Selasa, 27 September 2016

Venerdì Renzi a Genova per inaugurare il cantiere sul Bisagno - Il Secolo XIX

Toti e Renzi a Genova a giugno 2015 (foto Gentile)

Toti e Renzi a Genova a giugno 2015 (foto Gentile)

Genova - Venerdì prossimo, 30 settembre, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è atteso nel capoluogo ligure per inaugurare l'inizio dei lavori del terzo e ultimo lotto di copertura del torrente Bisagno, che dovrebbero concludersi nel 2020.

Subito le prime polemiche
La visita del premier era attesa da tempo, anche in vista delle elezioni comunali del 2017 [1], ma la conferma della data ha acceso un battibecco a distanza fra Regione e governo, che sono di due "colori" politici opposti: «Mi auguro che (Renzi, ndr) venga con le mani impegnate da un ricco assegno per tutte le cose che dobbiamo fare», ha detto il presidente Toti, cui hanno risposto con decisione Mauro Grassi, responsabile di Italia Sicura, che ha ricordato che «il "ricco assegno" del governo è già arrivato nel 2015» e soprattutto il ministro Galletti, che ha ricordato il dettaglio delle cifre spese con un caustico «sarebbe stato meglio non parlare di chi ha messo quanto».

I lavori sul Bisagno
Il terzo lotto procederà in parallelo con le opere per il secondo, inaugurate ad aprile scorso, che si concluderanno a ottobre 2017; i finanziamenti del terzo e ultimo lotto e dello scolmatore del Bisagno vengono dall'unità di missione Italia Sicura, che hanno assegnato alla Liguria 275 milioni di euro, di cui:
- 95 milioni per il terzo lotto della copertura del Bisagno;
- 175 per lo scolmatore del Bisagno;
- 5 per lo scolmatore del Fereggiano;
- 10 per collettare i due rivi, Noce e Rovare, nel Fereggiano.

Per completare l'opera di messa in sicurezza serve ancora lo scolmatore del Bisagno, che dalla Sciorba deve portare a mare l'acqua; quest'ultima opera è già finanziata, ma non ancora iniziata. È previsto che i lavori inizino tra un anno, mentre in questo momento è in corso di aggiornamento la progettazione.

Toti: «Spero che porti a Genova un ricco assegno»
Secondo il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti (Forza Italia), la visita di Renzi sarà anche l'occasione per discutere di altre risorse per la Liguria: «Mi auguro che venga con le mani impegnate da un ricco assegno per tutte le cose che dobbiamo fare. Credo che ci possano essere ulteriori investimenti, in parte dati per esempio dai risparmi dovuti ai ribassi d'asta del cantiere che consegneremo venerdì, che sono ingenti, un'altra parte sui fondi della cultura, un'altra parte ancora sui fondi per le infrastrutture. Ne dobbiamo discutere ancora nella cabina di regia di Palazzo Chigi: credo che la visita di Renzi sia una buona occasione perché il governo si impegni a utilizzare i ribassi d'asta del Bisagno in accordo con la Regione».

Intanto, però, Toti ha ironizzato sull'ultimo annuncio di Renzi, fatto oggi a Cernobbio [2]: «Urka, anche il ponte sullo Stretto! - ha scritto su Facebook - Ma quanti investimenti in questa Finanziaria. Visto che i soldi non ci sono, temo che siano investimenti a tempo. Scadenza, il 4 dicembre», data del prossimo referendum [3].

Per il governatore ligure, inoltre, con Renzi c'è anche da affrontare il capitolo legato allo sviluppo del parco scientifico e tecnologico degli Erzelli: «Necessiterebbe di qualche risorsa aggiuntiva per incentivare l'Università (il dipartimento di Ingegneria, ndr) a trasferirsi lì. Noi facciamo la nostra parte con Iit e Liguria Digitale: non basta, serve un intervento di "moral suasion" e anche di ulteriore finanziamento da parte del governo. Poiché sul Terzo Valico, e questo è da riconoscere al governo, c'è stata molta attenzione, con il Cipe che ha "sdoganato" il quarto lotto, quello definitivo del non ritorno, io credo che Renzi possa venire qui con una buona sensibilità. Le cabine di regia hanno funzionato a corrente alternata: bisognerebbe trovare un momento di razionalizzazione e condivisione degli obiettivi, visto che si tratta dei soldi di tutti, del governo e delle regioni».

