Il ministero ha subito replicato dicendo che "il razzismo è negli occhi di chi guarda, noi pensiamo alla prevenzione". E si è difeso: "Quello nella foto per noi non è un 'nero' ma un ragazzo come gli altri. La nostra è una società multietnica. Un anno e mezzo fa passavamo per eroi per aver portato gli aiuti ai profughi sbarcati a Lampedusa. Oggi siamo considerati razzisti". Ma poi in serata l'annuncio: l'opuscolo viene ritirato e viene aperta un'indagine interna. Lorenzin revoca inoltre il mandato al direttore generale per la comunicazione del ministero.
Facciamo un passo indietro. Il 28 luglio 2016, il Consiglio dei ministri approva la proposta della ministra Lorenzin di istituire per il 22 settembre di ogni anno una giornata nazionale dedicata all'informazione sulla fertilità umana, accompagnata però da una campagna di comunicazione che chiede alle donne di fare più figli e farli presto, scatenando accese polemiche sui social. [3]L'immagine più criticata è quella di una ragazza con una clessidra in mano, a simboleggiare la c orsa inarrestabile dell'orologio biologico. La contestazione sale al punto che il 1° settembre lo stesso Matteo Renzi prende le distanze dalla campagna pubblicitaria ("Non ne sapevo niente - dichiara il premier - e non conosco nessuno dei miei amici che fa un figlio perché vede un cartellone pubblicitario"). E la ministra decide ritirare le cartoline sgradite, sostituendole con altre senza immagini[4]. Oggi, però, emerge il nuovo scivolone. Nel frattempo, in una mozione presentata oggi alla Camera, i deputati di Sel-Sinistra Italiana chiedono al governo a prendere le distanze dall'iniziativa. "Chiediamo che venga cancellata definitivamente la campagna pubblicitaria aggressiva e ricattatoria, fatta di slogan e cartoline come 'Sbrigati, non aspettare la cicogna' - spiega il capogruppo Arturo Scotto - per affermare il principio della libertà nelle scelte procreative delle donne". Sinistra italiana, nella sua mozione, chiede al governo di riportare l'iniziativa alla sua natura originaria di dibattito sulle cure della sterilità, le malattie sessualmente trasmissibili e la prevenzione dell'infertilità. "La campagna di comunicazione ministeriale sulla fertilità - aggiunge Scotto - ha mostrato chiaramente non tanto l'intento di informare, ma piuttosto quello di promuovere un'ideologia di parte. Che va nella direzione di scelte di governo volte a svuotare la sentenza della Corte Costituzionale che ha sup erato il divieto di fecondazione eterologa, ignorare le difficoltà che molte donne incontrano nel ricorrere alla legge sull'interruzione volontaria di gravidanza, spingere verso una condanna mondiale della maternità surrogata intesa addirittura come crimine contro l'umanità".
Ciò non toglie che il tema della denatalità sia un problema serio. I dati dell'Istat evidenziano come i nuovi nati siano in costante diminuzione. Nel 2015, le nascite sono state 488 mila (-15 mila), nuovo minimo storico dall'Unità d'Italia. "Ma affrontarlo a colpi di pedagogia autoritaria è fuorviante e inefficace", continua Scotto. "Per questo - conclude il capogruppo di Si - chiediamo che il governo si impegni a garantire l'accesso alle tecniche di fecondazione assistita in tutto il territorio nazionale, avvii un programma di promozione dei metodi contraccettivi e di informazione per la prevenzione dell'Aids e delle altre malattie sessualmente trasmissibili. E metta in campo politich e economiche e sociali volte a sostenere le madri lavoratrici".
References
- ^ pasticcio comunicativo intorno al 'fertility day' (www.repubblica.it)
- ^ opuscoli del ministero (www.salute.gov.it)
- ^ scatenando accese polemiche sui social. (www.repubblica.it)
- ^ sostituendole con altre senza immagini (www.repubblica.it)
- ^ Fertility Day 2016 (www.repubblica.it)
- ^ ministero della salute (www.repubblica.it)
- ^ sel (www.repubblica.it)
- ^ sinistra italiana (www.repubblica.it)
- ^ Arturo Scotto (www.repubblica.it)
- ^ beatrice lorenzin (www.repubblica.it)
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