Selasa, 27 September 2016

Trieste, pediatra con tubercolosi Richiamati quasi 3.500 bambini - Corriere della Sera

Una pediatra che scopre di avere la tubercolosi[1], 3.490 bambini richiamati in via precauzionale per scongiurare un possibile contagio. Succede a Trieste, dove la donna, che si occupava di vaccini, ha svolto la sua attività, in convenzione con l'Azienda sanitaria universitaria integrata, nei distretti 1, 2 e 3 fino al 15 settembre scorso quando la situazione si è aggravata, ha spiegato il direttore generale dell'Azienda sanitaria, Nicola Delli Quadri. Ora è ricoverata nel reparto Malattie infettive dell'Ospedale Maggiore cittadino, le sue condizioni non sono preoccupanti nonostante abbia la forma "attiva" (ovvero conclamata) della malattia. I piccoli pazienti da 0 a 6 anni, che negli ultimi mesi sono stati vaccinati nell'ambulatorio della pediatra, saranno sottoposti al test della tubercolina per verificare se sono entrati in contatto o meno con il germe della tubercolosi (abbreviata in Tbc o Tb). Le iniziative messe in campo per controllare i bambini sono state decise, spiega l'Asl, «secondo il principio della massima precauzione». Per completare le verifiche serviranno due mesi-due mesi e mezzo. Per quanto riguarda gli adulti, sono stati sottoposti a controllo i colleghi e i familiari della pediatra e le persone che hanno avuto contatti prolungati, superiori alle 8 ore e in ambiente chiuso, in quanto la possibilità di contagio negli adulti non è elevata.

Profilassi per i bambini sotto l'anno

Per i più piccoli è stata però decisa una procedura d'emergenza: seicento bambini sotto l'anno di età saranno sottoposti a profilassi. «Nei primi anni di vita si è a maggior rischio di sviluppare un'infezione, per cui le linee guida suggeriscono di fare la profilassi a tutti i bambini sotto l'anno anche se il test è negativo» spiega Massimo Maschio, responsabile del Centro Regionale del Friuli Venezia Giulia per la diagnosi e la cura della fibrosi cistica. La terapia evita che il contatto si possa trasformare in infezione, seppur latente. I bambini saranno sottoposti a un controllo dopo 8 settimane. Se invece il test risultasse positivo i bambini verranno presi in carico dall'Ospedale pediatrico Burlo Garofolo di Trieste.

I primi sintomi un anno fa

C'è un punto della vicenda che richiederà approfondimenti: la pediatra triestina aveva accusato i primi sintomi della Tbc un anno fa. A renderlo noto è la stessa Azienda sanitaria per cui la donna lavorava in regime di convenzione. A Trieste, nel 2016, sono stati notificati sette casi di tubercolosi; erano 13 nel 2015, mentre negli anni '60 si registravano 3-400 all'anno. La positività al test - ricorda l'Azienda Sanitaria - non significa aver contratto la malattia, né che ci sia un collegamento automatico con il caso accertato. Positività significa che si è avuto il contatto con il germe; in questo caso vengono approfondite le indagini per verificare se la positività è effettiva e impedire l'eventuale sviluppo della malattia. «Si dovrà individuare il ceppo di origine - ha detto il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza -. Certo è che il riacutizzarsi di certe malattie d ovrebbe porre degli interrogativi sulla efficacia delle procedure di profilassi che vengono adottate in considerazione della massiccia immigrazione nel nostro Paese».

Che cos'è la tubercolosi, come si trasmette e quali sono le terapie per la cura [2]
Che cos'è la tubercolosi[3]
Contatti di pochi minuti

