LA PARTENZA – Il grande caldo non sembra condizionare la voglia di entrambe le squadre di spingere, con la Roma già abituata a ritmi da corrida dopo la partita con l'Inter. I giallorossi non si scompongono per il buon avvio azzurro – punizione di Insigne fuori di un soffio, invito dell'esterno per Callejon che Juan Jesus lascia scorrere, vincendo la scommessa e disorientando lo spagnolo – e cercando di farsi vivi a sprazzi, con Perotti che spesso e volentieri ingaggia l'uno contro uno con Hysaj: scatto e cross mancino al 6′, Dzeko non inquadra i pali pur indovinando il taglio. La Roma cresce intorno al 20′ e inizia a far vedere una delle possibili chiavi della contesa, il pressing sui due centrali azzurri: manca Albiol, regista occulto della retroguardia, e la coppia Maksimovic-Koulibaly ha la sinistra tendenza a tenere troppo palla. Nainggolan "mangia" Jorginho su un disimpegno dell'ex granata ma ignora Dzeko, destro che termina a lato. Il belga, non al meglio, ha in faretra la soluzione da fuori area e ci aveva già provato qualche minuto prima, pescato da un Salah spesso impreciso ma utilissimo nel lavoro fra le due linee. L'altro a cercare il jolly da lontano è Perotti, allertato da una chiusura di Koulibaly sull'ennesimo tentativo di imbucata per Dzeko: stop e destro a giro, pallone fuori di un soffio. Il Napoli risponde con tre occasioni in 10 secondi, le mura tutte il piattone di Manolas, decisivo su Callejon, Insigne e Jorginho. I padroni di casa possono sfruttare una buona giornata di Allan e Hamsik senza palla ma ai due intermedi di Sarri manca sempre la stoccata decisiva, co me quando lo slovacco manda al bar De Rossi con una finta salvo poi sparare sul piedone di Fazio. Ghoulam scalda i guanti di Szczesny da fuori, la partita cambia binario a ridosso dell'intervallo.
I MORSI DI DZEKO – Ancora pressione alta della Roma, non convintissima ma comunque presente. Koulibaly ha almeno due linee di passaggio per uscire dalla trappola ma decide di infognarsi sulla linea di fondo, dove Salah accetta la sfida. L'ex Genk vuole la rimessa dal fondo sparando sull'egiziano, il rimpallo non lo premia: cross immediato, velo di Nainggolan e Dzeko non sbaglia un rigore in movimento. E' un gol che disorienta il Napoli, forse già pronto a riordinare le idee nel tunnel e di colpo catapultato alle prese con una realtà inattesa. Si rientra in campo con il nervosismo – puramente calcistico e non agonistico – a farla da padrone, tanti passaggi sbagliati e poca lucidità. In un contesto del genere, chi sbaglia meno mette le mani s ul match. Punizione Roma da destra, Florenzi fa partire un cross delizioso sul secondo palo, nel gioco delle marcature Hysaj finisce su Dzeko e l'epilogo non può che essere quello del raddoppio romanista, che arriva con l'incornata comoda del bosniaco. Sarri richiama Gabbiadini e sceglie Mertens come centravanti tattico, è la scossa che trascina il Napoli fuori dalle sabbie mobili.
SALAH CHIUDE I CONTI – Corner Napoli da destra, quella di Ghoulam è una saetta tagliatissima per la testa di Koulibaly, colpevolmente solo nel cuore dell'area piccola: l'1-2 non riabilita il difensore ma consente al Napoli di sperare, anche se Salah va vicinissimo al tris su invito di Perotti (sinistro al volo che non trova i pali). La Roma si riorganizza, scherma compatta i propri 16 metri e pur soffrendo la vivacità di Mertens può sfruttare la possibilità di difendere su un avversario che non sa come trovare la zampata decisiva e privo di un uomo di riferim ento nel cuore dell'area. Diventa una sfida a eliminazione fisica, tra crampi e infortuni. Juan Jesus mura in maniera provvidenziale Callejon e alza bandiera bianca per un problema muscolare, tocca a Emerson Palmieri gettarsi nuovamente nella mischia dopo i disastri del preliminare con il Porto. Chi dimostra di essere invece perfettamente a proprio agio è Fazio, solido compagno di Manolas nel cuore di una retroguardia che si stringe col passare dei minuti, rimpianto mai troppo sottolineato in casa Roma dopo la doppia panchina nella sfida da dentro e fuori con i Dragoni. Sarri le prova tutte, con El Kaddouri per Callejon e Zielinski per Hamsik. Spalletti perde Nainggolan e lancia El Shaarawy, la Roma ha ancora la forza per sfondare. De Rossi di prima intenzione a scatenare Salah in campo aperto, l'egiziano stavolta respira profondamente a tu per tu con Reina e lo batte con un mancino angolato che archivia la pratica, anche se restano da annotare la perla su Szczesny sul destro a giro di Mertens, il mancato poker di El Shaarawy – destro parato da Reina – e l'errore sotto porta di Jorginho che consente a Manolas e soci di non giocare i 5′ di recupero in totale apnea. Vince la Roma e lo fa di squadra, convincendo in emergenza, con un centravanti capace di mordere al momento giusto. In tre concetti, tutto quello che il Napoli non ha saputo fare.
NAPOLI-ROMA 1-3 (0-1)
Napoli (4-3-3): Reina 6; Hysaj 5, Maksimovic 5.5, Koulibaly 5, Ghoulam 6; Allan 6, Jorginho 5, Hamsik 6 (36′ st Zielinski sv); Callejon 5.5 (31 st El Kaddouri 5.5), Gabbiadini 5 (14′ st Mertens 6.5), Insigne 5.5. (Rafael, Sepe, Chiriches, Maggio, Strinic, Tonelli, Diawara, Giaccherini, Rog). All.: Sarri
Roma (4-2-3-1): Szczesny 6.5; Florenzi 7, Manolas 6.5, Fazio 6.5, Juan Jesus 6.5 (25′ st Emerson Palmieri 6); De Rossi 6.5, Paredes 6; Salah 7, Nainggolan 6 (34′ st El Shaarawy sv), Perotti 7.5 (46′ st Gerson sv); Dzeko 8. (Alisson, Lobont, Seck, Iturbe, Totti). All.: Spalletti
Arbitro: Orsato
Reti: 43′ pt e 9′ st Dzeko, 13′ st Koulibaly, 40′ st Salah
Ammoniti: Allan, Mertens, Juan Jesus, Paredes, Dzeko
Recupero: 1′ e 5′
References
- ^ secondo posto solitario (www.repubblica.it)
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