Selasa, 20 September 2016

Parisi attacca Razzi dopo la convention, il caso scatena Forza Italia: "Arrogante" - La Repubblica

Il caso Razzi infiamma Forza Italia, che prende le distanze da Stefano Parisi, come se gli equilibri all'interno della compagine non fossero già precari[1] (un po' di umiltà", gli aveva mandato a dire Brunetta). L'uomo cui Berlusconi ha affidato le sorti del partito va giù pesante contro il senatore azzurro, protagonista anche lui della convention del manager già candidato sindaco di Milano[2], se non altro per le consuete, colorite dichiarazioni rilasciate ai microfoni delle tv. Siparietti che non sono piaciuti a Parisi. Rispondendo alle domande di Rainews24, dice chiaramente: "Razzi mi sembra sia un esibizionista privo di qualunque contenuto, la convention era un posto aperto e poteva venire chiunque, Razzi poteva andare da qualunque parte. Lì aveva intorno a sé tutte le telecamere pronte a raccogliere tutte le sciocchezze che avrebbe potuto dire. Non l'ho mai invitato, non so chi sia".
Pronta la replica del senatore, perché Razzi non ci sta. Prepara e invia un comunicato stampa con cui bolla come "totalmente falsa" l'affermazione di Parisi, allegando la mail di invito, di quelle probabilmente inviate ai nominativi raccolti e inseriti in una mailing list. "Ti ringrazio per aver deciso di partecipare a Energie per l'Italia - si legge nel testo - spero che venerdì e sabato deciderai di metterti in gioco anche tu. La posta in gioco è altissima: il futuro dell'Italia". Lettera chiusa da un "grazie di cuore" e firmata "Stefano Parisi".
"Ho ricevuto l'invito il 15 settembre con una mail delle 12,57 dello stesso Parisi - si legge nella nota di Razzi - mi meraviglio che una persona seria come lui scantoni abbandonandosi a commenti poco gratificanti sulla mia persona, che niente hanno a che fare con le caratteristiche di un leader. Mi dispiace dirlo, ma Parisi mostra un limite che potrebbe manifestarsi facilmente in questioni di gran lunga più importanti di questa bugia-pettegolezzo. Personalmente, se non vengo invitato ufficialmente non mi presento da nessuna parte, di questo Parisi e compagnia bella siano certi", aggiunge prima della stoccata finale. "Se Parisi non ha il polso della sua segreteria e commette errori del genere, accompagnati da ingiustificati isterismi, non si vede come possa guidare il partito. Mi dispiace, è una brava persona ma comincia malissimo il compito affidatogli da Berlusconi".

Il caso però non finisce qui, perché i senatori di Forza Italia a questo punto fa nno la voce grossa e scendono in campo a difesa di Razzi. Il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani, giudica "ineleganti e fuori luogo le parole utilizzate da Parisi su Razzi, che ha ritenuto al pari di altri di assistere alla sua convention a Milano. Ad Antonio va da sempre la mia stima - dice - per la sua storia personale fatta di lavoro, sacrifici e valori, e oggi la mia solidarietà, anche in quanto capogruppo, per l'inutile attacco di cui è stato oggetto. Mi auguro si sia trattato solo di un equivoco e che sia presto chiarito". Segue a stretto giro Altero Matteoli, anche lui in Senato: "Una caduta di stile ingiustificata di Parisi contro Razzi, che non si addice alla buona educazione. A maggior ragione che si tratta di un collega, senatore di Forza Italia, che assisteva come altri a una riunione politica pubblica".

Il presidente di Rivoluzione

Cristiana, Gianfranco Rotondi, ne approfitta invece per lanciare il guanto di sfida: "Parisi mostra gr ande arroganza attaccando il mite Razzi e prendendo le distanze dal povero Scajola, che tanto credito gli ha dato. Io sono candidato in alternativa a Parisi e aspetto che Berlusconi fissi un luogo e un tempo in cui prendiamo la parola, io e Parisi, davanti a qualsiasi pubblico, scelto da Berlusconi. Poi si vota e io mi sottopongo al giudizio di qualsiasi platea".
 

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