a sentenza entro metà ottobre. Per la Procura è «p lausibile che il movente introdotto da Veronica Panarello» sia stata la presunta relazione extraconiugale che la donna avrebbe avuto con il suocero. Tuttavia per i magistrati «non è stata la prova di questa relazione e comunque il movente resta ininfluente della richiesta avanzata di condanna a trent'anni di reclusione per l'imputata».

Lei accusa il suocero

 Gli inquirenti non hanno dunque creduto alle ultime versioni di mamma Veronica, che nell'udienza del 26 settembre scorso è tornata ad accusare il suocero Andrea Stival[1]: sarebbe stato lui, secondo la donna, ad ammazzare il bambino, perché temeva potesse svelare la relazione sentimentale che, sostiene sempre Panarello, esisteva tra lei e il suocero. I pm restano invece convinti del fatto che la donna abbia agito da sola. Il procuratore Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota, in aula, hann o ricostruito la personalità dell'imputata e il suo vissuto personale. Ma anche il contesto in cui è maturato il delitto e in particolare il «contrastato rapporto» che avrebbe avuto con il bambino che trattava da amico e non da figlio. Durante l'intervento dei magistrati Veronica Panarello avrebbe ascoltato in silenzio.

«Molto tesa»

«È tesa certamente come qualunque essere umano», aveva detto il difensore di Veronica Panarello, Francesco Villardita prima dell'udienza. Il padre di Veronica, Francesco Panarello aveva riferito di avere incontrato ieri sua figlia: «L'ho trovata serena, combattiva. Ci aspettiamo venga condannata ma che venga condannato anche chi era con lei. Mi chiede sempre di suo figlio piccolo. Siamo dispiaciuti, noi, nonni materni abbiamo avuto il divieto di vedere il piccolo, non vedo perché. Noi cosa c'entriamo?».

In aula Davide e Andrea Stival

Veronica è arrivata in Tribunale alle 10 per l'udienza. In aula il marito Davide Stival e il suocero Andrea Stival che lei ha chiamato in correità nell'omicidio del piccolo Lorys. «Dai documenti probatori - afferma il legale - si evince che Andrea Stival non è coinvolto nell'omicidio e che il movente indicato dalla Panarello è assolutamente falso». È stato il procuratore capo Carmelo Petralia a introdurre i temi successivamente sviscerati dal pm Marco Rota.

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Panarello sulla tomba del figlio Lorys[2]
L'ultima versione di Veronica

In un'ora di deposizione la donna, nell'udienza del 26 settembre, aveva dunque ribadito la sua ultima ricostruzione del delitto: il suocero era in casa con lei, e lei su ordine dell'uomo avrebbe legato le mani del bambino con delle fascette. Poi sarebbe uscita dalla stanza per rispondere a una telefonata. Al ritorno avrebbe trovato il figlio morto, strangolato dal suocero con un cavo usb grigio. Poi il corpo avvolto, in un plaid, è stato messo in auto e portato nel canalone di contrada Mulino Vecchio, dove è poi stato ritrovato. Ma le indagini della polizia di Stato, squadra mobile della Questura e dei carabinieri non collocano Andrea Stival nella casa di Veronica Panarello. E su questo punto della sua ricostruzione la donna ha provato a dare consistenza alla sua verità sottolineando che «il fatto che non riesca a dimostrare che mio suocero fosse in casa con me al momento del delitto non significa che non ci fosse».

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Tutto il paese per l?addio a Lorys[3]
«Punitemi, ma solo per le mie colpe»

«Sono pronta ad essere punita ma per quello che ho fatto e non per quello che non ho commesso. Se ci sono mie responsabilità pagherò, ma con me deve farlo anche l'esecutore materiale del delitto: mio suocero. Non voglio esimermi dalle mie responsabilità - aveva detto Veronica Panarello nell'udienza a porte chiuse secondo quanto riferito dal suo legale - e voglio essere punita, ma voglio essere punita per quello che ho commesso e non per quello che non ho fatto. Non posso dire assolutamente, neanche sotto costrizione, di essere stata io a uccidere mio figlio. Se ci sono responsabilità mie pagherò, ma con me - ha aggiunto l'imputata - deve pagare anche l'esecutore materiale del delitto che è mio suocero».

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Lorys, il luogo del ritrovamento [4]

3 ottobre 2016 | 14:24

© RIPRODUZIONE RISERVATA

References

  1. ^ udienza del 26 settembre scorso è tornata ad accusare il suocero Andrea Stival (corrieredelmezzogiorno.corriere.it)
  2. ^ Panarello sulla tomba del figlio Lorys (corrieredelmezzogiorno.corriere.it)
  3. < small>^ Tutto il paese per l?addio a Lorys (corrieredelmezzogiorno.corriere.it)
  4. ^ Lorys, il luogo del ritrovamento (corrieredelmezzogiorno.corriere.it)

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