Kamis, 29 September 2016

Pagelle: Roma, Paredes vitale. Astra, Fabricio è troppo goffo - La Repubblica

ROMA

ALLISON 6.5: E' molto attento e reattivo a partita appena iniziata quando deve sventare a più riprese su Nicoara lanciato a rete dai sonni sovrapposti dei giallorossi, che forse stavano ancora cercando di spiegarsi il motivo per cui alcune persone erano entrate all'Olimpico: c'era una partita da giocare. E nega sul 4-0 il gol ad Alibec.
BRUNO PERES 6: O gli schemi offensivi non ci sono o lui li interpreta male. Ma certo è che quando deve dialogare con qualcuno  finisce sempre che l'ultimo suo movimento sia in controtempo rispetto al programma ritmico della giocata, come se non se l'aspettasse. Iturbe, con la sua fantasiosa evanescenza, non lo aiuta. Festeggia comunque per una partita complessivamente priva di asperità. Dal 18' st Florenzi 5.5: entra per allenarsi? Se mercoledì c'è stato solo l'allenamento del dopo festa, sì. Ma si esalta perché capisce che non ha senso fare il terzino e allora pretende di lanciarsi in folate con dribbling, per pura gloria personale, come se le manie di Peres fossero rimaste in campo cambiando proprietario.
MANOLAS 6: Gran lavoro da svolgere proprio no. Accende qualche duello fisico con Alibec: ma a centrocampo, dove se vinci o perdi, specie con la palla alta, cambia poco.
FAZIO 6.5: Propedeutico per l'attacco, a Torino ha fornito qualche lancio, con l'Astra ha segnato il suo primo gol da giallorosso nel mischione seguito alla punizione di Totti che Lung devia sulla traversa. Attento in difesa, ma c'era poco da controllare. Nella ripresa potrebbe realizzare una storica doppietta, ma gli rimpallano il tiro.
 JUAN JESUS 6: Accertato che fa meno danni da esterno, li fa comunque. Un paio di palle perse, se non fosse perché dall'altra parte c'è solo una squadra di mestieranti, potrebbe far ruotare l'assetto dell'intera Roma, che fatica a risistemarsi (è successo a Torino per la rete di Belotti). Ma dalla sua parte i rumeni non esistono o quasi.
PAREDES 6.5: A volte è più lui il terzino destro del riluttante e pigro Peres, che vaga senz'anima, rifiatando più di quanto dovrebbe (per lo sforzo profuso). E' il giallorosso che tocca più palloni, ma il 70% di questi palloni, soprattutto nella prima, narcotica mezzora, sono appoggi interlocutori in un possesso palla lento e triste come i film di Wajda, almeno per tutto il primo tempo. Essendo Strootman un treno a scartamento ridotto, lui sembra un fulmine, copre spazi ampi, è vitale e dentro una partita in cui non c'è un solo avversario di reparto che abbia voglia o capacità di pressarlo. Cerca la rete con una rasoiata da fuori area nel secondo tempo, sul 4-0. 
STROOTMAN 6: Ritmi ideali per le sue attuali condizioni. Nessuna rincorsa affannata, saggio occupazione di spazio (ridotto). Gioca anche lui, al pari di altri suoi compagni, come se fosse un allenamento mancato. Si accorge presto che sarebbe bastata un'acceleratina e l'Astra si sarebbe squagliato. Si limita a tenere alta la frequenza cardiaca. Magari gli secca un po' dover tenere d'occhio Jesus quando si alza, perché il brasiliano è imprevedibile nelle decisioni: a volta fa di testa sua quando meno te l'aspetti. Ha il merito di sbloccare il risultato scivolando dietro uno che dorme sul primo palo (Lazic): senza neppure svegliarlo. Dal 23' st Gerson sv: non riesce a capire dove mettersi e perché.
PEROTTI 6: Conferma la nuova moda: Spalletti gli dice di stare largo,  più largo possibile, lui pare approfittarsene per entrare di rado nel vivo del gioco. Non sta bene, non si fida dei propri mezzi, magari ha qualche preoccupazione fuori dal calcio, di sicuro tocca in una partita i palloni che lo scorso anno toccava in venti minuti. Il 6 dipende dagli avversari.
ITURBE 5: L'ormai leggendaria eccitazione circense, di chi è destinato ogni volta a dimostrare qualcosa (che forse non ha più), lo rende talmente frizzante che l'unico rischio per gli avversari è che le bollicine possano finir loro negli occhi. Le turbe di Iturbe, compreso il suo repentino cambio di nazionalità, sono un classico del piccolo calcio moderno in cui l'ansia di non essere abbastanza o di non essere più ti fa quasi sempre essere ancora meno. Però, povero, sfiora il 4-0 e il palo al 7' della ripresa. Ma non salta un uomo nemmeno per scommessa. E nemmeno alla fine, quando potrebbe finalnente tornare al gol con un allungo. C'è sempre qualcuno, pure lo scarso Alves, davanti a lui, che gli ricorda: ma dai su, ma do' vai…!
TOTTI 6.5: La prima partita dei suoi secondi 40 anni se la gioca da trequartista con licenze multiple. La rigidità delle consegne iniziali dei rumeni esclude marcature privilegiate, poi però il tecn ico Sumudica avverte i suoi centrali, in particolare Fabricio, e i suoi centrocampisti, in particolare Manslay e Seto, che forse sarebbe meglio ingabbiarlo quando tenta l'assist, questo Totti. Merito suo se la Roma va sul 2-0: calcia con una tale potenza quella punzione allo scadere del primo tempo che nemmeno la deviazione delle mani di Lung ha evitato che si sentisse il botto dell'impatto del pallone sulla traversa. Magico l'assist per il 4-0 di Salah. Quando esce l'egiziano, va a fare il centravanti come ai tempi del primo Spalletti.
SALAH 6.5: Esibisce la solita frenesia d'amore per il pallone. Va lodato perché è frenetico anche senza palla, il che provoca stabili preoccupazioni nei suoi guardiani, fra i quali Morais non sembra affatto l'uomo più rapido del mondo. Segna al volo, di esterno sinistro, il 4-0, innescato da Totti. Dal 12' st Nainggolan 6: anche lui reduce da Tor Crescenza, deve scaricare tossine senza il peso di responsabilità tattiche o angosce da risultato (già acquisito). Vicino alla rete con una capocciata in corsa che voleva il secondo palo.

