Rabu, 12 Oktober 2016

Ue, Renzi: «Nella Ue un frenetico immobilismo» - Il Sole 24 Ore

«L'Italia è il Paese con la rotta di discesa del deficit più significativa e rispetto ad altri Paesi ha un deficit inferiore alla metà, ogni riferimento alla Spagna è puramente voluto». Dice così Matteo Renzi alla Camera, in vista del Consiglio europeo della prossima settimana. «Solo in Italia le valutazioni dell'Ue occupano pagine intere di giornali mentre altri Paesi sono più abituati ad accogliere i suggerimenti senza che si crei uno psicodramma nazionale». E qui il riferimento è ai «dibattiti sullo zero virgola» del Pil.

Ue non butti un altro anno a discutere solo di Brexit
Il dibattito sulle procedure della Brexit, per il premier, «non può tenere ferme le istituzioni europee per un altro anno, dopo un anno in cui abbiamo discusso prima di una piattaforma soddisfacente per non far uscire la Gran Bretagna dalla Ue, poi degli esiti di quella uscita. Se il dibattito europeo fosse solo sulle procedure dell'articolo 50 (quello che disciplina l'uscita di uno Stato membro, ndr) ulteriore tempo sarebbe buttato via in un momento in cui non abbiamo tempo da perdere». L'Europa ha subito «un duro shock con la decisione dei cittadini britannici, e contemporaneamente è ancora senza un quadro politico di certezze per il futuro». Renzi cita il filosofo tedesco Jurgen Habermas, che ha descritto questa fase della Ue come «frenetico immobilismo». E ricorda che «dopo una serie di appuntamenti» tra cui Ventotene «pensavamo di arrivare al vertice di Bratislava con un importante e ambizioso programma». E invece «abbiamo dovuto constatare come questo frenetico immobilismo portasse a niente: un documento banale, un elenco di buone promesse non all'altezza della sfida lanciata dall'uscita della Gran Bretagna».

Summit di Roma spartiacque decisivo
Il vertice di Roma del marzo 2017 sarà uno «spartiacque cruciale, decisivo» per l'Ue. Per Renzi bisogna "immaginare un percorso inedito". «L'unico punto positivo è aver fissato Roma 2017 come data ultima di questo percorso. Sessant'anni dopo la firma dei trattati istitutivi i 27 Paesi si riuniranno nella città eterna e proveranno a immaginare il futuro. È un appuntamento di grande rilievo per chi, come noi, crede che l'Ue si debba declinare a futuro e per chi la vuole contestare. Sarà uno spartiacque cruciale, decisivo».

Parlamento unito elabori proposte
Matteo Renzi propone al Parlamento che «i gruppi parlamentari aiutino senza distinzioni, lavorando sulla base di proposte concrete e di un ideale condiviso», ad elaborare proposte in vista di Roma 2017. A Montecitorio il presidente del Consiglio richiama una serie di proposte elaborate da Strasburgo consapevole che l'Europa sia a un bivio. «E vorrei proporre a questo Parlamento di arrivare a Roma 2017 con un lavoro analogo, propositivo. Roma 2017 è uno spartiacque decisivo, ha l'ambizione di raccontare alla prossima generazione il senso dell'Europa». Dunque «sarebbe bello se anche il Parlamento italiano, nelle forme e modalità che vorrà individuare nella sua autonomia, accompagnasse il percorso di Roma 2017».

Durissimi nel bilancio Ue verso chi non ospita migranti
In vista della divisione del bilancio Ue tra i Paesi membri «è necessario che l'Italia sia promotrice di una posizione durissima verso quei Paesi che hanno ricevuto molti denari per la comune appartenenza e per il rilancio dei loro territori e che in questa fase si stanno smarcando dai propri impegni assunti di ricollocazione degli immigrati». La richiesta, su questo punto, è di «un mandato forte e ampio, non solo da parte della maggioranza». Per il premier «dire che a uguali diritti corrispondono eguali obblighi è decisivo in questa fase. Se qualcuno si impegna a ricollocare fratelli e sorelle migranti è altrettanto evidente che il bilancio 2020 dovrà fare chiaramente riferimento a chi dice sì e a chi dice no rispetto alla ricollocazione».

Contestazioni di deputati della Lega alla Camera durante comunicazioni del presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo.12 ottobre 2016, ANSA/GIUSEPPE LAMI

Bagarre nella replica, critiche dall'opposizione
Ma durante l'intervento di replica del presidente del Consiglio è andata in scena nell'Aula di Montecitorio una vera e propria bagarre. Le parole rvolte al capogruppo dei deputati di Forza Italia fa insorgere l'opposizione. Brunetta accusa il governo di fare «carne di porco» del Parlamento. Renzi, subito dopo, risponde per le rime. «Brunetta e Brescia (M5S) parlano di una dittatura 2.0, forse immaginando che quella del governo precedente fosse dittatura 1.0...». Ma il passaggio che porta il capogruppo della Lega Massimo Fedriga a chiedere provvedimenti nei confronti del premier è invece una sua battuta. «Brunetta ha detto che ho parlato del nulla. No, onorevole Brunetta, non parlavo di lei». Toni accesi per tutta la durata della replica, con grida e anche l'invito di un deputato a Renzi perché «si faccia sotto...».

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