Secondo Delli Quadri, le probabilità che qualcuno dei bambini abbia contratto la tubercolosi sono molto basse perché tutti i contatti sono stati nell'ordine di pochi minuti, ben inferiore quindi alla media calcolata per contrarre la tubercolosi che - ha spiegato Delli Quadri - è di otto ore alla distanza di un metro dal malato. «Il bacillo della tubercolosi ha una progressione estremamente lenta, quindi non è urgente andare a fare il test» aggiunge Riccardo Tominz, direttore della Struttura Complessa Igiene, sanità pubblica e prevenzione ambientale dell'Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste. I bambini saranno sottoposti al test Mantoux: «Viene effettuato iniettando sotto cute una piccola quantità di antigene che permette di fare la diagnosi - spiega il pediatra Andrea De Manzini -. Si tratta di un esame che viene fatto da decine di anni e che non ha mai avuto reazi oni rispetto alla sostanza iniettata, un derivato proteico innocuo in quanto non si tratta di un germe. Dopo 78 ore si fa la lettura, che può dare esito positivo o negativo». Se la persona risulta positiva significa che in qualsiasi momento della sua vita è venuta a contatto con la malattia, non che questa sia in corso. Inoltre occorrono 8-10 settimane dal momento del contatto perché il test diventi eventualmente positivo, pertanto chi ha avuto un ultimo contatto in un tempo recente può effettuare il test subito e ripeterlo dopo 8-10 settimane. Oltre ai sei ambulatori nei quali saranno somministrati i test, la Asl ha messo a disposizione il proprio numero verde (800.991170) attivo dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì, e ha attivato collegamenti e contatti con l'Ospedale Burlo Garofolo e altre strutture sanitarie di Trieste.

Più controlli per medici e pediatri

«Non credo che il caso di Trieste debba suscitare preoccupazione, perché il rischio di contagio nei bambini interessati è davvero basso - spiega Susanna Esposito[4], direttore dell'Unità di Pediatria ad alta intensità di cura della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico dell'Università degli Studi di Milano e presidente di WAidid[ 5], Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici -. Bisogna però riflettere sul fatto che malattie che presentano un aumento dell'incidenza, come appunto la tubercolosi, richiedono una particolare attenzione. I medici ospedalieri sono obbligatoriamente sottoposti a controlli annuali, che per esempio per noi pediatri infettivologi sono particolarmente esaustivi. Al contrario, i sanitari presenti sul territorio - medici e pediatri di famiglia, infermieri, personale dei consultori - in genere non sono soggetti ad alcun tipo di verifica dello stato di salute, nonostante l'esposizione continua agli assistiti». La tubercolosi è una malattia che credevamo (a torto) sconfitta: in alcune zone del mondo è endemica e l'intensificarsi delle migrazioni fa aumentare la necessità di controlli e di attenzione.

La teoria dei cerchi concentrici

«Nell'Est Europa è presente la Tbc e alcuni casi approdano anche in Italia - sottolinea Esposito -. Trieste è una città che ha forti scambi con la ex Jugoslavia e altri Paesi dell'area orientale, da lì potrebbe essere arrivato il focolaio. Anche nel mio reparto abbiamo assistito a un aumento di casi pediatrici, soprattutto nell'ultimo anno: non è passato mese senza che avessimo almeno un paziente con tubercolosi». Oltre che nell'Est Europa, la malattia è presente in alcune zone dell'Africa, del Centro-Sud America e dell'Asia. Il rischio che si sviluppi un'epidemia è comunque minimo. «L'infezione dà sintomi già prima di arrivare alla malattia conclamata - continua l'esperta -, inoltre le probabilità di contagio vengono calcolate col metodo cosiddetto dei cerchi concentrici e del tempo di esposizione. Più stretti (e prolungati) sono i contatti tra individ uo malato e individuo sano, più cresce il rischio. Tra genitore e figlio è molto alto, ma tra medico e paziente, come detto, è minimo per la breve durata di una visita ambulatoriale. Devo però aggiungere che i bambini sotto i 5 anni, inclusi quindi molti dei pazienti della pediatra triestina, corrono un rischio più alto di sviluppare la malattia».

