Quando ha letto le dichiarazioni di sua moglie[1] Francesco Totti avrà pensato, come minimo: "Ci mancava pure questa!". Questa nel senso di situazione e nel senso di moglie. Smaltire una sconfitta pesante e doversi occupare, al tempo stesso, delle esternazioni di Ilary. Troppo per sperare di uscirne emotivamente indenne prima che si accendano le luci dei 40 anni. E soprattutto: perché tutto insieme? Assorbire la rabbia che gli sarà montata ("ma perché non mi ha detto niente prima?") e dover, per ragioni di opportunità, mettere in un angolo la magra soddisf azione di aver raggiunto quota 250 reti in serie A[2]. Ma ti pare giusto? E poi a poche ore dalla festa del 40-day (martedì sera al Castello di Tor Crescenza con 300 invitati). Come se non bastasse quel misto di eccitazione e malinconia che una simile ricorrenza inevitabilmente porta con sé e appunta sul cuore del festeggiato: l'eccitazione verrà esibita, la malinconia sarà nascosta. E infine l'ultima domanda: come mai questa concentrazione di eventi contrapposti? Ilary si è giocata le carte in modo raffinato. Con una manciata di parole ha maltrattato Spalletti, Pallotta e suo marito, i primi due direttamente, il terzo per log ica deduzione. Un colpo di classe. Se il primo è un "piccolo uomo che soffre Totti", allora Totti è uno che agisce nell'ombra mettendo sulla bilancia il peso della sua storia all'interno della società e con questo condiziona l'allenatore, anzi gli allenatori. Dai verbali Blasi non escono bene né Spalletti né Totti. Mentre Pallotta è "solo" uno che non sa quel che dice.
E per somma di disgrazie non esce bene neppure il sistema Roma, che tollera o peggio si fonda su queste presunte, inaccettabili e un po' sordide dipendenze psicologiche e su un palese deficit di comunicazione. Schiacciato da una pressione familiare che non si sarebbe mai immaginato e dal bisogno di non alienarsi troppo dal suo gruppo di lavoro, Totti non è rimasto sul vago: ha scelto di stare con chi lavora e rispetta, pur comprendendo il disagio della consorte. Ed era l'unica soluzione ragionevole per non far precipitare le cose mentre a Trigoria il clima è già abbastanza pesante. Mentre la Rom a sbanda così bene per conto suo, l'ultima cosa di cui avrebbe avuto bisogno era proprio questo: un altro strattone, fuori tema e fuori dalle mura, che guastasse quel po' che c'è ancora da guastare a Trigoria, costringendo a provvedimenti immediati per evitare il tracollo, fra presidenti assenti, dirigenti stanchi, giocatori irriconoscibili, direttori sportivi in partenza e allenatori non più così motivati. Del resto c'è stato appena detto che alla guida di una squadra il cui proprietario "dovrebbe pensare prima di parlare" c'è "un piccolo uomo". Effettivamente sembra una squadra allestita male, senza obiettivi, incapace di adeguarsi a più umili traguardi e senza futuro. Ma non c'era bisogno del termometro di Ilary e della sua discesa in campo travestita da manager per appurare che Trigoria ha la febbre alta.
References
- ^ le dichiarazioni di sua moglie (www.repubblica.it)
- ^ di aver raggiunto quota 250 reti in serie A (www.repubblica.it)
- ^ calcio (www.repubblica.it)
- ^ serie A (www.repubblica.it)
- ^ as roma (www.repubblica.it)
- ^ francesco totti (www.repubblica.it)
- ^ ilary blasi (www.repubblica.it)
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