Grassi: «L'assegno è arrivato nel 2015»
Sulla questione dei fondi, al governatore ha risposto Mauro Grassi, responsabile di Italia Sicura: «Caro Toti, il "ricco assegno" del governo è già arrivato nel 2015, e si trasforma in cantieri per salvare Genova dalle alluvioni». Ancora: «Forse la dichiarazione del presidente della Regione Liguria è dovuta a informazioni imprecise ricevute da qualche collaboratore frettoloso. Il governo Renzi ha già staccato a suo tempo il più ricco assegno d'Italia per il capoluogo ligure, e oggi si vedono i primi risultati. Ben 275 milioni, pari al 43% della disponibilità nazionale, già in contabilità e altri 40 milioni già definiti, una cosa mai accaduta prima. Quanto al finanziamento dell'opera relativa alla copertura del Bisagno, il cui cantiere verrà inaugurato il 30 settembre alla presenza del presidente del Consiglio, ricordo che i 95 milioni previsti sono completamente a carico del governo».< /p>

Galletti: «Su Genova c'è stata convergenza di risorse»
Una posizione ribadita dal ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, che ha spiegato che «su Genova c'è stata un'esemplare convergenza in termini di impegno e di risorse da parte del governo, della Regione e del Comune. A poche ore dall'inaugurazione dal lotto del Bisagno, sarebbe stato meglio non parlare di chi ha messo quanto». Galletti ha poi riepilogato gli stanziamenti: «I primi 3 lotti del Bisagno sono stati coperti con l'accordo di programma ministero-Regione 2010. Su un importo di 36 milioni circa, 30 sono stati finanziati dallo Stato e 5 dalla Regione, integralmente trasferiti nel 2011. Poi, con l'accordo Aree metropolitane del 2015 si sono previsti per la Liguria 315 milioni, di cui 275 fondi statali: 95 milioni sono per il completamento del Bisagno che si inaugura venerdì, gli altri sullo scolmatore. Questi saranno trasferiti via via, secondo quanto scrive l'accordo di programma che ha firmato anche Toti. Si è trattato dunque di un gioco di squadra che ha funzionato. Continuiamo così, per il bene di tutti».

Paita: «Invece di ringraziare...»
Dal Pd ligure, infine, questo il commento di Raffaella Paita, capogruppo del partito in Regione: «Visto che Toti non ci riesce lo dico io: "Benvenuto presidente Renzi". Anche perché dal governatore mi sarei aspettata un ringraziamento vero, e senza polemiche recondite, per la visita del primo ministro ai cantieri del Bisagno. Ma, parafrsando il Manzoni, la cultura istituzionale se uno non ce l'ha non se la può dare».

Ancora: «A Toti vorrei ricordare che il governo ha di recente finanziato altri due lotti del Terzo Valico (si tratta di alcuni miliardi di euro), ha stanziato i fondi per il terzo e ultimo lotto della copertura del Bisagno e per la realizzazione dello scolmatore, nonché per molte altre opere di difesa idraulica dell'area metropolitana genovese, per un totale di alcune centinaia di milioni di euro. Oltre a questo, il governo ha deciso di finanziare anche l'avvio del Blue Print e un intervento significativo a Palazzo Reale. Vogliamo fare i conti, governatore? A occhio e croce potremmo essere intorno ai 2,5 miliardi di euro, e penso di aver ragionato per difetto. Ma ciò che mi sorprende di più è che Toti oggi non abbia colto l'occasione per dire quali siano i suoi progetti nuovi per il futuro della nostra regione e per i quali chiede questi ulteriori finanziamenti al governo. Come al solito, neppure un'idea, ma soltanto una volgare richiesta di asse gni in bianco, senza nemmeno fare lo sforzo di pensare a qualcosa di concreto. Toti provi a presentare qualche progetto e vedrà che, come è accaduto per tutte le altre Regioni, il governo sarà pronto a stanziare finanziamenti».

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