Cosa fare in caso di infezione

Se uno dei bambini dovesse risultare positivo all'infezione, come si procede? «Sono possibili tre situazioni - chiarisce Susanna Esposito -. Se l'intradermoreazione di Mantoux e il test Quantiferon (che si esegue su sangue venoso, ndr) sono inizialmente negativi, vanno ripetuti dopo 3 mesi dall'esposizione al caso di malattia, se tale esposizione è avvenuta da meno di 3 mesi. Se il paziente ha meno di 5 anni, le linee guida prevedono di svolgere comunque la profilassi antibiotica antitubercolare in attesa dell'esecuzione e dell'esito dei test da svolgere dopo 3 mesi dal contatto: il trattamento andrà sospeso se i test eseguiti dopo 3 mesi risulteranno negativi, ma in questo caso specifico valuterei come detto la breve durata dei contatti con il soggetto malato. Se i test risultano invece positivi, si procede con una radiografia del torace: nel caso quest'ulti ma non mostri i segni della malattia si deve comunque procedere con una terapia preventiva per infezione cosiddetta latente con la somministrazione di un farmaco per 6 mesi o due farmaci per 4 mesi; nel caso la radiografia sia positiva, siamo di fronte a un caso conclamato di tubercolosi e si procede con la terapia standard di quattro farmaci combinati per 6-9 mesi. Solitamente la terapia è ben tollerata nei bambini, ma c'è una grossa difficoltà nell'aderenza alla stessa per la scarsa collaborazione del paziente. Dunque è necessario un controllo medico molto attento e il bambino deve essere sottoposto a esami una volta al mese». Contro la Tbc esiste anche un vaccino. «È efficace contro la meningite tubercolare e la polmonite tubercolare, non tanto contro l'infezione tubercolare latente - spiega Esposito -. Viene consigliato ai bambini sotto i 5 anni di età che abbiano contatti con persone provenienti da aree endemiche o a quelli che, pur vivendo in Italia, si recano nei Paesi d'origine, se si tratta di aree dove esiste il rischio di contagio».

Le 10 malattie che si credevano (quasi) scomparse e invece ritornano[6]
La peste [7]
Emergenza globale

La tubercolosi è una malattia contagiosa causata da un batterio, il Mycobacterium tuberculosis (o bacillo di Koch). La trasmissione può avvenire tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Per passare ad altri l'infezione bastano pochissimi bacilli, ma non tutte le persone contagiate si ammalano subito. Il sistema immunitario può reagire adeguatamente e il batterio può rimanere quiescente per anni, pronto a sviluppare la malattia al primo abbassamento delle difese. Si calcola che solo il 10-15% delle persone infettate dal batterio sviluppi la patologia nel corso della vita. D'altra parte un individuo malato, se non sottoposto a corretta terapia, può infettare nell'arco di un anno una media di 10-15 persone. Nonostante sia una malattia prevenibile e curabile, la Tbc è ancora oggi una delle emergenze sanitarie più drammatiche[8]. Viene ancora trattata con strumenti diagnostici e farmaci di vecchia concezione, mentre una diagnosi precoce e l'uso di trattamenti adeguati e innovativi potrebbe ridurne drasticamente l'impatto. Nel 2000 è nata l'alleanza globale Stop Tb, un network di oltre 400 organizzazioni internazionali, Paesi e associazioni pubbliche e private coordinate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha lanciato un primo piano globale per fermare la malattia (2001-2005) e, a inizio 2006, un secondo piano globale (2006-2015).

La cura: mix di antibiotici

La tubercolosi è una malattia molto legata alle condizioni di vita. L'abbassamento delle difese immunitarie, infatti, può dipendere da scarsa igiene, malnutrizione e cattivo stato di salute. I sintomi sono tosse (che può essere accompagnata da presenza di sangue), perdita di peso, dolore toracico, febbre e sudorazione. Fino a cinquant'anni fa non c'erano medicine per curare la Tbc. Oggi il trattamento farmacologico si basa sull'uso di antibiotici, in particolare di isoniazide, rifampicina, etambutolo (o streptomicina) e pirazinamide (definiti farmaci di prima linea), per due mesi. Nei successivi 4-6 mesi, la terapia prosegue con due farmaci in associazione, per esempio isoniazide e etambutolo. Nel caso di farmacoresistenza, in particolare segnalata contro rifampicina e isoniazide, è necessario utilizzare per un periodo molto più lungo farmaci di seconda linea, molto più costos i e più a rischio di effetti collaterali. La diffusione di trattamenti incompleti o non correttamente somministrati ha portato alla preoccupante insorgenza di ceppi resistenti agli antibiotici.

27 settembre 2016 (modifica il 27 settembre 2016 | 19:40)

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