"Formalmente non è finita, ma nella sostanza quando un'amministrazione comunale fa venire meno la candidatura è chiaro che questo non è visto bene dalla comunità internazionale". Parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò, in mattinata ai microfoni di "Radio Anch'io" su Radio1, a proposito della decisione di Virginia Raggi di dire no alla candidatura per le Olimpiadi 2024. Sui soldi fin qui spesi dal Comitato promotore e su una eventuale richiesta di danno erariale, Malagò h a precisato:"Noi siamo un Ente pubblico, tutte le spese sono online, e si tratta di fondi del Governo. Dico che se qualcuno chiede, e qualcuno potrebbe chiederlo, perché questi soldi sono stati spesi è chiaro che dovremo rimandare la domanda a chi sta bloccando una candidatura, visto che tuttora siamo ufficialmente candidati con il sostegno formale di tutti. In ogni caso, se si vuole controllare come sono stati spesi fin qui i soldi in qualsiasi momento si può fare". I dati sono on line, tutte le spese del Comitato promotore: ci sono dirigenti apicali a 240.000 euro all'anno, è vero, ma Virginia Raggi sa che certe competenze costano care. Malagò ha aggiunto: "Oggi qualsiasi opera pubblica richiede un investimento, questa Amministrazione Comunale aveva il diritto e il dovere di supervisionare, alla Raggi abbiamo detto 'assumiti la governance e governa il processo'". Ma niente conferenza stampa Renzi-Malagò a Palazzo Chigi. Come detto, Malagò ha visto Lotti. Domani Giun ta Coni a Cagliari, martedì la delibera del consiglio comunale che cancella la candidatura, il 7 ottobre summit a Losanna per presentare al Cio il secondo dossier. Ma la strada per salvare la candidatura è sempre più stretta. Malagò sa benissimo che una candidatura monca, senza l'appoggio del Comune, avrebbe ben poche speranze di spuntarla. E allora sì che ci sarebbero polemiche il prossimo anno sui soldi spesi... Luca Pancalli, presidente del Comitato Paralimpico, ha ribadito: "La sfida era lasciare qualcosa alla città".
Riforma dei campionati, riunione in Figc. Ma la serie A non ne vuole sapere
Forte dei successi in campo internazionale (oggi la presentazione del logo di Euro 2020), il presidente Carlo Tavecchio tenta di nuovo l'assalto alla riforma dei campionati. Per questo domattina in Figc ha convocato tutti. La sua idea è chiara: serie A e B a 18, due gironi di Lega Pro da 20 (come sosteneva Lotito). Ottima idea. Così no n va di sicuro. Ma non è facile trovare il consenso: se Andrea Abodi, presidente della Lega di B, è favorevole ormai da tempo a scendere almeno da 22 a 20 squadre, ecco che la serie A non ne vuole sapere di passare da 20 a 18. Ci sono 15 club contrari, solo cinque favorevoli. Tavecchio chiederà un tavolo (rapido) di confronto, ma se non ci sarà l'accordo potrà fare ben poco. Se non chiedere l'aiuto di Malagò col quale è in totale sintonia. Il governo meglio lasciarlo stare, ha altre grane.
Federcanoa-1: Antonio Rossi sfida Buonfiglio. Con questo programma
Tempo di elezioni: il 22 ottobre tocca alla Fick, Federcanoa, uscita malconcia da Rio: l'ex grande campione Antonio Rossi sfiderà l'attuale presidente, Luciano Buofiglio, che è anche vice Coni. Rossi, che avrà al suo fianco l'ex maestro Oreste Perri, ha presentato ufficialmente la sua candidatura. I punti-chiave sono: meritocrazia e umiltà; tutta la Federazione deve essere unita e pagaiare tutti verso unico obiettivo; formazione; priorità ascoltare le società ed i tecnici, si parte dalla base. La Federazione ha il dovere di stare vicino alle società; ruoli ben definiti in Federazione, il presidente fa il presidente, il consigliere avrà una delega e dovrà fare il consigliere, il tecnico fa il tecnico. La volata elettorale è già iniziata. Rossi è anche assessore alle sport della Regione Lombardia e siede nel consiglio nazionale del Coni.
Federcanoa-2: offerta alla Idem la presidenza del settore tecnico femminile
Tempi duri per la canoa: ci sarà da lavorare sodo, i Giochi brasiliani non sono certo andati bene. L'attuale presidente, Luciano Buonfiglio, che ovviamente si ricandida, ha studiato un piano di rilancio. Soprattutto il settore femminile è a zero, anzi sottozero. Per questo Buonfiglio aveva pensato a Josefa Idem, grandissima (ex) atleta, e le aveva offerto di dirigere, addirittura per 8 anni, il settore t ecnico femminile. Ma la Idem ha gentilmente rifiutato, troppo impegnata nel ruolo di senatrice (Pd). La grande atleta, ed ex ministra delloa sport, ha proposto il nome del marito, Guglielmo Guerrini, che è stato anche suo allenatore.
Tidak ada komentar:
Posting Komentar