Senin, 26 September 2016

Migranti, Hollande a Calais: "Londra faccia sua parte". Gb: "Giungla è faccenda francese" - La Repubblica

ROMA - Il governo francese porterà fino in fondo il suo impegno a "smantellare totalmente il campo" di Calais, entro la fine dell'anno, ma nello sforzo umanitario i britannici "devono fare la loro parte". Ad assicurare i tempi e lo sforzo per fare fronte alla crisi del centro profughi più grande d'Europa è il presidente della Francia, François Hollande, nella sua prima visita ufficiale a Calais.
Però, ha ribadito il capo dell'Eliseo, la Gran Bretagna deve assumersi le sue responsabilità: "Voglio esprimere la mia determinazione - ha detto - a vedere le autorità britanniche prendere parte allo sforzo umanitario che la Francia compie qui e continuerà a compiere domani. Non è perché il Regno Unito ha preso una decisione sovrana che questo lo svincola dai suoi obblighi nei rapporti con la Francia", ha aggiunto, alludendo alla Brexit e agli accordi bilaterali di Touquet. Parole, quelle di Hollande, che evidenziano ancora una volta lo scontro all'interno dei Paesi membri dell'Ue sul tema migranti.
E la reazione del Regno Unito non si è fatta attendere: il campo di Calais è una questione francese. "Ciò che accade nella 'giungla' è in ultima analisi una faccenda delle autorità francesi", ha dichiarato un portavoce del governo britannico. "La nostra posizione è molto chiara: restiamo impegnati a proteggere il confine condiviso che abbiamo a Calais", ha proseguito il portavoce britannico. E ha aggiunto: "Il lavoro che facciamo con la Francia per mantenere la sicurezza di quella frontiera va avanti e andrà avanti, a prescindere da ciò che accade al campo della 'giungla'".
Lo smantellamento del campo di Calais è l'argomento principe della campagna elettorale francese. Nella cittadina e in tutta la regione del Nord Passo c'è un clima teso. La vita dei residenti e dei commercianti è diventata difficile a causa della mal gestione dei profughi. 

Hollande ha iniziato la visita dalla gendarmeria, per incontrare poi i rappresentanti politici, dell'imprenditoria e delle associazioni. Non è prevista una visita all'interno del campo per motivi di sicurezza dovuti agli attentati dell'estate a Nizza e a Saint-Etienne-du-Rouvray.[2][3]

La Giungla - così è chiamato il campo profughi- sorge su una vecchia discarica dismessa. È delimitato da barriere, cancelli, reti di ogni sorta. Tutto volto a impedire che gli 'ospiti'  non abbiano accesso alle stradine circostanti, all'autostrada vicina, ai binari dei treni diretti in Gran Bretagna che si trovano a pochi passi. I militari, che circondano l'area, fanno assomigliare il campo ad un penitenziario. Nel centro vivono seimila persone, di cui 600 donne e almeno 300 minori, secondo quanto riportano le Ong che vi operano. Oltre alle intollerabili condizioni igieniche, alla scarsità di beni alimentari, i 'residenti' sono spesso oggetto di ronde razziste da parte degli abitanti della zona. All'interno del centro, stupri e furti sono all'ordine del giorno.

Ogni tanto qualcuno riesce a eludere sorveglianza e barriere e a scappare, spesso per trovare la morte durante la fuga, come è successo domenica 18 settembre ad un quattordicenne di origine afgana ansioso di raggiungere la Gran Bretagna, investito mentre camminava in autostrada. Francia e Regno Unito - che tanto hanno criticato il vertice Visegrad (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia) - in cui è stato fatto del respingimento dei migranti (con muri e non solo) una bandiera - stanno per costruire un muro[4] da 1,9 milioni di sterline (2,7 milioni di euro all'incirca).

Il muro sarà realizzato in due sezioni per impedire ai migran ti l'accesso ai due lati della strada vicino il campo. In passato, sono stai moltissimi i profughi che hanno tentato di assaltare i tir[5] diretti in Inghilterra, non di rado fiondandosi in strada con dei sassi e oggetti di ogni tipo, nel tentativo di fermare i conducenti e obbligarli a dar loro un passaggio nel Regno Unito. La barriera sarà costruita in calcestruzzo e avrà una superficie liscia, affinché non possa essere scavalcata con facilità.

La realizzazione dell'opera è circondata da polemiche: alle proteste delle ONG, che vorrebbero una maggiore protezione della vita dei migranti e condizioni migliori all'interno del campo, si uniscono le lamentele delle aziende. L' imp resa di trasporti Road haulage association ha fatto sapere tramite un portavoce che "si tratta di un pessimo modo di usare il denaro dei contribuenti". Secondo l'azienda dovrebbero essere migliorate la sorveglianza e la sicurezza nelle strade che portano a Calais. "La gente continua a oltrepassare le recinzioni. L'unica soluzione è costruire un muro", ha dichiarato una settimana fa Robert Goodwill, ministro britannico dell'immigrazione. Lungo un chilometro, il muro sarà dipinto con dei fiori da un lato per sembrare meno austero.

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