ASTRA GIURGIU
 
LUNG 6:
Suo padre giocava in porta contro Conti in un lontano Italia-Romania dell'82. Sarà un buon portiere. Nessuno può dirlo dopo una partita del genere. Mette però le mani sulla fucilata di Totti e per un attimo pare sventare il pericolo (poi segnerà Fazio).
LAZIC 4.5: Scompare durante un corner. Dovrebbe presidiare il primo palo, rimane paralizzato. Un errore che l'olandese di origini serbe non può spiegare in nessun modo perché errori del genere, anche in partite modeste come questa, non si possono commettere. Se l'Astra aveva una chance, Lazic gliel'ha bruciata. Dal 16' st Niculae 5: il più famoso dei suoi, ma anche il più annoso, gioca di firma, ma anche da fermo. Esce per infortunio e lascia in 10 i suoi per qualche min uto.
ALVES 5: Lui e Fabricio formano una coppia di sbirri: sì, certo, ma in qualche film grottesco d'annata in cui a ogni uscita si ride. Soltanto nei primi minuti, ancora attivati dalla speranza di poter cavare qualcosa di buono dalla serata, si stringono a tenaglia e vanno in scivolata per fermare le imbucate giallorosse. Ma dura tutto troppo poco e quando gli spazi aumentani esce la miseria tecnica.
SAPUNARU 5: Nell'idea del tecnico Sumudica, ci voleva il più esperto dei centrocampisti al centro delle difesa a cinque, a fare da cerniera, a chiudere spazi con i quattro di centrocampo come prima barriera. In teoria Sapunaru, difensore aggiunto, avrebbero dovuto creare tante difficoltà allaRoma, anche con le ripartenze. Non è andata esattamente così. Sapunaru ha vissuto una serata fuori posto. Tutto qui. Può consolarsi sapendo che se anche avesse giocato a centrocampo nulla sarebbe cambiato.
FABRICIO 4: Il suo autogol potrebbe diventare oggetto di studi: era fermo faccia alla sua porta, in un attimo ha alzato la gamba come se volesse portare un colpo di karate (il mawashi geri forse?), ma la gamba si accartoccia e colpisce il pallone perfettamente, come se tutto quel confondersi di immobilità, movimenti e sport diversi fosse in realtà un progetto bio-meccanico ben definito. Ovviamente non è così. E' solo una goffaggine assurda di un difensore brasiliano di piccolo cabotaggio che ha scelto di navigare col suo piccolo calcio sul Danubio.
MORAIS 4.5: Il brasiliano adulto era l'ideale per marcare Salah. Lentissimo, abituato più a spingere, si è ritrovato col mal di testa dopo cinque minuti e per somma di disgrazia anche come quinto difensore, quindi in teoria destinato ad aggiungersi al centrocampo. Anche in questo caso, dopo un po', Morais si è messo a guardare la partita. Nella ripresa si è preso la soddisfazione di fermare Iturbe…
NICOARA 5.5: Occasione per segnare dopo quattro minuti. Non ci credeva nemmeno lui, tanto che si è fatto trovare col piede ancora freddo. Per il resto anonimo di fascia. Dal 16' st Budescu 5.5: Prova a dare dinamismo a una squadra slabbrata. Impossibile trovarsi.
MANSLAY 4.5: Compiti: dovrebbe muoversi armonicamente nel centrocampo a quattro per coprire gli spazi, dovrebbe aggredire Totti sulla trequrti e poi, se capitasse, accompagnare Alibec in attacco. Disciplinatamente, non riesce a fare niente di tuto questo. Dal 1' st Lovin 5: cambio offensivo senza alcun senso. Non aiutava Alibec, non aiutava il centrocampo.
SETO  5.5: E' l'unico che prova, nel primo tempo, in qualche occasione, ad aggredire Totti sulla trequarti. Merito non da poco, nel deserto psichico del suo gruppo.
TEIXEIRA 5.5: Fa a botte con qualche giallorosso, Totti fa su di lui un brutto fallo, poi va per soddisfazioni personali: riesce a ubriacare Bruno Peres. Ma è un altro portoghese senza sugo.
ALIBEC 4: Inter e Bologna non possono aver faticato a dimenticarlo. Nel 2011 alzò da capitano nerazzurro la coppa del torneo di Viareggio. Era agli Europei in Francia. Dovrebbe essere la star. Lasciato solo a fare la punta, soprattutto nel primo tempo avventure in solitaria fra quattro o cinque giallorossi, o è cieco o è presuntuoso. Forte fisicamente, quando la squadra sale lui però si abbassa troppo e lascia l'area completamente vuota. Ma alla fine è il peggiore di tutti e si mangia anche il gol della bandiera calciando a occhi chiusi proprio addosso a Allison.
 
ARBITRO AGHAYEV (Aze) 7: Partita decisamente facile. Ma corre molto ed è sempre molto vicino all'azione. Bravo a non esagerare con i cartellini e con i recuperi. Generoso con Totti (giallo quasi arancione per il fallo su Teixeira).

Tidak ada komentar:

Posting Komentar