Dopo tante polemiche, è arrivato il «Fertility Day». A precederlo, un doppio corto circuito comunicativo -i manifesti con la clessidra giudicati offensivi[1] e quelli bicolori ritirati in tutta fretta perchè considerati «razzisiti»[2] - che ha portato anche alla richiesta di revoca della dirigente ministeriale. «Nel Fertility Day parliamo di salute. Poi c'è l'aspetto politico e nella politica ci sono le strumentalizzazioni, e mi sa che c'è un sacco di gente che aspira a fare il ministro della Salute: va benissimo, ma io intanto mi occupo di cose vere» dice Beatrice Lorenzin che ha ideato e difeso la Giornata per la sensibilizzazione sui problemi dell'infertilità. Ma proprio mentre la ministra inaugura la tavola rotonda, i manifestanti del «Fertility Fake» si riuniscono fuori da centro congressi: è la prima mobilitazione di una serie che durante tutta la giornata come un'onda si muoverà in tutta Italia[3]. Chi protesta non nega l'emergenza natalità in Italia, ma contesta che il problema sia delle donne che aspettano troppo (la clessidra) o che hanno comportamenti a rischio (alcol, droghe e altri «cattivi compagni» dei manifesti più recenti). «Manca il lavoro, contratti stabili, asili nido e forme di welfare che aiutino donne e famiglie» urlano i manifestanti.
«La foto era diversa, chi è responsabile va a casa»
Lorenzin ha quindi ribadito come la sua priorità sia quella di occuparsi di «cose vere» e che «non va bene che io debba passare intere giornate a fare speculazioni su una foto della campagna: posso occuparmene un giorno, ma poi chi è responsabile dell'accaduto va a casa». Spiegando quindi l'episodio del manifesto del Fertility, accusato di razzismo, Lorenzin spiega che le era stata presentata una foto diversa: «Perché fosse diversa non lo so, e i responsabili se ne devono assumere la responsabilità. Penso che ci sia stato un errore tecnico e di incapacità. Ovviamente, tengo a precisarlo, nessuno aveva intenzioni razziste. Certamente la campagna era proprio brutta, ma io faccio il ministro e non il comunicatore, quindi mi interessa il messaggio più della campagna in sé - afferma - È importante parlare del problema di salute legato all'infer tilità, ed è importante rilanciare l'attenzione sulle malattie sessualmente trasmesse, che sono in aumento».
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Fertility Day, la ministra Lorenzin sul palco e fuori la protesta[4]
Puntare sulla prevenzione
«Quello che è veramente importante non sono le polemiche, ma i fatti. E i fatti ci dicono che ci sono 700mila persone che vogliono avere un figlio. Noi diamo un sostegno a chiunque voglia avere una gravidanza anche con la fecondazione assistita, omologa ed eterologa: è nei nuovi Lea» dice la ministra. «Dobbiamo dare informazioni, soprattutto ai giovani. Quando si è giovani non si pensa alla propria salute, ma noi dobbiamo veramente puntare sulla prevenzione, che è alla base della medicina moderna» dice la ministra sottolineando quanto sia importante «essere consapevoli di cos'è la fertilità per gestire la propria vita. Dopo esserci battuti per inserire l'endometriosi nei Lea, ci stiamo molto focalizzando sulla salute dei maschi, in particolare sul varicocele - conclude Lorenzin - perché è molto importante che i ragazzi si sottopongano a uno screening da giovani».
Clessidre e cuscini
Clessidre e cuscini sotto le magliette per dire «#siamointtesa di diritti»: sono questi i simboli del Fertility Fake. I manifestanti circa una settantina) chiedono le dimissioni della ministra della Salute e di essere ricevuti all'interno per poter parlare. La protesta partita sul web ha visto l'adesione di alcune organizzazioni e associazioni, tra cui Cgil, Arci, Act, Artemisia, Rete della conoscenza, Anddos, Unite in rete, Libere tutte, Coordinamento contro la violenza di genere e il sessismo , A Sud e Udi, Unione donne in Italia. Manifestazioni di protesta sono previste anche in altre città italiane. «Si sono spesi soldi per campagne di questo genere, sarebbe stato meglio impegnarsi in progetti differenti per la famiglia. Non si fanno figli non solo per problemi di infertilita' ma anche perché' mancano welfare, lavoro, servizi» dice la «Signorina F» una delle anime della protesta anche sul web con diversi video[5]. «Oltretutto - aggiunge - con la nuova campagna si è andati di male in peggio».
22 settembre 2016 | 10:53
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References
- ^ i manifesti con la clessidra giudicati offensivi (roma.corriere.it)
- ^ bicolori ritirati in tutta fretta perchè considerati «razzisiti» (www.corriere.it)
- ^ durante tutta la giornata come un'onda si muoverà in tutta Italia (www.corriere.it)
- ^ Fertility Day, la ministra Lorenzin sul palco e fuori la protesta (roma.corriere.it)
- ^ div ersi video (www.facebook.com)
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