Nessuno ha articolato un progetto entusiasmante per l'America. La specialità di Trump resta quella di cavalcare la paura, e presentare se stesso come il demiurgo della rinascita. La Clinton articola un classico programma socialdemocratico, ambientalista, inclu sivo e multietnico, senza accendere grandi passioni.
La parte negativa, gli attacchi personali, è probabilmente ciò che resterà incollato nella memoria dei 100 milioni di telespettatori.
GLOBALIZZAZIONE. Trump 9, Hillary 4.
Trump: "I nostri posti di lavoro fuggono in Messico e in Cina, ce li stanno rubando, dobbiamo trattenerli, e questo governo non ha fatto niente. I trattati di libero scambio sono un disastro: il Nafta che firmò Bill Clinton, il Tpp che Barack Obama vuole e che Hillary aveva appoggiato. Io li rinegozierò tutti".
Hillary: "All'epoca in cui era presidente Bill Clinton ci fu una forte ripresa economica. Sotto l'Amministrazione attuale l'export con la Cina è aumentato. Il trattato Tpp nella sua versione finale non mi piace e non lo firmerei".
È uno degli attacchi più efficaci d el repubblicano, in una fase in cui la globalizzazione è impopolare. Anche Bernie Sanders aveva accusato Hillary di avere appoggiato i nuovi trattati di libero scambio quando era segretario di Stato. TASSE. Trump 7, Hillary 7.
Trump: "Ridurrò dal 35% al 15% la tassa sugli utili delle imprese e vedrete un boom di occupazione come non c'era da tempi di Ronald Reagan. Hillary vi aumenterà le tasse e tutte le regole, la burocrazia. La ripresa sotto Obama è la più debole dai tempi della Grande Depressione, è una bolla speculativa creata dalla Fed".
Hillary: "Donald è un fortunato che si fece prestare da suo padre 14 miliardi. Il suo piano di riduzioni d'imposte sui ricchi ve bene per quelli come lui. L'idea che arricchendo i ricchi il benessere cola giù verso gli altri strati sociali si è dimostrata fallimentare. Sono le ricette repubblicane che ci portarono alla crisi 8 anni fa. È ora che le imprese paghino la loro parte".
Pareggio perché Trump dice le cose che la base repubblicana vuole sentire, e dipinge la Clinton come la classica democratica 'tassa-e-spendi'. Ma Hillary si fa paladina di una crescita inclusiva e di una lotta alle diseguaglianze che sono ai massimi storici. La descrizione catastrofica dell'economia americana che fa Trump non corrisponde ai fatti: 3,5 milioni di persone sono uscite dalla soglia di povertà, dalla crisi sono stati creati 15 milioni di posti, il 2015 ha visto per la prima volta consistenti aumenti di redditi anche per il ceto medio. Però ci sono fasce della popolazione che questa ripresa non la sentono, e lì pesca consensi Trump.
TENSIONI RAZZIALI. Trump 7, Hillary 7
Trump: "Legge e ordine: se non li abbiamo, non abbiamo più una nazione. I quartieri degradati delle nostre città sono un inferno. Sembriamo un paese devastato da una guerra. Le gang sono piene di immigrati clandestini. Le associazioni di polizia stanno dalla mia parte. Dobbiamo ripristinare il metodo 'stop&frisk' (i controlli di polizia sistematici, accusati di prendere di mira sistematicamente i giovani neri e ispanici, ndr)".
Hillary: "Dobbiamo ricos truire la fiducia attraverso il rispetto reciproco tra le comunità e le forze di polizia. Riformare il nostro sistema di giustizia penale. Limitare l'accesso alle armi. Chiudere le prigioni private gestite a scopo di lucro. C'è un razzismo implicito quando i giovani neri per gli stessi reati finiscono in carcere molto più dei bianchi".
È un pareggio perché ciascuno parla alle sue constituency. All'America bianca e conservatrice piace il linguaggio d'ordine del repubblicano. Mentre la Clinton mostra sensibilità verso la comunità afroamericana e il movimento BlackLivesMatter. Ha ragione lei quando sostiene che i reati continuano a scendere da decenni e l'America non è in una condizione così disastrosa come la descrive il suo avversario. Ma terrorismo e scontri razziali aumentano la paura e possono aiutare lui.
POLITICA ESTERA. Trump 6, Hillary 7.
Trump: "Siamo in un caos. Sotto Obama l'America ha perso ogni controllo sul disordine mondiale. L'Isis ci batte anche nell'uso di Internet. L'Isis è nato per colpa della decisione dell'Amministrazione Obama di abbandonare l'Iraq. L'accordo con l'Iran è un disastro, un cedimento su tutta la linea. I nostri alleati Nato non pagano per la loro difesa".
Hillary: "Lui non ha un piano segreto per battere l'Isis, l'unico segreto è che quel piano non esiste. L'Iran lo abbiamo fermato a un passo dalla costruzione della bomba atomica. Ai nostri alleati Nato io dico questo: l'America manterrà la sua parola, siamo una nazione che mantiene la parola data. L'unica volta che fu usato l'articolo 5 della Nato per la mutua assistenza in caso di aggressione, fu quando i nostri alleati vennero a combattere in Afghanistan con noi. È scioccante che Trump abbia invitato Putin a lanciare i suoi hacker contro i nostri siti".
Lei ha esibito la sua conoscenza dei dossier internazionali e ha messo a nudo la vaghezza o pericolosità degli slogan di Trump. Ha sfod erato l'atteggiamento della statista, facendosi carico di rassicurare gli alleati. Ma la descrizione di Trump fa comunque presa su una parte dell'elettorato americano convinto che l'influenza americana nel mondo retrocede.
Trump: "Tu fai questo mestiere da 30 anni, sei uguale a tutti gli altri politici, perché questa volta dovresti mantenere promesse che non hai mai mantenuto. Sei tutta parole e niente azione, se vieni eletta non cambierà nulla. È ora che questo paese sia governato da qualcuno che sa creare ricchezza. Voi governanti avete ridotto l'America come un paese del Terzo mondo. Non hai energia, non hai la grinta per fare il presidente".
Hillary: "Potrai parlare di energia e di grinta quando avrai visitato 112 nazioni come me. Sei uno che perde la calma per un tweet. Il tuo business lo hai arricchito sulle spalle della gente, qui in sala c'è uno dei tanti piccoli imprenditori che hanno lavorato per te e non sono mai stati pagati. Hai fatto sei volte bancarotta. Ti rifiuti di pubblicare le tue dichiarazioni dei redditi (primo candidato in 40 anni) perché non vuoi si scopra che non paghi tasse f ederali, e non fai la beneficienza che dici. Hai costruito la tua carriera politica con la bugia razzista su Obama nato in Kenya".
Gli affondi della Clinton sono stati numerosi, precisi, efficaci, hanno colpito (quasi) tutti i punti deboli dell'avversario. È in queste occasioni che lui spesso ha reagito con aggressività, probabilmente inimicandosi una percentuale ancora più alta dell'elettorato femminile. Lei ha messo in dubbio l'onestà dell'avversario, mentre lui non ha reagito con altrettanta efficacia sugli scandali Clinton.
[1]References
- ^ il duello storico alla Hofstra University (www.repubblica.it)
- ^ LO SPECIALE (www.repubblica.it)
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